venerdì, gennaio 23, 2004
ROMA - II

Chi l'avrebbe detto. la neve. anche quest'anno. a Roma. la neve a Roma è più che una perturbazione. è difficile che faccia tanto freddo da imbiancare le strade. il cielo è uno schermo. bianco sporco. senza fondo. senza movimento. uno sfondo bianco. da cui cadono frammenti di memorie. così tristi che non basta la pioggia a dar loro forma. e allora cade la neve. scende il silenzio. cosa puoi dire. la neve a Roma porta tanti segni. silenzio. e solitudine. e allora. e allora è un sogno stare dietro la finestra con te. muti. i nostri occhi. non hanno bisogno di cercarsi. si trovano nella neve là fuori. il silenzio ferma il tempo. e congela il nostro dolore. tutto è. e basta. solo la neve si muove. il mio braccio protegge le tue spalle. dai pensieri bui che tanto bianco porta con sè. e qui. dietro il vetro, tutto sembra lontano. i ricordi. il presente. apro la finestra. il gelo invade il nostro respiro. per un attimo. asciuga le lacrime mai versate. Immobile. ascolto. il tuo respirare calmo, sospeso. M'incanto. dei tuoi occhi larghi, esterrefatti. Respiro. il profumo dei tuoi capelli, della tua pelle. Le mie dita raccontano le tue labbra. asciutte di baci dimenticati. di dolcezza sepolta da un oceano di amarezza. Non ti volti. continui a perderti nel bianco del cielo. nella sua immobilità. Voltarsi, fuggire. Oppure fermarsi. e guardare fuori. respirare gennaio. accarezzare il gelo con lo sguardo. lasciare che dai tuoi occhi scendano altre lacrime. le ultime. lasciare che il freddo solchi i rivoli sul tuo viso. abbandonarsi al gelo dell'inverno. e scoprirsi vivi. Io. respiro. con te. E tutto il resto è bianco. e vuoto. è nulla.
riempie l'etere : "PARTITA FOR SOLO VIOLIN No. 2 IN D MINOR, BWV 1004: CIACCONA (accompanied by chorale fragments)" by JOHANN SEBASTIAN BACH from the album "MORIMUR" performed by CHRISTOPH POPPEN & THE HILLIARD ENSEMBLE.
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 13:42
e conservato senza cura alla voce roma | commenti (5)
domenica, ottobre 26, 2003
ROMA
Ci sono giornate così. cammini da solo lungo la strada. il tuo lettore CD portatile ti racconta il mondo che attraversi. "thank you for hearing me". e le macchine spostano un po' d'aria alla tua sinistra. farmacia. scuola guida. pizzeria. forno. l'aroma mai noioso del pane. "the last day of out acquaintance". l'ospizio è sempre lì. non invecchia mai. un vecchio - tosse secca - . armato di zappa e rastrello. restituisce la luce al monumento ai caduti. per quello che valgono oggi. attraversi la strada. guardi a destra. poi a sinistra. poi a destra. poi - "fire on Babylon" - un senso di stasi. un battito profondo. il rumore che ti aspetti quando getti un sasso in un pozzo. la paura quando il rumore non lo senti. "Troy". Quel profumo. una donna come tante. non hai fatto in tempo a guardarla in volto. però il profumo. come se avesse il tuo olfatto avesse dormito per tre anni. e mentre ti fermi al centro della strada, un istante. un istante che risveglia memorie sepolte. di notti infinite. di umori e sapori. del tuo essere tutt'uno con l'universo. di sudore e sangue. labbra umide che si dissetano tra loro. di notti in cui il tuo mondo è tutto lì. lei. la sua pelle. i suoi occhi nei tuoi. mentre i vostri corpi si uniscono in un salto nel vuoto infinito. e il suo profumo. Poi è passato. "you made me the thief of your heart". E' passato quel tempo. è passato anche il senso di stasi. il tempo non si è mai fermato. allora sorridi. perchè ti guardi attorno e ti accorgi che ti trovi dall'altra parte della strada.
riempie l'etere: "JAKIE" from the album "THE LION AND THE COBRA" performed by SINEAD O' CONNOR
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 02:39
e conservato senza cura alla voce roma | commenti (10)


