mercoledì, dicembre 19, 2007
Il fatto è che da quando sto in sardegna tutto è lontano. da quando sto in sardegna non ho la connessione. e tutto è ancora più lontano.
COMUNQUE.

EASTERN PROMISES è un fottutissimo capolavoro. Un film che ti si pianta nel cuore e nell'anima come una coltellata. Da Spider in poi CRONENBERG percorre davvero la strada senza ritorno verso il sublime. Un cinema che trascende ogni genere - pur essendo sempre di genere - per raccontare il mondo, il suo mondo. Eastern Promises è dramma, coscienza, morte, paura, tristezza, abbandono, violenza, dolore, angoscia, nichilismo, carne, cuore, vita.
Il cinema non ha mai avuto un autore COSI'. Non si tratta di essere "più grande di". si tratta di essere così. Non esiste nè esisterà mai un altro Cronenberg. C'è il cinema e c'è il cinema di David Croneberg. E ora come mai, QUESTO CINEMA è al di là del bene e del male.
Lunga vita alla nuova carne.
riempie l'etere: "...WHICH WAS THE SON OF" by ARVO PART
sabato, aprile 21, 2007
LA VERITA' VI FARA' LIBERI

THE GOOD SHEPHERD E' UN CAPOLAVORO ASSOLUTO. Partendo dall'episodio della baia dei porci, De Niro ripercorre i primi trent'anni della C.I.A. attraverso la vita del capo del controspionaggio Americano, dalla seconda guerra mondiale fino al 1961. Il presente è narrato attrverso il giallo della ricerca della spia per l'operazione cubana, il passato è nei ricordi del protagonista - grandissimo Matt Damon -, ricordi che emergono dalla memoria in continue epifanìe rivelatorie. Un film che copre la storia americana di un grigio sudario, senza cadere nella propaganda becera e di parte (alla Michael Moore, o qualunque regista italiano degli ultimi anni, per capirsi). Attori strepitosi: Damon ( che di solito non è un campione di comuicatività) è perfetto nel ruolo dell'uomo che attraversa la vita come mosso da un destino ineluttabile; Angelina Jolie (che di solito schifo) appare smunta e di una bellezza sfiorita; William Hurt riprende - come meno ironia - la parte lasciata in "A History of violence"; Alec Baldwin - che mi piace molto più ora, da vecchio e ingrassato, che da giovane agente Ryan - è un oscuro e misterioso agente FBI; De Niro, generale fondatore della CIA, malato di diabete e disilluso; Joe Pesci (davvero invecchiato) è un vecchio siciliano, protagonista di uno dei dialoghi più belli del film.
Un film di uomini: con uno stile narrativo dilatato e solenne (che ricorda molto il Michael Mann di "THE INSIDER") De Niro è interessato soprattutto a raccontare le solitudini e il fallimento sul piano umano di un uomo. Non svelo le molte sorprese... comunque.. un film strepitoso: profondo, mai retorico e mai banale, carico di emotività repressa, intriso dell'anogscia della menzogna, a tratti violento, emozionante ed avvincente. Lo ripeto UN CAPOLAVORO. Il titolo rimanda in modo illuminate alla missione dell'agente della C.I.A.
Un appunto alla meravigliosa colonna sonora che alterna brani jazz - swing ( Night and Day, Come rain or come shine) a momenti semplicemente TOTALI , esaltati dalla musica di ARVO PART (Silouans Song, Salve Regina, Litany). Grandissimo De Niro. Un film difficile e complesso. UN FILM OLTRE. Questo è CINEMA. lo ripeto ancora una volta: UN CAPOLAVORO. Insieme a INLAND EMPIRE, filme dell'anno. FATELO. 10/10
riempie l'etere: "SARAH WAS NINETY YEARS OLD" by ARVO PART from "MISERERE" performed by THE HILLIARD ENSEMBLE
giovedì, gennaio 11, 2007

Osserviamo la lotta per la sopravvivenza di uomini-animali (in senso buono, cioè parte della natura dalla foresta). Il limite enorme del film è la pochezza di idee (in sede di sceneggiatura): la prima mezz'ora è davvero splendida: bellissime le sequenze di goliardia tra i guerrieri, l'autoironia del capo, la grande umanità della comunità (questo a confutare le solite accuse di razzismo), quando il villaggio viene attaccato ti aspetti una carneficina che non arriva; i prigionieri vengono "deportati" e assistiamo ad un surrogato della via crucis della Passione di Cristo; La sequenza del sacrificio è un'altro macello disatteso (che sia ben o male non sta a me dirlo); altra bellissima sequenza: la fuga dei prigionieri (capolavoro di montaggio), dunque la lunghissima epopea del protagonista. Dopo mezz'ora di film, sai già come andrà a finire ogni sequenza. Eppure lo spettacolo è totale, la fotografia e il montaggio sono da urlo: scene mai viste, interazione totale di luce-suono-azione. Gli uomini sono tutt'uno con la foresta che respira.
In tutto ciò, Gibson non vuole esaltare lo spettatore: Apocalypto non è Braveheart: non c'è patriottismo, non c'è una sequenza una che punti a "fomentare" il pubblico: Gibson si ferma (la musica pure) quando stai per alzarti e sollevare la tua scure da guerra.
Altra nota positiva: pur girando un film più commerciale di quel che si pensa, Gibson non si piega ai gusti del pubblico di merda e propone ancora una volta i temi a lui più cari: la lotta del singolo, la Famiglia, la Madre (belle le figure femminili), la sofferenza come passaggio obbligato della vita.
In sintesi, un bel film, privo in fondo di contenuti particolari, con alcune intuizioni azzeccatissime, qualcuna geniale; un film assolutamente al di sopra della media dell'attuale cinema U.S.A. uno spettacolo assoluto per la vista e per l'udito; da vedere al cinema sicuramente. Non un film storico, (fanculo a tutte le polemiche che accusano Gibson di aver sminuito la civiltà dei Maya), non un film troppo violento (Fanculo al Tar del Lazio), non un film razzista (fanculo bla bla bla...). Insomma, un bel film, un grandissimo spettacolo, con qualche moderazione in più rispetto alle aspettative.
riempie l'etere: "IN A LANDSCAPE" by JOHN CAGE from "EARLY PIANO WORKS" performed by HERBERT HENCK
giovedì, agosto 31, 2006

lunedì, agosto 07, 2006


Ora che sono un uomo, tutta la mia devozione ha preso forma in un vero capolavoro.


KYASHAN - LA RINASCITA. Un film fisivamente straordinario, complessissimo nei contenuti. un viaggio allucinante in un futuro troppo realistico per non far paura. Una riflessione profonda ed amara sull'uomo e la guerra. sulla vita e la morte.

riempie l'etere: "POOR EDWARD" from "ALICE" performed by TOM WAITS
martedì, maggio 23, 2006

Qui, c'è poco da restare delusi. C'è solo da trovare Rob Zombie e abbracciarlo per gratitudine.
LA CASA DEL DIAVOLO è un film che resterà negli annali del CINEMA (e non del cinema Horror). un CAPOLAVORO.
Tutto comincia, per me, da un vecchio film anni '70: LE COLLINE HANNO GLI OCCHI. E' da qulla dicotomia, in fondo, che il film prende spunto. La provincia sperduta americana e i suoi mostri. La provincia del nostro cervello, nascosta, buia, spaventosa. senza salvezza. Ecco.
E potrei finirla qui. Ma l'entusiasmo è grande..... e continuo a scrivere. Un capolavoro assoluto! Gravido di tensione fino alla fine, violento all'inverosimile, ma d'una violenza adulta: non c'è il gore, non c'è il sadismo ingenuo tipico dell'horror: Rob non ci mostra Otis che scarnifica il volto della vittima. Preferisce costruire una sequenza agghiacciante in cui il volto del morto viene applicato in faccia alla moglie che impazzisce... . Nell'horror, il sangue porta con sè una bella dose di compiacimento, compiacimento che qui è completamente assente. Lo stato d'animo che regna è la paura (non la paura del cazzo "BU!" tipo i tristissimi film horror anni '90.... dove ogni personaggio compare di botto per far "saltare" lo spettatore senza motivo... cfr. "Scream", "The Ring"...), la paura... perchè tu sai che Otis, Capitan Spaulding e Baby (Oh, Baby..... Dio ti benedica!) sono completamente fuori di testa (pur lucidissimi ed intelligenti , e per questo terrificanti).

Rob prende le distanze dall'horror citazionistico (pur gustoso) della Casa dei 1000 corpi., trasformando così i personaggi in qualcosa di reale, concret. qualcosa che spaventa davvero, che ti mette inquietudine, che ti gela dentro (la paura che viene da dentro le tue mutande, direbbe il divino King).
Non ci sono buoni. non ci sono cattivi. sIamo tutti dei maiali assassini. Dio, Satana, Angeli, Demoni... altro che certi cialtroni MARRONI... Nel film, non c'è differenza tra "Tu sei il mio Diavolo, voglio essere la tua sporca puttana" e "Il Signore è grande nel suo amore". Tutta merda, tutta merda. La sequenza finale è un pezzo d'antologia.... ma non è l'unico. Comunque... inutile scrivere 'sta roba. Non un Horror, non un Western.... diciamo così.... un violentissimo e soprattutto TESISSIMO ibrido tra FERNANDO DI LEO (e qui qualcuno si incazza....), SERGIO LEONE, CLINT EASTWOOD,WES CRAVEN (il primo Wes Craven...)....
Bello, quando una coppia alla mia destra, dopo lo spiaccicamento del tir, ha gentilmente alzato le chiappe...
Grande commozione quando ho visto LUI: MICHAEL BERRYMAN!!!! Il giovane PLUTO di "LE COLLINE HANNO GLI OCCHI" (Secondo bellissimo film di Wes Craven,e primo vero film Horror POLITICO)...
C A P O L A V O R O.
Fatelo.
PS: Baby, ti amo.

riempie l'etere: "RIVER IN THE PINES" from "REGARD THE END" performed by THE WILLARD GRANT COSIPRACY
sabato, maggio 20, 2006

Così... per un segno casuale, tornando a casa, una strada sbagliata, ho visto ROMANCE & CIGARETTES (che poi.... lo volevo vedere, ma pensavo l'avessero tolto dalle sale...). Mi era piaciuto moltissimo il vecchio "ILLUMINATA" di Turturro, ma qui ... si superano tutti.
Piccolo grande capolavoro. Non ridevo così di gusto da tempo. Attori strepitosi, regia abile ed imprevedibile. Canzoni storiche inserite in contesti ironici e surreali.... Kate Winslet è una bambolina infuocata (e che fiamme...) che apre bocca e tira fuori tutte le mostruosità sessuali che ogni uomo (onesto) ama. Susan Sarandon in bilico tra i drammi passati e la tragedia imminente. Gandolfini è semplicemente perfetto, l'Homer Simpson della vita. Christopher Walken è Christopehr Walken e basta.
C'è tutto ciò che conta nella mia vita: LA MUSICA (quella che non si scorda) , L'AMORE (quello che si vive ogni giorno), IL SESSO (quello onesto, senza ipocrisie), IL FUMO (quello che non ci fai caso), LA MORTE (quella che arriva senza clamori, e che arriva sul serio.).
Eppoi c'era Christopher Walken, che subordina tutto ciò che gli sta intorno.

"Due cose fare un uomo per dirsi tale: essere romantico e fumarsi l'anima."
Fatelo.
riempie l'etere: "RIDERA'" performed by LITTLE TONY
lunedì, maggio 08, 2006

riempie l'etere: "I.GRAVE" by ARNOLD SCHOENBERG from "VERKARTE NACHT op.4" performed by BERLINER PHILARMONIKER / HERBERT VON KARAJAN
sabato, aprile 29, 2006

Dicevo, gli episodi finali sono stati davvero splendidi: si è respirata davvero aria di Tragedia Greca (e Romana, a giudicare dal sangue...), con echi Shakespiriani: la sequenza dell'esecuzione di Pullo è stata TOTALE (ma forse, chi non ha indossato un'uniforme, non può averla compresa fino in fondo); a parte la violenza inaudita (che io adoro), uno scontro che prende il meglio di Spartacus, Ben Hur e di tanti film anni '50, lasciando perdere - e facendo dimenticare - quell'immondizia del "Gladiatore" (Scott, guarda e impara!). L'uccisione di Cesare, poi: straordinaria: violenta, cruda, amara, agghiacciante; carica del senso profondo di ineluttabilità che chi - come me - ama Eschilo, Sofocle ed Euripide conosce benissimo. "COSI' MUORE UN TIRANNO!". Cesare è colpito tante e tante volte, rantola a terra, scivola nel suo sangue, annaspa, guarda impotente ed incredulo Bruto. Straordinario. Epico. Per finire, eccellente (ed anche qui, squisitamente GRECA) la scelta del suicidio di Niobe: il diritto del marito, l'ereditarietà della colpa, la disperazione di Voreno. Che dire... i nostri Padri - perchè, nonostante tanti cialtroni, sono e resteranno i nostri Padri - sarebbero fieri di tutto questo. Io, da Figlio, lo sono.
riempie l'etere: "MURI D'ASSENZIO" from "DISOBBEDISCO!" performed by IANVA
sabato, marzo 18, 2006

lunedì, dicembre 26, 2005

UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.
CINEMA PURO.

FATELO.
riempie l'etere: ""THERE IS NO ROSE" by LORD BENJAMIN BRITTEN from "A CEREMONY OF CAROLS, OP.28"
giovedì, novembre 24, 2005

Magico.
Ironico.
Grottesco.
Divertente.
Visionario.
Inquietante.
Spaventoso.

Terry Gillian vince.
Ancora una volta.
giovedì, giugno 02, 2005


yeeep!
martedì, maggio 03, 2005

Onesto.
Profondo.
Drammatico.
Straordinario.
martedì, febbraio 01, 2005

Invece mi ritrovo qui. e mi sembra un eternità: la notte di sonno che mi separa da quelle esplosioni di colori, da quelle danze oniriche, dai lunghi silenzi orientali, dai duelli mistici, dalle foreste dove la realtà abbandona la pretesa di spiegarsi..
Non so se sia davvero un bel film. Ma so che è un sogno meraviglioso. da attraversare, almeno per una notte.
riempie l'etere: "THE POINT OF NO RETURN" from "THE PHANTOM OF THE OPERA"


