martedì, maggio 23, 2006
TU SEI IL MIO DIAVOLO

Qui, c'è poco da restare delusi. C'è solo da trovare Rob Zombie e abbracciarlo per gratitudine.
LA CASA DEL DIAVOLO è un film che resterà negli annali del CINEMA (e non del cinema Horror). un CAPOLAVORO.
Tutto comincia, per me, da un vecchio film anni '70: LE COLLINE HANNO GLI OCCHI. E' da qulla dicotomia, in fondo, che il film prende spunto. La provincia sperduta americana e i suoi mostri. La provincia del nostro cervello, nascosta, buia, spaventosa. senza salvezza. Ecco.
E potrei finirla qui. Ma l'entusiasmo è grande..... e continuo a scrivere. Un capolavoro assoluto! Gravido di tensione fino alla fine, violento all'inverosimile, ma d'una violenza adulta: non c'è il gore, non c'è il sadismo ingenuo tipico dell'horror: Rob non ci mostra Otis che scarnifica il volto della vittima. Preferisce costruire una sequenza agghiacciante in cui il volto del morto viene applicato in faccia alla moglie che impazzisce... . Nell'horror, il sangue porta con sè una bella dose di compiacimento, compiacimento che qui è completamente assente. Lo stato d'animo che regna è la paura (non la paura del cazzo "BU!" tipo i tristissimi film horror anni '90.... dove ogni personaggio compare di botto per far "saltare" lo spettatore senza motivo... cfr. "Scream", "The Ring"...), la paura... perchè tu sai che Otis, Capitan Spaulding e Baby (Oh, Baby..... Dio ti benedica!) sono completamente fuori di testa (pur lucidissimi ed intelligenti , e per questo terrificanti).

Rob prende le distanze dall'horror citazionistico (pur gustoso) della Casa dei 1000 corpi., trasformando così i personaggi in qualcosa di reale, concret. qualcosa che spaventa davvero, che ti mette inquietudine, che ti gela dentro (la paura che viene da dentro le tue mutande, direbbe il divino King).
Non ci sono buoni. non ci sono cattivi. sIamo tutti dei maiali assassini. Dio, Satana, Angeli, Demoni... altro che certi cialtroni MARRONI... Nel film, non c'è differenza tra "Tu sei il mio Diavolo, voglio essere la tua sporca puttana" e "Il Signore è grande nel suo amore". Tutta merda, tutta merda. La sequenza finale è un pezzo d'antologia.... ma non è l'unico. Comunque... inutile scrivere 'sta roba. Non un Horror, non un Western.... diciamo così.... un violentissimo e soprattutto TESISSIMO ibrido tra FERNANDO DI LEO (e qui qualcuno si incazza....), SERGIO LEONE, CLINT EASTWOOD,WES CRAVEN (il primo Wes Craven...)....
Bello, quando una coppia alla mia destra, dopo lo spiaccicamento del tir, ha gentilmente alzato le chiappe...
Grande commozione quando ho visto LUI: MICHAEL BERRYMAN!!!! Il giovane PLUTO di "LE COLLINE HANNO GLI OCCHI" (Secondo bellissimo film di Wes Craven,e primo vero film Horror POLITICO)...
C A P O L A V O R O.
Fatelo.
PS: Baby, ti amo.

riempie l'etere: "RIVER IN THE PINES" from "REGARD THE END" performed by THE WILLARD GRANT COSIPRACY
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 09:16
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sabato, maggio 20, 2006
IN FONDO... L'ESCATOLOGIA DEL CULO


Dovevo vedere l'ultimo di ROB ZOMBIE. Poi, siccome c'era IL CODICE DA VINCI, tutti i poveracci sono andati ad essere illuminati sulla VERITA', tra un pop corn e una patatina. E NOVE sale su DICIOTTO erano occupate da Ron Howard & Co.... e quindi AVEVANO TOLTO LA CASA DEL DIAVOLO, CHE' TANTO NON LO VEDEVA NESSUNO...
Così... per un segno casuale, tornando a casa, una strada sbagliata, ho visto ROMANCE & CIGARETTES (che poi.... lo volevo vedere, ma pensavo l'avessero tolto dalle sale...). Mi era piaciuto moltissimo il vecchio "ILLUMINATA" di Turturro, ma qui ... si superano tutti.
Piccolo grande capolavoro. Non ridevo così di gusto da tempo. Attori strepitosi, regia abile ed imprevedibile. Canzoni storiche inserite in contesti ironici e surreali.... Kate Winslet è una bambolina infuocata (e che fiamme...) che apre bocca e tira fuori tutte le mostruosità sessuali che ogni uomo (onesto) ama. Susan Sarandon in bilico tra i drammi passati e la tragedia imminente. Gandolfini è semplicemente perfetto, l'Homer Simpson della vita. Christopher Walken è Christopehr Walken e basta.
C'è tutto ciò che conta nella mia vita: LA MUSICA (quella che non si scorda) , L'AMORE (quello che si vive ogni giorno), IL SESSO (quello onesto, senza ipocrisie), IL FUMO (quello che non ci fai caso), LA MORTE (quella che arriva senza clamori, e che arriva sul serio.).
Eppoi c'era Christopher Walken, che subordina tutto ciò che gli sta intorno.

"Due cose fare un uomo per dirsi tale: essere romantico e fumarsi l'anima."
Fatelo.
Così... per un segno casuale, tornando a casa, una strada sbagliata, ho visto ROMANCE & CIGARETTES (che poi.... lo volevo vedere, ma pensavo l'avessero tolto dalle sale...). Mi era piaciuto moltissimo il vecchio "ILLUMINATA" di Turturro, ma qui ... si superano tutti.
Piccolo grande capolavoro. Non ridevo così di gusto da tempo. Attori strepitosi, regia abile ed imprevedibile. Canzoni storiche inserite in contesti ironici e surreali.... Kate Winslet è una bambolina infuocata (e che fiamme...) che apre bocca e tira fuori tutte le mostruosità sessuali che ogni uomo (onesto) ama. Susan Sarandon in bilico tra i drammi passati e la tragedia imminente. Gandolfini è semplicemente perfetto, l'Homer Simpson della vita. Christopher Walken è Christopehr Walken e basta.
C'è tutto ciò che conta nella mia vita: LA MUSICA (quella che non si scorda) , L'AMORE (quello che si vive ogni giorno), IL SESSO (quello onesto, senza ipocrisie), IL FUMO (quello che non ci fai caso), LA MORTE (quella che arriva senza clamori, e che arriva sul serio.).
Eppoi c'era Christopher Walken, che subordina tutto ciò che gli sta intorno.

"Due cose fare un uomo per dirsi tale: essere romantico e fumarsi l'anima."
Fatelo.
riempie l'etere: "RIDERA'" performed by LITTLE TONY
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 10:56
e conservato senza cura alla voce punti di vista | commenti (5)
lunedì, maggio 08, 2006
OGNI PECCATO NECESSITA DI UN'ESPIAZIONE


Secondo molti, il più debole della trilogia. Secondo me, il più bello. Stupendo. 10. Fatelo.
riempie l'etere: "I.GRAVE" by ARNOLD SCHOENBERG from "VERKARTE NACHT op.4" performed by BERLINER PHILARMONIKER / HERBERT VON KARAJAN
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:13
e conservato senza cura alla voce punti di vista | commenti
martedì, maggio 02, 2006
PERCHE' SEI QUI


Perchè - almeno per me - è una questione di valori civili. questione di Onore. questione di senso dello Stato. E pazienza se non c'era neppure un altoparlante che diffondesse la funzione in tutta la piazza. E poco importa se riesco a beccarmi le solite vecchie megere che cercano le carrambate e passano il tempo a parlare di tutto di più, intervallandolo con lamentazioni degne di Geremia. E non fa nulla, se non c'era la banda con la marcia funebre di Chopin all'ingresso. C'era la gente (certo, nulla al confronto della Festa dei Lavoratori Rossi...). C'era la Bandiera. C'era il Presidente. c'era il cordoglio. e c'era Lei. la Morte. Poi, c'era il ricordo. di quando i morti erano più di tre. di quando il Vittoriano era un cimitero di rose. di quando la Guerra era ancora difficile da fagocitare. e faceva ancora paura a tutti. Il ricordo di un altro funerale. il ricordo delle diciannove bare. che per me erano venti. Com'è che fa la canzone? "10. 100. 1000....." E' sufficiente una parola di condanna per avere le mani pulite, allora...
"Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservare la Costituzione e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e delle libere istituzioni"
riempie l'etere: "NOCTURNE IN F-MOLL:LA SEPARATION" by MICHAIL GLINKA from "DER BOTE" performed by ALEXEI LUBIMOV
"Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservare la Costituzione e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e delle libere istituzioni"
riempie l'etere: "NOCTURNE IN F-MOLL:LA SEPARATION" by MICHAIL GLINKA from "DER BOTE" performed by ALEXEI LUBIMOV
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 18:30
e conservato senza cura alla voce under the surface | commenti


