sabato, aprile 29, 2006
COME UN COLPO DI GLADIO


Lo dico: sono stato da subito uno dei maggiori sostenitori della serial "ROMA", ma ho atteso la fine della prima serie per esprimere un giudizio. Ebbene, nonostante abbia trovato qualche episodio più debole di altri, mancando un po' di tensione (su tutti, forse, quelli in Egitto...), mi trovo a promuovere a pieni voti l'opera. I due episodi conclusivi sono stati assolutamente esaltanti. Mi sono piaciute moltissime cose: la scelta del periodo storico, la rappresentazione della vita caotica dell'Urbe pre-imperiale, le location molto credibili e pompose al punto giusto. Per non parlare dei personaggi: finalmente un Giulio Cesare che non è tutto furbizia, nè tutto mores e giustizia! Bella l'amicizia tra Lucio Voreno e Tito Pullo: un'amicizia che chiama a sè i pilastri di secoli di oratoria, tragedie, lirica e prosa (E cinque anni di versioni varie!!!): il valore del cameratismo, il rispetto per l'autorita, l'obbedienza ai MORES, i valori che fondano la civiltà Romana e che ogni cives aveva scolpiti dentro di sè, al di là del governo, dei senatori, dei tribuni; eppoi, il tradimento, la fiducia, il legame di sangue tra soldati della stessa Legione (In questo caso, la XIII). Il senso dell'APPARTENENZA.
Dicevo, gli episodi finali sono stati davvero splendidi: si è respirata davvero aria di Tragedia Greca (e Romana, a giudicare dal sangue...), con echi Shakespiriani: la sequenza dell'esecuzione di Pullo è stata TOTALE (ma forse, chi non ha indossato un'uniforme, non può averla compresa fino in fondo); a parte la violenza inaudita (che io adoro), uno scontro che prende il meglio di Spartacus, Ben Hur e di tanti film anni '50, lasciando perdere - e facendo dimenticare - quell'immondizia del "Gladiatore" (Scott, guarda e impara!). L'uccisione di Cesare, poi: straordinaria: violenta, cruda, amara, agghiacciante; carica del senso profondo di ineluttabilità che chi - come me - ama Eschilo, Sofocle ed Euripide conosce benissimo. "COSI' MUORE UN TIRANNO!". Cesare è colpito tante e tante volte, rantola a terra, scivola nel suo sangue, annaspa, guarda impotente ed incredulo Bruto. Straordinario. Epico. Per finire, eccellente (ed anche qui, squisitamente GRECA) la scelta del suicidio di Niobe: il diritto del marito, l'ereditarietà della colpa, la disperazione di Voreno. Che dire... i nostri Padri - perchè, nonostante tanti cialtroni, sono e resteranno i nostri Padri - sarebbero fieri di tutto questo. Io, da Figlio, lo sono.
riempie l'etere: "MURI D'ASSENZIO" from "DISOBBEDISCO!" performed by IANVA
Dicevo, gli episodi finali sono stati davvero splendidi: si è respirata davvero aria di Tragedia Greca (e Romana, a giudicare dal sangue...), con echi Shakespiriani: la sequenza dell'esecuzione di Pullo è stata TOTALE (ma forse, chi non ha indossato un'uniforme, non può averla compresa fino in fondo); a parte la violenza inaudita (che io adoro), uno scontro che prende il meglio di Spartacus, Ben Hur e di tanti film anni '50, lasciando perdere - e facendo dimenticare - quell'immondizia del "Gladiatore" (Scott, guarda e impara!). L'uccisione di Cesare, poi: straordinaria: violenta, cruda, amara, agghiacciante; carica del senso profondo di ineluttabilità che chi - come me - ama Eschilo, Sofocle ed Euripide conosce benissimo. "COSI' MUORE UN TIRANNO!". Cesare è colpito tante e tante volte, rantola a terra, scivola nel suo sangue, annaspa, guarda impotente ed incredulo Bruto. Straordinario. Epico. Per finire, eccellente (ed anche qui, squisitamente GRECA) la scelta del suicidio di Niobe: il diritto del marito, l'ereditarietà della colpa, la disperazione di Voreno. Che dire... i nostri Padri - perchè, nonostante tanti cialtroni, sono e resteranno i nostri Padri - sarebbero fieri di tutto questo. Io, da Figlio, lo sono.
riempie l'etere: "MURI D'ASSENZIO" from "DISOBBEDISCO!" performed by IANVA
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:26
e conservato senza cura alla voce punti di vista | commenti (5)
venerdì, aprile 28, 2006
27 - IV - 2006


riempie l'etere: "NIGHT PRAYERS" by GIYA KANCHELI from "CARIS MERE" performed by JAN GARBAREK / STUTTGARTER KAMMERORCHESTER
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 17:10
e conservato senza cura alla voce scatole chiuse | commenti (3)
venerdì, aprile 21, 2006
IL POPULISMO ROMANO DI MERDA

riempie l'etere: "CEMETERY POLKA" from "RAINDOGS" performed by TOM WAITS

Una riflessione: dal 21 al 24 Aprile, a Bergamo, festival "CONTAMINAZIONI CONTEMPORANEE", con i nomi di punta della divina ECM. roba tipo THE HILLIARD ENSEMBLE, CHRISTOPHER BOWERS BROADBENT, ARVO PART, MESSIAEN, TIGRAN MANSURIAN....
Dal 12 Maggio al 6 Giugno (che è pure il mio compleanno...), a CREMONA, il "MONTEVERDI FESTIVAL". Altri nomi ENORMI, tipo CONCERTO ITALIANO, RINALDO ALESSANDRINI, THE TALLIS SCHOLARS, RICCARDO MUTI, IL CORO DELLA RADIO SVIZZERA, DIEGO FASOLIS. Repertori da Monteverdi a Mozart, da Bach a Duruflè, a Messiaen, Shostakovich...
Ora, la domanda che bussa violentemente alla porta del mio gulliver è: CHE CAZZO CI FA IL MIO SINDACO TAGLIANASTRI DI MERDA CON TUTTI I SOLDI DELL'URBE? CON TUTTI I SOLDI CHE CI SPILLA SOLO CON I PARCHEGGI? LUI CHE DICE DI ESSERE PROMOTORE DELLA CULTURA?
Ha imparato bene il metodo dai grandi dittatori: un paio di concerti gratuiti in piazza, la stronzata della notte bianca... ... e tutti i pezzenti plebei ubriachi sono soddisfatti e pronti a ridargli il voto. Fanculo. questione di iniziali: W.V. e W.C. non sono così distanti. viva la morte.
Dal 12 Maggio al 6 Giugno (che è pure il mio compleanno...), a CREMONA, il "MONTEVERDI FESTIVAL". Altri nomi ENORMI, tipo CONCERTO ITALIANO, RINALDO ALESSANDRINI, THE TALLIS SCHOLARS, RICCARDO MUTI, IL CORO DELLA RADIO SVIZZERA, DIEGO FASOLIS. Repertori da Monteverdi a Mozart, da Bach a Duruflè, a Messiaen, Shostakovich...
Ora, la domanda che bussa violentemente alla porta del mio gulliver è: CHE CAZZO CI FA IL MIO SINDACO TAGLIANASTRI DI MERDA CON TUTTI I SOLDI DELL'URBE? CON TUTTI I SOLDI CHE CI SPILLA SOLO CON I PARCHEGGI? LUI CHE DICE DI ESSERE PROMOTORE DELLA CULTURA?
Ha imparato bene il metodo dai grandi dittatori: un paio di concerti gratuiti in piazza, la stronzata della notte bianca... ... e tutti i pezzenti plebei ubriachi sono soddisfatti e pronti a ridargli il voto. Fanculo. questione di iniziali: W.V. e W.C. non sono così distanti. viva la morte.
riempie l'etere: "CEMETERY POLKA" from "RAINDOGS" performed by TOM WAITS
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 18:48
e conservato senza cura alla voce superbamente umile | commenti (2)


