My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

sabato, febbraio 25, 2006

IL PESO DI UNA LAPIDE




Ho sempre pensato che, per un musicista, interrogarsi sul senso possibile dell'esistenza, significhi INEVITABILMENTE riflettere sul significato da dare ad ogni pausa. pausa. il tempo dell'attesa. il tempo dell'inaudibile. silenzio di molle placenta prima della luce. silenzio di legno e velluto. la fine delle note. la morte tra le vite. GIYA KANCHELI è uno di quei compositori che meglio sa rappresentare il senso dell'umanità di questo secolo. esseri umani sotto lo stesso cielo. uno sterminio di ferite che si aprono. fiumi di sangue che lenti inondano il mare di respiri di vita. tuto questo. IN L'ISTESSO TEMPO: l'ultima registrazione del compositore (targata ECM 2005) contiene tre opere semplicemente meravigliose: "TIME...AND AGAIN", "V&V", Piano Quartet "In l'Istesso Tempo".  Oleg Mainsenberg, pianoforte. Gidon Kremer, violino. Kremerata Baltica,orchestra d'archi. E potrei chiudere qui, perchè sarebbe sufficiente. Un perpetuo alternarsi di dolci pianissimo e brutali fortissimo. lunghe pause. flautati al limite dell'udibile (lunga vita a Luigi Nono). Kremer è semplicemente strepitoso e quanto aveva fatto con Jarrett in FRATRES di Part, viene amplificato a dismisura. Armonie fragili. ritmiche infinitamente continue, seppur interrotte. tutto in una lentezza sterminata. Come infinito e sterminato è il dolore dell'umanità che grida giustizia.  Contemporaneità. novecento. e il dolore non è più delle masse, non è la voce dei popoli, ma il grido disperato del singolo, dell'individuo. Un coltello che lento, spietato, entra nel fianco dell'uomo. una ferita che non smette mai di sanguinare. E' l'urlo della solitudine. l'urto della disperazione. l'urna delle ceneri dei morti. alla brutalità della sofferenza interiore, dà respiro solo la dolcezza del grembo materno. arpeggi circolari, quasi carillon, cercano di ridare speranza . è un ritorno all'infanzia. una voce di donna. lontana. registrata su nastro magnetico. canta. recita una nenia. una voce sola risponde. un violino. ma quella voce di uno, è la voce di tanti. e l'orchestra entra piano, sottovoce, per farsi sentire sempre di più. c'è salvezza per l'uomo. nessuna risposta. a ciascuno la sua.

Un album straordinario. da un genio del nostro tempo. malinconico, struggente. Ma anche luminoso. spaventosamente umano. Un esempio immenso di come possa esserci un connubio tra armoie contemporanee e trans-avanguardie. l'uomo al centro. il dolore al centro dell'uomo. la musica. la vita. l'amore. la morte.

IN ALTRE PAROLE...






TITOLO:
"IN L'ISTESSO TEMPO"
AUTORE: GIYA KANCHELI
VOTO: ******
GENERE:  CAMERA CONTEMPORANEA
DIFFICOLTA': ****
PER FARTI UN'IDEA: TIME ... AND AGAIN


riempie l'etere: ""CANTUS IN MEMORY OF BENJAMIN BRITTEN" by ARVO PART  from "FRATRES"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:48 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti