My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

sabato, dicembre 31, 2005

SCAMPATO ALLA MORTE



"La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è.
O meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è."

BUON ANNO


Riempie l'etere: "HER NAME IS GOLDIE" by GRAEME REVELL from "SIN CITY O.S.T."

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 19:23 e conservato senza cura alla voce under the surface | commenti (2)

martedì, dicembre 27, 2005

IL GESTO IMPLUSIVO DI CHI DESIDERA E PRENDE

Ricordo quando ascoltai la prima volta LA BALLATA DELL’ARDITO. E ricordo benissimo il FIUME di stati d’animo che m’invase allora. Ascolto ora il lavoro completo, “DISOBBEDISCO!”…  Diamine. Da dove cominciare... da dove cominciare, per parlare di un lavoro così. Un lavoro che mi coglie di sorpresa. Sì, perché si colloca in posizione diametralmente opposta a quella che sto percorrendo con gli Spiritual Front. Già. Mentre scendo a patti con Mefisto per creare qualcosa che rovesci il concetto di neo-folk, qualcosa che sia il compromesso possibile tra folk e pop… ecco… mentre lavoro ad un album di “canzoni”… mi trovo ad ascoltare un concept. CONCEPT. Parola troppo spesso abusata… come se bastasse una cornice, una copertina a tema, ed il gioco è fatto (l’ultimo concept con cui ho avuto a che fare è stato ELODIA dei defunti – per me – Lacrimosa). Un concept impegnato ed impegnativo… ma andiamo con ordine.

Potrei stare qui a raccontarvi la storia del Magg. RENZI e della musa archeo-futurista ELETTRA STAVROS, potrei spendere fiumi di inchiostro virtuale e parlarvi della presa di Fiume, del Comandante e di tutto il contesto storico della storia che andiamo ad ascoltare… ma preferisco parlare di ciò che amo di più, e ciò che più mi ha colpito, ovvero la Musica.  Che non significa “parlare di note”. Parlo di tutto ciò che fa di un componimento qualcosa di vivo.

Quando nel sito dell’Antica fonografia “IL LEVRIERO” pubblicarono tutto il concept dell’album, con la storia dei personaggi, con il contesto storico e l’ambientazione, VOLUTAMENTE mi rifiutai di leggerlo. Proprio perché non volevo essere condizionato al momento dell’ascolto. Quindi, ho ascoltato l’opera prima della Div. IANVA, senza conoscere, se non per grandi linee, la vicenda.

Dicevo, ho ascoltato l’opera. E cosa ho ascoltato. Cosa ascolto. Cosa VEDO. Vedo il concetto di FOLK. Il concetto di FOLK ITALIANO, martire sacrificato nel nome del denaro più meschino, crocifisso da pagliacci nostrani che hanno preferito altre sonorità, affogato nella mediocrità e nell’omologazione della schiera sterminata di pseudo-cantautori con il pugno sinistro alzato ben in vista, pugno che in Italia è la chiave di tante e tante porte. Ecco. Vedo Gesù Cristo che risuscita l’amico Lazzaro. E vedo la Div. IANVA che resuscita il Folk Italiano. E’ straordinario ascoltare un lavoro in cui confluisce il meglio della tradizione popolare e cantautoriale italiana. Italiana, ma non solo. Parlo di Musica, ma anche di testi, di impatto, di enfasi, di INTERPRETAZIONE. Fabrizio de Andrè, Jacques Brel, Scott Walker, Astor Piazzolla, la divina Mina (il che – scusate – chiama in causa il migliore Cristiano Malgioglio), Ornella Vanoni, Patty Pravo, i Mattia Bazar che furono, Edith Piaf, Charles Aznavour, Massimo Ranieri, Lucio Battisti, Ennio Morricone… sono i primi nomi che bussano alla mia porta all’ascolto di quest’inferno di note, pensieri e sentimenti. Nomi che bussano, ma che poi fuggono via.

Perché gli IANVA creano qualcosa di assolutamente unico e nuovo.

Ci sono due realtà (e sono REALTA’), nell’esistenza dell’uomo, che pur essendo eterne ed ancestrali, si mostrano sempre nuove e straordinarie. Le uniche due realtà che sconvolgono la vita dell’uomo: uno. L’AMORE. due. LA MORTE.

Amore e Morte sono i due pilastri su cui si fonda la storia, ma sono anche la chiave di lettura per il progetto IANVA stesso: la Morte delle illusioni, la Morte degli ideali, la Morte della Volontà, la Morte della tradizione, la Morte dell’amor patrio, la Morte della dignità.  L’AMORE. L’amore per la musica viscerale, l’Amore per il proprio Paese, l’Amore per la Poesia, l’Amore per l’Amore.

Enorme il lavoro sotto tutti i fronti. Testi stupendi: profondi, mai banali, epici, oscuri e figli della poetica Dannunziana. Le musiche… un tripudio di fisarmoniche, trombe, chitarre acustiche, ritmiche – ora marziali, ora popolari – pianoforti, leggeri come seta o pesanti come lapidi.

Ballate meravigliose: a volte languide ed amare (“La Ballata dell’Ardito”, “Vittoria Mutilata”), altre volte incalzanti ed infuocate (“XII-IX-MCMXIX: Di Nuovo in Armi!”, “Muri d’Assenzio”), altre ancora trasformate in danze di fuoco e sangue (Lo splendido “Tango della Menade” o “Sangue Morlacco”). E c’è ancora moltissimo da ascoltare, da scoprire e da vivere.

Al di là dell’aspetto narrativo, il carattere dei personaggi è plasmato alla perfezione dai testi che combaciano perfettamente a ritmi, melodie e sonorità. E quasi ti sembra di vederli, i soldati, il maggiore Renzi, Elettra, le danze, le marce trionfali, la goliardia, le canzoni, gli uomini che sono soldati e le donne che sono femmine. Ma soprattutto… riesci a vivere i loro stati d’animo. La disillusione per i sacrifici vani. L’amarezza di una pace che offendeva  i morti ed i vivi. Il furore di chi ha scelto di prendersi qualcosa che gli appartiene. Lo struggimento proibito dell’amore tra Renzi e Elettra. La delusione nell’infrangersi del sogno Fiumano. Il gelo della morte.

E, attraverso il vissuto di Altri uomini, - forse – i sentimenti di chi scrive, di chi canta, di chi suona:

Il rimpianto di un amore per il proprio paese che oggi è scomparso. L’ammirazione per uomini che ebbero il coraggio di “Sputare su decreti voluti da vecchi usurai”. La tristezza per una dignità che nell’Italia di “Natale a Miami” non c’è più. Il disprezzo per chi, con la sua superficialità, figlia di ideologie furbe e populiste, sputa sul proprio paese. Il disgusto per chi si vergogna di essere Italiano. La devozione all’Amore, sentimento primordiale ed eterno. Il coraggio di muoversi su territori poco commercia(bi)li. Spero, la consapevolezza di aver creato un grande lavoro.

Per concludere questo viaggio a ruota libera che, per mia scelta, posterò senza rileggere… cosa posso dire…

facilissimo puntare il dito contro gli IANVA ed incollare un cartellino con la scritta “FASCISTA” sulla copertina di “DISOBBEDISCO!”. Quante persone, ascoltando il grido che infiamma il refrain di “Di Nuovo in Armi”, parleranno di musica fascista. D’altronde, nell’Italia di oggi, basta molto meno per essere tacciati di fascismo. Ora, dico a tutte queste persone – che, sono certo, saranno tante -…dico a tutte queste persone: se dietro ad un tricolore vedete solo il simbolo del regime che fu, se dietro al genio di Gabriele D’Annunzio vedete solo un esaltato guerrafondaio, se nella parola NAZIONE vedete solo nazionalismo, se dentro un’uniforme vedete solo un assassino… beh… non meritate di godere della libertà che questi uomini, queste uniformi, questi valori, questo PAESE, vi ha regalato.

Grazie agli IANVA, che mi hanno emozionato, esaltato, intrigato, ferito, commosso.

Viva la Morte.
Viva l'Amore.

IN ALTRE PAROLE...



TITOLO:
"DISOBBEDISCO!"
AUTORE: IANVA
VOTO: ******
GENERE:  FOLK
DIFFICOLTA': ****
PER FARTI UN'IDEA: LA BALLATA DELL'ARDITO / TANGO DELLA MENADE


riempie l'etere: ""LAMENT" by GIYA KANCHELI

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:10 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (3)

lunedì, dicembre 26, 2005

CARNE - SANGUE - SPERMA



UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.

CINEMA PURO.



FATELO.


riempie l'etere: ""THERE IS NO ROSE" by LORD BENJAMIN BRITTEN from "A CEREMONY OF CAROLS, OP.28"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 17:34 e conservato senza cura alla voce punti di vista | commenti (1)

giovedì, dicembre 08, 2005

THE GOLDEN AGE OF GROTESQUE


Un tuffo nella densità di luoghi senza tempo, di personaggi che non invecchiano, di sentimenti senza luogo. E una spruzzatina di jazz. CAPOLAVORO.


IN ALTRE PAROLE...





TITOLO:
"THE CORPSE BRIDE MOTION PICTURE SOUNDTRACK"
AUTORE: DANNY ELFMANN
VOTO: ******
GENERE:  SOUNDTRACK
DIFFICOLTA': ***
PER FARTI UN'IDEA: TEARS TO SHED / THE WEDDING SONG


riempie l'etere: ""RUSSIAN DANCE" by TOM WAITS from "THE BLACK RIDER"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:32 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti

venerdì, dicembre 02, 2005

SKIN



Quando ho incontrato per la prima volta MICHAEL EDEN, gli ho chiesto che tipo di musica suonasse. Con fare distratto ed umile, mi ha risposto: "Yah... music for people who's thinkin' about suicide...".

Mai definizione fu più appropriata. Ed io, lì. Io, che mi aspettavo musica depressiva e lagnosa. Io, mi ritrovo a fluttuare in una nuvola leggerissima di arpeggi lunari, loop delicatissimi, chitarre psichedeliche. e una voce d'incanto. E allora... si, musica per aspiranti suicidi. Che ad ascoltarla, ci ripensano. che, ad ascoltarla, trovano ancoira qualcosa per cui vale la pena restare un altro po'.

 Intenso, passionale, fragilissimo e sincero. questo è Michael Eden. Questa è la sua musica. La sua voce. La sua chitarra. E c'è poco altro da dire.

Mentre ascolto il suo lavoro, osservo le mie dita che accarezzano la tastiera. e tutto è rallentato. tutto è nuvola d'acqua.

Nel cuore, un concerto magico, delicato. mistico.


IN ALTRE PAROLE...



TITOLO:
"SECOND SKIN"
AUTORE: MICHAEL EDEN
VOTO: *****
GENERE:  "Music for people who's thinkin' about suicide..."
DIFFICOLTA': **
PER FARTI UN'IDEA: FALLOUT


riempie l'etere: ""AFRAID" by M.E. from "SECOND SKIN"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 12:53 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (1)