My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

martedì, maggio 24, 2005

CICATRICI



Lo so. lo so benissimo che ieri è stato il tuo compleanno. Ma concedimi un po' di dignità. concedimi di essere orgoglioso. concedi alle mie braccia di essere stanche, stanche di restare aperte. perchè le persone non si dimenticano così. non si dimenticano così. mi dispiace.

Buon Compleanno.


riempie l'etere: "PLAINSONG" from "DISINTEGRATION" by THE CURE

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 16:43 e conservato senza cura alla voce scatole chiuse | commenti (5)

lunedì, maggio 23, 2005

SENTIERI



Grazie alla STE, ricevo testimone e passo....


1. Volume di file musicali sul mio portatile.
  Nel catalogo multimediale del PC, poca roba: KANON POKAJANEN (A.Part), L'OTTAVO LIBRO DE' MADRIGALI (C.Monteverdi), WAR REQUIEM (B.Britten), THE PHANTOM OF THE OPERA (A.L.Webber), IN THE FLAT FIELD (Bauhaus)

2. L'ultimo CD che ho comprato. Stephen Hatcke/ The Hilliard Ensemble: "TITULI / CATHEDRAL IN THE THRASHING RAIN".

3. Canzone che sto ascoltando ora. "LLORANDO (CRYING)" dalla colonna sonora di MULHOLLAND DRIVE

4. Le cinque canzoni della vita - La Madonna... mmm...

- "OHIME' IL BEL VISO" (Francesco Petrarca/Claudio Monteverdi, dal "SESTO LIBRO DE' MADRIGALI")

- "PIE JESU" (Maurice Duruflè dal REQUIEM op.9)

- "O SACRUM CONVIVIUM" (Olivier Messiaen)

- "DECLINE AND FALL" (Virgin Prunes da "IF I DIE , I DIE")

- "YOU TAKE MY BREATH AWAY" (Queen da "A DAY AT THE RACES")

- "UOMINI PERSI" (Claudio Baglioni da "LA VITA E' ADESSO)

Lo so, so contare, sono SEI, ma non rompetemi il cazzo...

5. Passo la staffetta a
: SERENA, GAIA, ELISA


riempie l'etere: ""SILENCIO" by ANGELO BADALAMENTI/DAVID LYNCH from "MULHOLLAND DRIVE O.M.P.S.A."

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 16:33 e conservato senza cura alla voce cagate | commenti (6)

venerdì, maggio 20, 2005

NEL CUORE DEL MIO ESSERE




C'è il Medioevo austero, lontano. il Medioevo del Canto Gregoriano, degli Organa di Perotin e Leoninus. C'è il Medioevo più chiassoso, popolare. il Medioevo dei Carmina Burana, delle chanons , dei trovatori, dei menestrelli. Poi, c' è il Medioevo di "PROENSA". Una chiave di lettura intensa e malinconica. sobria e minimale. Siamo lontani dalle interpretazioni accese e spigliate di ensemble come  "CHOMINCIAMENTO DI GIOIA", '"ENSEMBLE UNICORN", "MICROLOGUS". PAUL HILLIER, il sommo Paul Hillier, fondatore e direttore dell'HILLIARD ENSEMBLE, si confronta con i Trobadori: Guilhem IX, Guiraut de Borneil, Raimon de Miraval, Marcabru, Bernard de Ventadorn, Peire Vidal, Guiraut Riquier. Paul Hillier, il sommo Paul Hillier, toglie ogni ornamento, ogni virtuosismo, ogni orpello strumentale. cosa rimane. Rimangono le melodie leggere e malinconiche di un'epoca d'amore e morte. Un album scarno, essenziale. lontano anni luce dai fasti del Medioevo dei più. Un album difficile. Quattro strumenti: Viella, Salterio, Liuto ed Arpa. quattro strumenti che si limitano a commentare le melodie, quattro strumenoi che suonano poco. e quando suonano, non lo fanno neppure insieme. Il resto è affidato alla voce - come sempre, strepitosa - del maestro Hillier. la sua voce grave, vellutata, morbida, austera. Le melodie antiche prendono vita in un lungo, lentissimo flusso di coscienza.  settanta minuti in cui il Tempo si ferma incantato ad ascoltare queste note meravigliose.  che raccontano amori senza tempo, personaggi misteriosi, la vita, la morte. l'Amore. prima di noi. prima di sempre.

IN ALTRE PAROLE...



TITOLO:
"PROENSA"
AUTORE: PAUL HILLIER
VOTO: *****
GENERE: MEDIOEVALE
DIFFICOLTA': ******
PER FARTI UN'IDEA: AISSI CUM ES GENSER PASCORS


riempie l'etere: ""JERUSALEM" by FRANCOIS COUPERIN from "LECONS DE TENEBRES"

mercoledì, maggio 18, 2005

SCOPERTE




Dedicato ad una persona sempre più speciale...

"Io mi trovavo nel mezzo di una guerra
senza sapere se vivere o ferire
ma ti ho voluto con l'astuzia e la pazienza
e non mi stanco di dire che tu sei...

la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale
tu sei la mia più grande invenzione
e forse io sono la tua
io sono la tua...

Per un amore coi piedi sulla terra
ce ne son mille dispersi tra le stelle
condividiamo le cose di ogni giorno
ma più ti conosco e più penso che tu sei...

la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale.

So che non è dato a tutti
comprendere il tuo segreto
gli altri facciano finta di non vedere
quanta sapienza c'è dietro ad ogni bellezza .

Tu sei la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale
tu sei la mia più grande invenzione
e forse io sono la tua
io sono la tua..."


riempie l'etere: "BE M'AN PERDUT" by BERNART DE VENTADORN from "PROENSA" performed by PAUL HILLIER

lunedì, maggio 16, 2005

EK NEKRON



Il suono che trascende il senso stesso del Tempo. la voce di un’anima ferita. l’anima che piange tenerezza e disperazione. l’anima del mondo. il Tempo  scompare, il tempo scompare. rarefatto, sgretolato,  imbrigliato in meccanismi cos’ complessi e rigorosi. accordi che schiantano il cielo della cattedrale. silenzi che risuonano in eterno. e una lingua perduta in un millennio antico. E’ vero che la musica è nell’aria. che l’uomo cerca di coglierla. che il genio la contempla. la contempla, la comprende, la trasforma. ed è tutto qui. novanta minuti che si dilatano in un flusso eterno di armonie senza tempo. un genio che ha guardato il Tempo negli occhi. e ormai l’ha trasceso. un grido di dolore e speranza. La preghiera dell’uomo. la disperazione nel dolore. la commozione nella Pace. Dopo “MISERERE”, l’opera più bella di PÄRT.


I
N ALTRE PAROLE...

TITOLO:
"KANON POKAJANEN"
AUTORE: ARVO PÄRT
VOTO: ******
GENERE: SACRA CONTEMPORANEA
DIFFICOLTA': ****
PER FARTI UN'IDEA: ODE IV / PRAYER AFTER THE CANON


riempie l'etere: ""MYSTERIES OF THE MACABRE" by GYORGY LIGETI from "LE GRAND MACABRE"

mercoledì, maggio 11, 2005

POEMA DELLA VITA



Dal Corriere della Sera:


Il solaio diventa mansarda, «sfrattati» i ricordi di Alda Merini .
Tra 5 giorni la poetessa dovrà lasciare la soffitta. «È un sopruso, qui c'è la mia vita: regali, appunti e manoscritti»
C'è, per ognuno, un cassetto ben chiuso. Dove si raccolgono i ricordi più preziosi. Piccole, importanti tappe del cammino di una vita intera. Sono le memorie tangibili, quelle dell'infanzia e delle persone care, che riaccendono e rafforzano le memorie del cuore. E «le buone cose di pessimo gusto», suggerite dalla poesia di Gozzano, Alda Merini le ha raccolte in un solaio della sua casa, affacciata sul suo Naviglio Grande. Un angolo polveroso, ma anche un «luogo sacro» per la più coinvolgente poetessa italiana vivente, come le riconoscono i critici. Ora quella soffitta, assieme ai suoi oggetti e alla sua anima, rischia di sparire. Di scomparire per sempre, disperdendo pure i ricordi della Merini: patrimonio della storia dei Navigli, del passato di Milano, della cultura del Paese. Tutto ciò per lasciare posto alla costruzione di nuove mansarde; un intervento di ristrutturazione, voluto dai proprietari del palazzo di Ripa di Porta Ticinese, dove da cinquant'anni abita la Merini, che la stessa poetessa definisce «una prevaricazione edilizia». Già «un sopruso», continua, legittimo sotto il profilo amministrativo-burocratico, ma «crudele per chi, come me e come tanti anziani, non ha armi con cui difendersi». In quella soffitta ci sono le «buone cose» di una donna che ha trasformato la sofferenza in poesia: una ruota della bicicletta «con cui mio marito Ettore andava di notte al lavoro», manoscritti, appunti, libri, disegni e fotografie, vecchi regali e antichi ninnoli. Certo, anche cianfrusaglie: «I miei ricordi». Alda Merini, precisa la lettera di sgombero, ha quindici giorni di tempo per svuotare il solaio: «Anzi, adesso, ne rimangono solo cinque. E ci sono le serate in teatro con Milva». Per questo si domanda come farà «a spostare tutto. E dove le metterò tutte quelle cose? Perché una simile cattiveria...». E' disarmata nel racconto dei fatti, ma tagliente (come la sua poesia) nell'individuazione delle responsabilità: «Colpa dei giovani, senza cultura, senza pudore. I giovani, così perfidi. Di più: colpa dei genitori che regalano ai figli la vita degli anziani». E dal particolare personale passa a una riflessione più generale: «E' la vecchia Milano che si sta spegnendo». Così lancia un appello al sindaco: «Albertini mi faccia la grazia di morire tra i miei tre muri», dove più che i ricordi di un cassetto c'è, ben chiusa e raccolta, l'essenza dell'anima della poesia di Alda Merini
.

riempie l'etere: ""CONTRAPUNCTUS INVERSUS 12 à 4" by JOHANN SEBASTIAN BACH from "DIE KUNST DER FUGE" performed by THE KELLER QUARTETT

PER CHIUDERE IL CERCHIO (CHE POI RIMANE APERTO)



Amore, mio giovine emblema,
tornato a dorare la terra,
diffuso entro il giorno rupestre,
è l'ultima volta che miro
(appiè del botro d'irruenti
acque sontuoso, d'antri
funesto) la scia di luce
che pari alla tortora lamentosa
sull'erba svagata si turba.

Amore, salute lucente,
mi pesano gli anni venturi.
Abbandonata la mazza fedele,
scivolerò nell'acqua buia
senza rimpianto.

Morte, arido fiume...

Immemore sorella, morte,
l'uguale mi farai del sogno
baciandomi.

Avrò il tuo passo,
andrò senza lasciare impronta.

Mi darai il cuore immobile
d'un iddio, sarò innocente,
non avrò più pensieri né bontà.

Colla mente murata,
cogli occhi caduti in oblio,
farò da guida alla felicità.

riempie l'etere: ""PSALM 23" by LEONARD BERNSTEIN from "CHICHESTER PSALMS"

venerdì, maggio 06, 2005

TUTTO

Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.

L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.

Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.

Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.

riempie l'etere:  "RAIN AND TEARS" performed by APHRODITE'S CHILD

mercoledì, maggio 04, 2005

YOU ARE A BIRD NOW



Amo la musica antica. la musica che non nasceva dal bisogno di originalità, ma dalla pura e semplice creatività. creatività. che è sinonimo di onestà. "Antony and The Johnsons" non fa musica innovativa. non inventa nulla. Ma ogni nota. ogni nota che prende corpo da quel palco vibra come corda tesa. violino, violoncello, chitarra acustica, basso, pianoforte. e basta. perchè non manca nulla. perchè non c'è bisogno di aggiungere nulla. e basta una nota una per volare. ad occhi chiusi, ad occhi aperti. ad occhi gonfi di pianto. non importa. per un paio d'ore ho volato anch'io. e questo basta. un concerto che resterà per sempre in un angolo del mio cuore. magari nascosto, magari assopito da nuove emozioni. Ma resterà sempre lì. per tornare ogni tanto. a ricordarmi quanto in alto si può volare.

Postilla: quando si tratta di ottima musica, incontro sempre gli stessi figuri...

riempie l'etere:  "ALEXANDER PLATZ" from "GIUBBE ROSSE" performed by FRANCO BATTIATO

martedì, maggio 03, 2005

MA NEL MIO CUORE NESSUNA CROCE MANCA



Duro.

Onesto.

Profondo.

Drammatico.

Straordinario.

riempie l'etere: "IF MY COMPLANTS COULD PASSIONS MOVE" by JOHN DOWLAND