martedì, maggio 24, 2005

Buon Compleanno.
riempie l'etere: "PLAINSONG" from "DISINTEGRATION" by THE CURE
lunedì, maggio 23, 2005
SENTIERI

Grazie alla STE, ricevo testimone e passo....
1. Volume di file musicali sul mio portatile. Nel catalogo multimediale del PC, poca roba: KANON POKAJANEN (A.Part), L'OTTAVO LIBRO DE' MADRIGALI (C.Monteverdi), WAR REQUIEM (B.Britten), THE PHANTOM OF THE OPERA (A.L.Webber), IN THE FLAT FIELD (Bauhaus)
2. L'ultimo CD che ho comprato. Stephen Hatcke/ The Hilliard Ensemble: "TITULI / CATHEDRAL IN THE THRASHING RAIN".
3. Canzone che sto ascoltando ora. "LLORANDO (CRYING)" dalla colonna sonora di MULHOLLAND DRIVE
4. Le cinque canzoni della vita - La Madonna... mmm...
- "OHIME' IL BEL VISO" (Francesco Petrarca/Claudio Monteverdi, dal "SESTO LIBRO DE' MADRIGALI")
- "PIE JESU" (Maurice Duruflè dal REQUIEM op.9)
- "O SACRUM CONVIVIUM" (Olivier Messiaen)
- "DECLINE AND FALL" (Virgin Prunes da "IF I DIE , I DIE")
- "YOU TAKE MY BREATH AWAY" (Queen da "A DAY AT THE RACES")
Lo so, so contare, sono SEI, ma non rompetemi il cazzo...
5. Passo la staffetta a: SERENA, GAIA, ELISA
riempie l'etere: ""SILENCIO" by ANGELO BADALAMENTI/DAVID LYNCH from "MULHOLLAND DRIVE O.M.P.S.A."
venerdì, maggio 20, 2005


TITOLO: "PROENSA"
riempie l'etere: ""JERUSALEM" by FRANCOIS COUPERIN from "LECONS DE TENEBRES"
mercoledì, maggio 18, 2005

"Io mi trovavo nel mezzo di una guerra
senza sapere se vivere o ferire
ma ti ho voluto con l'astuzia e la pazienza
e non mi stanco di dire che tu sei...
la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale
tu sei la mia più grande invenzione
e forse io sono la tua
io sono la tua...
Per un amore coi piedi sulla terra
ce ne son mille dispersi tra le stelle
condividiamo le cose di ogni giorno
ma più ti conosco e più penso che tu sei...
la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale.
So che non è dato a tutti
comprendere il tuo segreto
gli altri facciano finta di non vedere
quanta sapienza c'è dietro ad ogni bellezza .
Tu sei la mia più grande invenzione
sei di certo il frutto migliore
che ha dato la mia immaginazione
eppure non meno reale
tu sei la mia più grande invenzione
e forse io sono la tua
io sono la tua..."
riempie l'etere: "BE M'AN PERDUT" by BERNART DE VENTADORN from "PROENSA" performed by PAUL HILLIER
lunedì, maggio 16, 2005
EK NEKRON

Il suono che trascende il senso stesso del Tempo. la voce di un’anima ferita. l’anima che piange tenerezza e disperazione. l’anima del mondo. il Tempo scompare, il tempo scompare. rarefatto, sgretolato, imbrigliato in meccanismi cos’ complessi e rigorosi. accordi che schiantano il cielo della cattedrale. silenzi che risuonano in eterno. e una lingua perduta in un millennio antico. E’ vero che la musica è nell’aria. che l’uomo cerca di coglierla. che il genio la contempla. la contempla, la comprende, la trasforma. ed è tutto qui. novanta minuti che si dilatano in un flusso eterno di armonie senza tempo. un genio che ha guardato il Tempo negli occhi. e ormai l’ha trasceso. un grido di dolore e speranza. La preghiera dell’uomo. la disperazione nel dolore. la commozione nella Pace. Dopo “MISERERE”, l’opera più bella di PÄRT.
IN ALTRE PAROLE...
TITOLO: "KANON POKAJANEN"
riempie l'etere: ""MYSTERIES OF THE MACABRE" by GYORGY LIGETI from "LE GRAND MACABRE"
mercoledì, maggio 11, 2005

Dal Corriere della Sera:
Tra 5 giorni la poetessa dovrà lasciare la soffitta. «È un sopruso, qui c'è la mia vita: regali, appunti e manoscritti»
C'è, per ognuno, un cassetto ben chiuso. Dove si raccolgono i ricordi più preziosi. Piccole, importanti tappe del cammino di una vita intera. Sono le memorie tangibili, quelle dell'infanzia e delle persone care, che riaccendono e rafforzano le memorie del cuore. E «le buone cose di pessimo gusto», suggerite dalla poesia di Gozzano, Alda Merini le ha raccolte in un solaio della sua casa, affacciata sul suo Naviglio Grande. Un angolo polveroso, ma anche un «luogo sacro» per la più coinvolgente poetessa italiana vivente, come le riconoscono i critici. Ora quella soffitta, assieme ai suoi oggetti e alla sua anima, rischia di sparire. Di scomparire per sempre, disperdendo pure i ricordi della Merini: patrimonio della storia dei Navigli, del passato di Milano, della cultura del Paese. Tutto ciò per lasciare posto alla costruzione di nuove mansarde; un intervento di ristrutturazione, voluto dai proprietari del palazzo di Ripa di Porta Ticinese, dove da cinquant'anni abita la Merini, che la stessa poetessa definisce «una prevaricazione edilizia». Già «un sopruso», continua, legittimo sotto il profilo amministrativo-burocratico, ma «crudele per chi, come me e come tanti anziani, non ha armi con cui difendersi». In quella soffitta ci sono le «buone cose» di una donna che ha trasformato la sofferenza in poesia: una ruota della bicicletta «con cui mio marito Ettore andava di notte al lavoro», manoscritti, appunti, libri, disegni e fotografie, vecchi regali e antichi ninnoli. Certo, anche cianfrusaglie: «I miei ricordi». Alda Merini, precisa la lettera di sgombero, ha quindici giorni di tempo per svuotare il solaio: «Anzi, adesso, ne rimangono solo cinque. E ci sono le serate in teatro con Milva». Per questo si domanda come farà «a spostare tutto. E dove le metterò tutte quelle cose? Perché una simile cattiveria...». E' disarmata nel racconto dei fatti, ma tagliente (come la sua poesia) nell'individuazione delle responsabilità: «Colpa dei giovani, senza cultura, senza pudore. I giovani, così perfidi. Di più: colpa dei genitori che regalano ai figli la vita degli anziani». E dal particolare personale passa a una riflessione più generale: «E' la vecchia Milano che si sta spegnendo». Così lancia un appello al sindaco: «Albertini mi faccia la grazia di morire tra i miei tre muri», dove più che i ricordi di un cassetto c'è, ben chiusa e raccolta, l'essenza dell'anima della poesia di Alda Merini.
riempie l'etere: ""CONTRAPUNCTUS INVERSUS 12 à 4" by JOHANN SEBASTIAN BACH from "DIE KUNST DER FUGE" performed by THE KELLER QUARTETT

Amore, mio giovine emblema,
tornato a dorare la terra,
diffuso entro il giorno rupestre,
è l'ultima volta che miro
(appiè del botro d'irruenti
acque sontuoso, d'antri
funesto) la scia di luce
che pari alla tortora lamentosa
sull'erba svagata si turba.
Amore, salute lucente,
mi pesano gli anni venturi.
Abbandonata la mazza fedele,
scivolerò nell'acqua buia
senza rimpianto.
Morte, arido fiume...
Immemore sorella, morte,
l'uguale mi farai del sogno
baciandomi.
Avrò il tuo passo,
andrò senza lasciare impronta.
Mi darai il cuore immobile
d'un iddio, sarò innocente,
non avrò più pensieri né bontà.
Colla mente murata,
cogli occhi caduti in oblio,
venerdì, maggio 06, 2005
TUTTO
Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.
L'infanzia ho sotterrato
Nel fondo delle notti
E ora, spada invisibile,
Mi separa da tutto.
Di me rammento che esultavo amandoti,
Ed eccomi perduto
In infinito delle notti.
Disperazione che incessante aumenta
La vita non mi è più,
Arrestata in fondo alla gola,
Che una roccia di gridi.
riempie l'etere: "RAIN AND TEARS" performed by APHRODITE'S CHILDmercoledì, maggio 04, 2005

Postilla: quando si tratta di ottima musica, incontro sempre gli stessi figuri...
riempie l'etere: "ALEXANDER PLATZ" from "GIUBBE ROSSE" performed by FRANCO BATTIATO
martedì, maggio 03, 2005

Onesto.
Profondo.
Drammatico.
Straordinario.


