My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

martedì, aprile 26, 2005

E' GUERRA E MORTE.




Proverò ad essere sintetico. proverò a racchiudere in poche righe il senso. il senso di un opera immensa. un'opera che ha scavato una ferita profondissima nel mio animo: The "WAR REQUIEM" di LORD BENJAMIN BRITTEN. Un monumento al nostro tempo. alle sue contraddizioni, a tutta la sofferenza che si lascia alle spalle. a tutto il dolore che vive ogni giorno. un monito al male disperato che l'uomo compie nel suo vivere. oggi più insensato che mai. Sei lunghissimi movimenti: "Requiem Aeternam", "Dies Irae", "Offertorium", "Sanctus", "Agnus Dei", "Libera Me". Un'ora e mezza di musica. La sua estrema complessità formale mi impedisce di approfondire l'argomento. dico solo che l'organico è enorme e scomposto  in tre differenti sezioni: Orchestra sinfonica con coro e soprano solista; un'orchestra da camera con baritono e tenore solista; un coro di voci bianche accompagnato dall'organo. Benjamin Britten alterna il testo latino della "missa pro defunctis" ad alcune poesie simboliste di WILFRED OWEN, un giovane soldato inglese morto in battaglia, "ll più grande poeta inglese della grande guerra". Il contrasto è enorme. Mentre le parole senza tempo della messa latina risuonano nella cattedrale, i versi amari, crudi, agghiaccianti di Owen si aprono varchi nello spazio. l'amore perduto. la guerra. il nemico. la morte. visioni spettrali avvolgono l'aria satura di cenere e sangue. le trombe del giudizio irrompono spietate nei ventisette minuti del colossale DIES IRAE. L'armonia si sgretola. gli angeli non ci sono. le loro voci sono lontane. come il suono dell'organo. Nel "Lacrimosa", il lamento straziato del soprano si fonde con le voci del coro. lente. sillabate. pesanti come cadaveri. l'orchestra solleva il suo canto. tutto sembra volare, ma il dolore dell'uomo è troppo. non cè pace, non c'è quiete. non in questo mondo. questo sembra volerci dire Britten. In tutto il lavoro regna un'inquietudine profonda. tutto il disagio di un'umanità ferita. I tre organici si alternano in una simbiosi perfetta, si rincorrono senza mai incontrarsi fino in fondo. Il cielo è in alto, l'inferno è qui. Solo nel finale del "LIBERA ME", il coro, i solisti, le voci bianche, le orchestre si uniscono nell'invocazione della pace eterna. "Libera me de morte aeterna". Le voci di tutti gli uomini senza più nome, le grida dei bambini mai nati, le lacrime delle donne stuprate, gli abbracci dei giovani amanti mai più incontrati. tutta la tragedia dell'umanità prende forma. ovviamente in musica.  Un'opera unica. Difficile, certo. così come è difficile accettare il dolore. Un lavoro lungo, gelido, spaventoso, pesante come una lapide. Eppure intenso, emozionante, tragico, commovente, luminoso, coinvolgente. Un capolavoro assoluto. Un monumento alla condizione umana. La voce di chi non ha più voce.




IN ALTRE PAROLE...


TITOLO:
"WAR REQUIEM"
AUTORE: BENJAMIN BRITTEN (1913-1976)
VOTO: *******
GENERE: CONTEMPORANEA
DIFFICOLTA': *****
PER FARTI UN'IDEA: DIES IRAE

 

riempie l'etere: "BLIND DOG" from "VARIOUS FALURES" performed  by THE SWANS

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 19:12 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (7)

sabato, aprile 23, 2005

 S'APRE IL CIEL; IO VADO IN PACE



"Bisogna glorificare il più grande degli innovatori, che la passione e la morte consacrarono veneziano, Colui che ha il sepolcro nella chiesa dei Frari, degno d'un pellegrinaggio; il divino Claudio Monteverdi: anima eroica di pura essenza italiana."  Gabriele D'Annunzio




riempie l'etere: ""IO CHE NELL'OTIO NACQUI E NELL'OTIO VISSI" by CLAUDIO MONTEVERDI from "L'OTTAVO LIBRO DE' MADRIGALI" performed by CONCERTO ITALIANO

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 12:51 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (9)

venerdì, aprile 22, 2005

DIES IRAE



Dunque. Io sono un cattolico. e ho anche simpatie pre-conciliari. Gran parte delle persone che amo, stimo o frequento è costituita da atei, anticristiani, anticlericali. Io amo il rispetto. ed ora provo disprezzo. per chi parla di diritti, di tolleranza, di apertura culturale solo quando a lui fa comodo. siete dei bambini. dei poveri bambini infelici. Presto dirò la mia sul nuovo Papa. ma non voglio mischiare i miei pensieri con la vostra immondizia. Grazie al MASTER





riempie l'etere:
"STABAT MATER" by ARVO PART performed by "THE HILLIARD ENSEMBLE" from "ARBOS"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 13:03 e conservato senza cura alla voce under the surface | commenti (4)

mercoledì, aprile 20, 2005

 GLI ALTRI



Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perchè di volare
non ha più voglia

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato.



riempie l'etere:
"NO END" from "STATE OF THE ARK" performed by THE ARK

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:01 e conservato senza cura alla voce under the surface | commenti (3)

sabato, aprile 16, 2005

 HOR CHE 'L CIEL E LA TERRA E 'L VENTO TACE



Eh, sì, che è un po' che non scrivo. il fatto è che dovrei parlare di cose così totali ed intense... che non riesco a trovare una parola una che sia appena degna di esse. E vorrei scrivere dell'"OTTAVO LIBRO DEI MADRIGALI" di MONTEVERDI, delle "QUATTRO STAGIONI" di VIVALDI suonate dal CONCERTO ITALIANO; vorrei scrivere di LUIGI NONO e della sua "LONTANANZA NOSTALGICA, UTOPICA, FUTURA", del GYORGY LIGETI PROJECKT, e vorrei scrivere del "KANON POKAJANEN" di ARVO PART. di GIYA KANCHELI e del capolavoro che risponde al nome di "LAMENT". Eppoi... vorrei scrivere del Silenzio. del silenzio della vita. e di chi scompare dal tuo presente senza lasciarti un suono.

Ecco. sì. credo che presto lo farò. scriverò di tutta questa bellezza. poi, chiuderò il Rigagnolo. perchè credo di non aver più nulla da dire a questa umanità.

riempie l'etere: "NOVEMBER" from "THE BLACK RIDER" performed by TOM WAITS



scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 17:36 e conservato senza cura alla voce under the surface | commenti (4)

domenica, aprile 03, 2005

TUNC IMPONENT SUPER ALTARE TUUM VITULOS



riempie l'etere: "ODE IV" from "KANON POKAJANEN" by ARVO PART