My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

giovedì, febbraio 24, 2005

DOPO... IL VUOTO


Ohimè il bel viso, ohimè il soave sguardo,
Ohimè il leggiadro portamento altero,
Ohimè il parlar ch’ogni aspro ingegno e fero
Faceva humile, ed ogni huom vil gagliardo.

Et ohimè il dolce riso onde uscì ‘l dardo
Di che morte, altro ben già mai non spero:
Alma real, dignissima d’impero,
Se non fosse fra noi scesa sì tardo.

Per voi convien ch’io arda e ‘n voi respiro,
Ch’i’ pur fui vostro; e se di voi son privo
Via men d’ogni sventura altra mi duole.

Di speranza m’empieste e di desire
Quand’io parti’ dal mio sommo piacer vivo;
Ma ‘l vento ne portava le parole
.


riempie l'etere: "IM WUNDERSCHONEN MONAT MAI"   from "DICHTERLIEBE" by ROBERT SCHUMANN

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 22:31 e conservato senza cura alla voce cagate | commenti (5)

martedì, febbraio 22, 2005

I WALKED THE DEAD LINE

La febbre m'è passata. e non era mai durata così a lungo e così forte.

Ora, guardando quest'opera d'arte (per cui ringrazio la divina ZARABETH), mi chiedo:

Ma quanto cazzo sono bello?

riempie l'etere: "THE TORTURED HEART"   from "THE MOON LOOKED DOWN AND LAUGHED" performed by VIRGIN PRUNES

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:57 e conservato senza cura alla voce cagate | commenti (32)

martedì, febbraio 15, 2005

L'ULTIMA MELA POI...

Sicuramente uno dei migliori San Valentino (o Santi Cirillo e Metodio, se preferite...) degli ultimi anni: concerto di FRANCO BATTIATO al Gran Teatro. Ci sarebbero tante cose da dire. tante osservazioni su un ARTISTA che non si stanca di percorrere strade sempre nuove. un uomo che realmente ti sorprende. perchè quando sceglie un percorso, da un momento all'altro, può decidere di tornare indietro. e, nel tornare indietro, non sai mai se sceglierà la stessa strada o ne percorrerà un'altra. o se si volterà nuovamente per riprendere il percorso iniziale. Si. dovrei parlare di questo, dovrei parlare della maestria e della classe. del suono compatto dei sintetizzatori, della fusione perfetta tra i campionatori e gli strumenti live. dovrei parlare della magia di "VIA LATTEA" , della solitudine sconfortante di "E' STATO MOLTO BELLO" (da quel geniale "GOMMALACCA", dai più sottovalutato ed incompreso):i due brani a cui assegno l'oscar della serata.  Ma anche della noia nella parte finale. quella in cui, volenti o nolenti, il mercato la fa da padrone: ed ecco le solite Bandiera Bianca, Cuccuruccucù, Centro di gravità permanente, che a me sanno di minestra riscaldata. E credo anche al buon Franco... la tristezza è - come sempre - nella constatazione della pochezza delle persone: mute e apparentemente affascinate dai brani "difficili" (leggi: interrogative e perplesse nell'atteggiamento del tipo: Ma che cazzo è 'sta roba? Boh? però non la capisco.. dev'essere roba intellettuale... BRAVO FRANCO!!!!). Ecco..beh... migliaia di persone che erano lì solo per ascoltare quei cinque sei pezzi così semplici e sopra le righe, rispetto al genio di brani come "LA PORTA DELLO SPAVENTO SUPREMO", "ERMENEUTICA" o "SHAKELTON". - per limitarmi ai brani eseguiti- . Franco si concede alcuni passaggi di elettronica estrema davvero "hard". Il teatro è completamente saturo di synth e modelli analogici, di distorsioni e frequenze campionate in loop. Intanto i cervelli sono scappati.

Io Continuo a sognare un concerto con brani "minori", tipo Le Aquile, Fisiognomica, Sequenze e frequenze, Selezioni dal bellissimo Ghilgamesh... intanto... continuo ad assaporare questi grandi momenti. Grandissimo concerto, grandissima band, immenso Franco Battiato. Il popolo, come al solito subisce passivo. amen.

  riempie l'etere: "LA ROUSSEROLLE EFFERVATTE" by "OLIVIER MESSIAEN  from "CATALOGUE D'OISEAUX (IV LIVRE)" performed by ANATOL UGORSKI

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 18:17 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (11)

martedì, febbraio 08, 2005

 AD TE CLAMAMUS

No, dico.... state seguendo i nuovi episodi dei SIMPSONS? Che Matt Groening sia un genio è un fatto indiscusso. ok. ma il livello di demenza surreale raggiunto nei nuovi episodi fa gridare davvero al miracolo. oggi, il classicissimo siparietto di storielle horror ... straordinario:  "hey guarda Marge! è l'uomo delle amache! ed è anche in anticipo!" e via alle vicende dei 23 Homer clonati. Il massimo è stato il terzo racconto, con l'isola del professore pazzo ed il gran finale con tutta Springfield trasformata in uomini-animali. Winchester-porco "Mi spoglio, ma la mia giacca me la tengo: ho angora un po' di dignità! Oh! GUARDA! il cibo! t'oh! un unghia di piede.. gnam ganm..." E Flanders-mucca che si fa mungere da Homer... non ci sono parole. non mi capacito di come facciano tante persone a vivere senza. Per ora, l'episodio più bello è stato la settimana scorsa, quando Homer lascia Marge e divide un appartamento con due gay. troppe le allusionio ambigue, il ballo/strip nel locale gay (strepitose le due lesbiche e la gag dell'uomo talpa con il macho-militare...). Il culmine: il coinquilino che bacia Homer ("miiitico... non pesnavo che tu nutrissi certi sentimenti per me... dovremmo trovare del tempo per parlare.. e.. " fugge dalla finestra).

"Oh! Marge! questo è il bacio più bello che ho ricevuto oggi! - forse".

"Homer, ma.. a che pensi? "

"Pensieri virili, PENSIERI VIRILI!"

riempie l'etere: "BIG IN JAPAN"  from "MULE VARIATIONS"  by TOM WAITS

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:17 e conservato senza cura alla voce cagate | commenti (7)

lunedì, febbraio 07, 2005

APPUNTI DI VIAGGIO




Dovete sapere che non ricordo quasi mai i miei sogni. una mia amica dice che "è perchè lavoro poco su me stesso".  escludendo eventuali allusioni alla pratica della masturbazione, non sono comunque d’accordo. secondo Me, dormo talmente poco , che non do il tempo ai sogni di formarsi.

Comunque, stanotte ho sognato. anzi. ho sognato il mio esame. il mio esame che però non era l’esame di “Televisione generalista” che ho tra due giorni, bensì, l’esame di “storia della musica”. tralascio la mia vergogna per il topos adolescenziale dei sogni pre-esame. Insomma... mi siedo e chi è il mio insegnate? ARNOLD SCHOENBERG. Cioè, proprio Lui. anche i caratteri somatici corrispondevano. vai a capire tu.

Bene. il prof. Schoenberg, comincia a farmi domande sull’ultima MIA composizione. finiamo a discutere di MESSIAEN.

Ho bisogno di riposo.

Ieri sera sono ho avuto la fortuna di assistere a ben DUE concerti nello stesso luogo., la chiesa di San Marcello al Corso. Il concerto del Coro del Conservatorio di Napoli doveva essere alle 19:30 ( così mi era stato detto), invece era alle 20:30. Il destino mi fa arrivare alle 19:00 ed ho la fortuna di ascoltare uno splendido concerto per Organo solo (tra l’altro un bel Mascioni) del Maestro Luigi Ciuffa. L’acustica non è proprio il massimo: l’organo è solo un “due-tastiere”, ma comunque, nei FFF si sente che la chiesa assorbe tutto. comunque:

-J.S.BACH: Sonata in trio n.3 in re minore (Andante-Adagio e dolce-Vivace). Bello (Bach è sempre Bach), ma forse un po’ scolastico.

-J.REUBKE: Sonata in Do minore sopra il 94° Salmo. Splendida. assolutamente splendida. un’esecuzione ricca di pathos e colori. dissonanze in perenne tensione,  cupi PP ed infuocati FFF. complimenti al Maestro.

Non sapevo cosa mi attendeva.

Per motivi di affetto ed amicizia, non indugerò sul concerto del coro. dico solo un paio di cosette al direttore:

1.Se un coro non è preparato abbastanza, non si porta Scarlatti. porca troia, sembrava un saggio di fine anno.

2.Evitate di portare in giro un organista ubriaco.

3.E’ vergognoso come tanti personaggi vengano nell’Urbe in ginocchio ad elemosinare le grazie di un certo monsignore che scrive musica per la diocesi di Roma; un certo monsignore, che, quando si tratta di ascoltare un loro concerto,  ha SEMPRE altro da fare.

Si, insomma... primo bis, W.A.Mozart: AVE VERUM. Agghiacciante. uno stupro. secondo bis (e qui arriva il bello..) Mons. Marco Frisina: NADA TE TURBE. E qui... i solisti sembrano presi dalla Scuola Albano Carrisi. a metà strofa, mi sembra di stare al mercato Laurentino. ad un tratto, l’organista decide di cambiare canto, non so, comincia a suonare accordi a caso. ed i solisti continuano imbarazzati. visto che il “maestro” non si riprende, l’altra solista, la straordinaria Valentina Varriale (una delle pochissime cose da salvare del concerto.), lei in persona, esce dal coro e va a tenere il segno all’organista. per fortuna che mons. Frisina non c’era!

Ciò che mi ha messo la depressione addosso è stato il “subitodopo”: ben tre persone mi hanno chiesto (visto che parlavo con i coristi) autore e titolo dell’ultimo “bellissimo” brano. “L’ULTIMO? Ne è sicura?”

E’ l’ennesima dimostrazione che la gente non capisce davvero nulla. e quando dico nulla, penso al nulla eterno. penso alla mia conoscenza della geografia: nulla.

riempie l'etere: "II:OFERTOIRE"  from "REQUIEM op.48"  by GABRIEL FAURE'

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martedì, febbraio 01, 2005

LA VITA FUGGE, ET NON S'ARRESTA UNA HORA



Gli anni luce che separano l'occidente dalla Cina. e spero rimangano tali. Pensavo mi avesse deluso. pensavo che la superficialità con cui la storia d'amore nasce, cresce e muore,  fosse una grande pecca. pensavo che fosse un film avaro di duelli. una mezza delusione, insomma.

Invece mi ritrovo qui. e mi sembra un eternità: la notte di sonno che mi separa da quelle esplosioni di colori, da quelle danze oniriche, dai lunghi silenzi orientali, dai duelli mistici, dalle foreste dove la realtà abbandona la pretesa di spiegarsi..

Non so se sia davvero un bel film. Ma so che è un sogno meraviglioso. da attraversare, almeno per una notte.

riempie l'etere: "THE POINT OF NO RETURN" from "THE PHANTOM OF THE OPERA"

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 13:36 e conservato senza cura alla voce punti di vista | commenti (5)