giovedì, febbraio 24, 2005
DOPO... IL VUOTO

Ohimè il bel viso, ohimè il soave sguardo,
Ohimè il leggiadro portamento altero,
Ohimè il parlar ch’ogni aspro ingegno e fero
Faceva humile, ed ogni huom vil gagliardo.
Et ohimè il dolce riso onde uscì ‘l dardo
Di che morte, altro ben già mai non spero:
Alma real, dignissima d’impero,
Se non fosse fra noi scesa sì tardo.
Per voi convien ch’io arda e ‘n voi respiro,
Ch’i’ pur fui vostro; e se di voi son privo
Via men d’ogni sventura altra mi duole.
Di speranza m’empieste e di desire
Quand’io parti’ dal mio sommo piacer vivo;
Ma ‘l vento ne portava le parole.
riempie l'etere: "IM WUNDERSCHONEN MONAT MAI" from "DICHTERLIEBE" by ROBERT SCHUMANN
martedì, febbraio 22, 2005
I WALKED THE DEAD LINE

La febbre m'è passata. e non era mai durata così a lungo e così forte.
Ora, guardando quest'opera d'arte (per cui ringrazio la divina ZARABETH), mi chiedo:
Ma quanto cazzo sono bello?
riempie l'etere: "THE TORTURED HEART" from "THE MOON LOOKED DOWN AND LAUGHED" performed by VIRGIN PRUNES
martedì, febbraio 15, 2005
L'ULTIMA MELA POI...

Sicuramente uno dei migliori San Valentino (o Santi Cirillo e Metodio, se preferite...) degli ultimi anni: concerto di FRANCO BATTIATO al Gran Teatro. Ci sarebbero tante cose da dire. tante osservazioni su un ARTISTA che non si stanca di percorrere strade sempre nuove. un uomo che realmente ti sorprende. perchè quando sceglie un percorso, da un momento all'altro, può decidere di tornare indietro. e, nel tornare indietro, non sai mai se sceglierà la stessa strada o ne percorrerà un'altra. o se si volterà nuovamente per riprendere il percorso iniziale. Si. dovrei parlare di questo, dovrei parlare della maestria e della classe. del suono compatto dei sintetizzatori, della fusione perfetta tra i campionatori e gli strumenti live. dovrei parlare della magia di "VIA LATTEA" , della solitudine sconfortante di "E' STATO MOLTO BELLO" (da quel geniale "GOMMALACCA", dai più sottovalutato ed incompreso):i due brani a cui assegno l'oscar della serata. Ma anche della noia nella parte finale. quella in cui, volenti o nolenti, il mercato la fa da padrone: ed ecco le solite Bandiera Bianca, Cuccuruccucù, Centro di gravità permanente, che a me sanno di minestra riscaldata. E credo anche al buon Franco... la tristezza è - come sempre - nella constatazione della pochezza delle persone: mute e apparentemente affascinate dai brani "difficili" (leggi: interrogative e perplesse nell'atteggiamento del tipo: Ma che cazzo è 'sta roba? Boh? però non la capisco.. dev'essere roba intellettuale... BRAVO FRANCO!!!!). Ecco..beh... migliaia di persone che erano lì solo per ascoltare quei cinque sei pezzi così semplici e sopra le righe, rispetto al genio di brani come "LA PORTA DELLO SPAVENTO SUPREMO", "ERMENEUTICA" o "SHAKELTON". - per limitarmi ai brani eseguiti- . Franco si concede alcuni passaggi di elettronica estrema davvero "hard". Il teatro è completamente saturo di synth e modelli analogici, di distorsioni e frequenze campionate in loop. Intanto i cervelli sono scappati.
Io Continuo a sognare un concerto con brani "minori", tipo Le Aquile, Fisiognomica, Sequenze e frequenze, Selezioni dal bellissimo Ghilgamesh... intanto... continuo ad assaporare questi grandi momenti. Grandissimo concerto, grandissima band, immenso Franco Battiato. Il popolo, come al solito subisce passivo. amen.
riempie l'etere: "LA ROUSSEROLLE EFFERVATTE" by "OLIVIER MESSIAEN from "CATALOGUE D'OISEAUX (IV LIVRE)" performed by ANATOL UGORSKI
martedì, febbraio 08, 2005
AD TE CLAMAMUS

No, dico.... state seguendo i nuovi episodi dei SIMPSONS? Che Matt Groening sia un genio è un fatto indiscusso. ok. ma il livello di demenza surreale raggiunto nei nuovi episodi fa gridare davvero al miracolo. oggi, il classicissimo siparietto di storielle horror ... straordinario: "hey guarda Marge! è l'uomo delle amache! ed è anche in anticipo!" e via alle vicende dei 23 Homer clonati. Il massimo è stato il terzo racconto, con l'isola del professore pazzo ed il gran finale con tutta Springfield trasformata in uomini-animali. Winchester-porco "Mi spoglio, ma la mia giacca me la tengo: ho angora un po' di dignità! Oh! GUARDA! il cibo! t'oh! un unghia di piede.. gnam ganm..." E Flanders-mucca che si fa mungere da Homer... non ci sono parole. non mi capacito di come facciano tante persone a vivere senza. Per ora, l'episodio più bello è stato la settimana scorsa, quando Homer lascia Marge e divide un appartamento con due gay. troppe le allusionio ambigue, il ballo/strip nel locale gay (strepitose le due lesbiche e la gag dell'uomo talpa con il macho-militare...). Il culmine: il coinquilino che bacia Homer ("miiitico... non pesnavo che tu nutrissi certi sentimenti per me... dovremmo trovare del tempo per parlare.. e.. " fugge dalla finestra).
"Oh! Marge! questo è il bacio più bello che ho ricevuto oggi! - forse".
"Homer, ma.. a che pensi? "
"Pensieri virili, PENSIERI VIRILI!"
riempie l'etere: "BIG IN JAPAN" from "MULE VARIATIONS" by TOM WAITS
lunedì, febbraio 07, 2005

Comunque, stanotte ho sognato. anzi. ho sognato il mio
esame. il mio esame che però non era l’esame di “Televisione generalista” che
ho tra due giorni, bensì, l’esame di “storia della musica”. tralascio la mia
vergogna per il topos adolescenziale dei sogni pre-esame. Insomma... mi siedo e
chi è il mio insegnate? ARNOLD SCHOENBERG. Cioè, proprio Lui. anche i caratteri
somatici corrispondevano. vai a capire tu.
Bene. il prof. Schoenberg, comincia a farmi domande
sull’ultima MIA composizione. finiamo a discutere di MESSIAEN.
Ho bisogno di riposo.
Ieri sera sono ho avuto la fortuna di assistere a ben DUE
concerti nello stesso luogo., la chiesa di San Marcello al Corso. Il concerto
del Coro del Conservatorio di Napoli doveva essere alle 19:30 ( così mi era
stato detto), invece era alle 20:30. Il destino mi fa arrivare alle 19:00 ed ho
la fortuna di ascoltare uno splendido concerto per Organo solo (tra l’altro un
bel Mascioni) del Maestro Luigi Ciuffa. L’acustica non è proprio il massimo: l’organo
è solo un “due-tastiere”, ma comunque, nei FFF si sente che la chiesa assorbe
tutto. comunque:
-J.S.BACH: Sonata in trio n.3 in re minore (Andante-Adagio e
dolce-Vivace). Bello (Bach è sempre Bach), ma forse un po’ scolastico.
-J.REUBKE: Sonata in Do minore sopra il 94° Salmo. Splendida. assolutamente
splendida. un’esecuzione ricca di pathos e colori. dissonanze in perenne
tensione, cupi PP ed infuocati FFF.
complimenti al Maestro.
Non sapevo cosa mi attendeva.
Per motivi di affetto ed amicizia, non indugerò sul
concerto del coro. dico solo un paio di cosette al direttore:
1.Se un coro non è preparato abbastanza, non si porta
Scarlatti. porca troia, sembrava un saggio di fine anno.
2.Evitate di portare in giro un organista ubriaco.
3.E’ vergognoso come tanti personaggi vengano nell’Urbe in
ginocchio ad elemosinare le grazie di un certo monsignore che scrive musica per
la diocesi di Roma; un certo monsignore, che, quando si tratta di ascoltare un loro concerto, ha SEMPRE altro da fare.
Si, insomma... primo bis, W.A.Mozart: AVE VERUM.
Agghiacciante. uno stupro. secondo bis (e qui arriva il bello..) Mons. Marco
Frisina: NADA TE TURBE. E qui... i solisti sembrano presi dalla Scuola Albano
Carrisi. a metà strofa, mi sembra di stare al mercato Laurentino. ad un tratto,
l’organista decide di cambiare canto, non so, comincia a suonare accordi a caso.
ed i solisti continuano imbarazzati. visto che il “maestro” non si riprende, l’altra
solista, la straordinaria Valentina Varriale (una delle pochissime cose da salvare
del concerto.), lei in persona, esce dal coro e va a tenere il segno all’organista.
per fortuna che mons. Frisina non c’era!
Ciò che mi ha messo la depressione addosso è stato il “subitodopo”:
ben tre persone mi hanno chiesto (visto che parlavo con i coristi) autore e titolo
dell’ultimo “bellissimo” brano. “L’ULTIMO? Ne è sicura?”
E’ l’ennesima dimostrazione che la gente non capisce davvero nulla. e quando dico nulla, penso al nulla eterno. penso alla mia conoscenza della geografia: nulla.
riempie l'etere: "II:OFERTOIRE" from "REQUIEM op.48" by GABRIEL FAURE'
martedì, febbraio 01, 2005

Invece mi ritrovo qui. e mi sembra un eternità: la notte di sonno che mi separa da quelle esplosioni di colori, da quelle danze oniriche, dai lunghi silenzi orientali, dai duelli mistici, dalle foreste dove la realtà abbandona la pretesa di spiegarsi..
Non so se sia davvero un bel film. Ma so che è un sogno meraviglioso. da attraversare, almeno per una notte.
riempie l'etere: "THE POINT OF NO RETURN" from "THE PHANTOM OF THE OPERA"


