martedì, novembre 30, 2004
SICUT ERAT IN PRINCIPIO

La luce. la luce della bellezza. di questo sto parlando. del vento che ti fa sentire davvero vicino al sole della perfezione. della bellezza senza tempo. della bellezza che non ha eguali. le cui note risuonano in eterno. la cui voce da' materia ai dolori di tutte le genti. il pianto di commozione del cuore degli uomini. Il pianto dell'umanit a' Inchinarsi alla bellezza suprema dell'illuminazione. Chinare il capo davanti al precursore, la maestro, al genio. CLAUDIO MONTEVERDI. La NAIVE ha appena pubblicato il celeberrimo "VESPRO DELLA BEATA VERGINE". Di incisioni ne trovate tante, TROPPE, come spesso avviene per la musica antica. Ma QUESTA edizione! questa edizione davvero raggiunge la perfezione. L'ensemble "CONCERTO ITALIANO", diretta da RINALDO ALESSANDRINI prende le ceneri dell'immensa materia del capolavoro moteverdiano e la riplasma, le risveglia dal sonno di tante letture scolastiche e prive di nerbo. prive di quell'impulso vitale e viscerale che 蠡lla base di quella meraviglia della musica barocca. I solisti sono strepitosi (su tutti, spezzo una lancia per ROBERTA INVERNIZZI, semplicemente mistica), l'accompagnamento sobrio e mai ingombrante. l'interpretazione TOTALE. Ascoltando l'alternanza di duetti e brani a dieci voci, recitativi, mottetti, madrigali... possiamo solo prostrarci alla grandezza di MONTEVERDI. e alla bravura del CONCERTO ITALIANO. In un'edizione splendida, doppio CD, ottimo libretto con testi ed analisi dell'opera, presenti entrambi le versioni del MAGNIFICAT (a sei e sette voci). Assolutamente coivolgente e commovente.
Lo dico spesso quando inciampo nella musica antica: questa musica permeata del senso di eternita' del tempo. e questo la rende immortale. perch謠in un vortice di sacro e profano (una delle bellezze di Monteverdi), di passioni umane e illuminazioni spirituali, di vita activa e contemplazione mistica... in tutto questo... QUESTA musica risuona nel cielo. nei soffitti immensi delle cattedrali dell'anima. Un'opera imprescindibile. Ora, in questa edizione, veramente alla perfezione. vita. passione. spiritualita'. Cristiani o no, non si pustare impassibili all'ascolto di tale immensita'
Di questo e' stato capace un'uomo. e di questo sono capaci le voci umane. a volte, pero' il cuore non pronto. No. forse... forse non e' in grado di sopportare tanta bellezza. tanta pienezza.
forse.
IN ALTRE PAROLE...
riempie l'etere: "EVOCATION A' LA CHAPELLE SIXTINE" by FRANZ LISZT from "WORKS FOR ORGAN, VOL.1" performed by ANDREAS ROTHKOPF
lunedì, novembre 22, 2004
IL DENARO E' UN'ALLUCINAZIONE COLLETTIVA

M. Finalmente hanno dato i benedetti AUORDS. EmptyV si è - come al solito - autopremiata, autocelebrata etc... etc... inutile dire che (nei collegamenti fuori dall'ippodromo) la cornice del Colosseo dava cento piste a qualunque fantasmagorico allestimento da studio. Patetico il pubblico che non comprende una parola una di inglese, dunque non riesce neppure ad urlare - come al solito - e rendere l'atmosfera "cool"... il resto ... sempre terrificante... a parte l'idea GENIALE del tizio che coverizzava i brani di Outcast, Anastacia etc... in versione pseudo-lirica... assolutamente un simbolo per l'italiano-medio-basso. Assolutamente SCANDALOSA la presenza degli Articolo 31. senza ipocrisia, auguro a GEI AXE, in particolare, una lunga agonia. nel nome della Mia "Povera Patria".
O. Tra gli ultimi accessi al mio blog (ormai in pezzi) .. qualche barlume di speranza: "Meg fa schifo", "Meg 99 posse è orrenda". In fondo.. allora non sono il solo... e forse non siamo così pochi. Mi dispiace dissentire con alcuni miei amici "che ne capiscono"... però... i miei gusti non si discutono.
R. Jak mi ha fatto conoscere Graham Coxon. Jak dice che Graham Coxon è un genio. Jak dice che tutto sembra suonato "a cazzo" e invece c'è una precisione spaventosa. Jak Jak mi ha convinto ad andare con lui al concerto. Jak ha detto (esattamente) Omadonna (proprio così, Max...). Jak ha ragione.
I. Certe donne hanno una bellezza così sottile. così leggera. una bellezza che a guardarla, mentre prendi un caffè seduto al bar dell'università, sorride di profumo. una carezza leggerissima che mi fa inclinare il capo a sinistra. che mi fa chiudere gli occhi. però piano. per paura che l'aria mossa dalle palpebre sposti un solo capello dalla tua fronte. .
lunedì, novembre 15, 2004
MUSICA DA SUONARE AL BUIO: ULTIMO ATTO

UNO! O uomo, fa attenzione!
DUE! Che cosa dice la mezzanotte fonda?
TRE! "Io dormivo, dormivo..."
QUATTRO! "Mi sono svegliata da un sogno profondo..."
CINQUE! "Il mondo è profondo,
SEI! "E più profondo che non pensasse il giorno.
SETTE! "Profondo è il suo dolore...
OTTO! "Il piacere - più profondo ancora del dolore:
NOVE! "Il dolore dice: passa!
DIECI! "Ma ogni piacere vuole eternità...
UNDICI! "Vuole profonda, profonda eternità!
E' finita Mr. BALANCE. Addio JOHN. spero che adesso potrai regnare sul mondo di colori acidi che hai sempre cercato su questo pianeta. e spero che, almeno adesso, i demoni ti diano pace.
riempie l'etere: "BATWINGS (A LIMNAL HYMN)" from the album "MUSIC TO PLAY IN THE DARK 2"performed by COIL
mercoledì, novembre 10, 2004
DIE SELIGPREISUNGEN

Siete in tanti, spesso troppi. e in molti scrivete, anche bene. questo sì. Ma - oggi pensavo - se non avete mai percorso le vie del centro di Roma, stretti nel cappotto, un vento gelido che - lama di rasoio - taglia le palpebre, l'ombrello ben saldo, bambini fuggenti una pioggia impietosa, gli anfibi che pestano pietra nera lucido cielo, le orecchie spalancate alla Via Crucis di LISZT... allora beh.. non sapete veramente nulla della Mia città.
riempie l'etere: "VATER UNSER" from the album "SACRED CHORAL MUSIC" by FRANZ LISZT performed by CHOIR OF RADIO SVIZZERA / DIEGO FASOLIS
domenica, novembre 07, 2004
PAROLE CONTATE IN TASCA - IX

QUARANTADUE. FAZIO: "Franco... che ne pensi dell'isola dei famosi?" BATTIATO:"No.. dai... non farmi parlare..." FAZIO: "Ma dai... su... " BATTIATO: "Beh... diciamo che io preferisco sentirmi un deficiente ascoltando persone intelligenti, piuttosto che sentirmi intelligente guardando dei cretini". Io lo dico sempre: A Fra'... co' 'ste dichiarazioni... p'oi fa' quello che te pare...
QUARANTATRE. Sabato è stato davvero difficile. ho già perso una persona che mi riempiva la vita. che se n'è andata perchè... "Ste, io non ti amo più". Ma perdere qualcuno perchè ti ama troppo... è un'altra cosa. è un gioco poco divertente. però alla fine... non potevo fare a meno di sorridere. commosso. "Non domandarmi dove porta la strada: seguila e cammina soltanto..."
QUARANTAQUATTRO. Ci sono persone che mi spiazzanno per la limpidezza dei loro occhi. perchè non hanno paura di mostrarsi. e non perchè sono ingenue. solo ... perchè... sono così. Ed è sempre più raro. ed è sempre più prezioso.
QUARANTACINQUE. La settimana scorsa non ho potuto evitare di notare il modo in cui il sassofonista "lavorava" con le labbra l'ancia del suo sax soprano. allora ho pensato... chissà UNA sassofonista... (perdonate la caduta di tono...)
QUARANTASEI. "La sera insegna ad attendere il giorno, che arriva come sempre a chiudere i passaggi della notte."
QUARANTASETTE. "La paura fu questa: che gli altri vedessero negli occhi ciò che tu pensavi di loro, per questo abbattevano gli schiavi. La grande paura dell'uomo è che il proprio compagno conosca ciò che tu pensi e la gioia che abita nel cuore dell'uomo quando lui ama."
QUARANTOTTO. Vorrei vederti sorridere di più. ma è quando piangi che mi il mio tempo si ferma. e starei ore ad osservare ogni lacrima che si riposa sulle tue guance. perchè, alla fine di quel fiume, ci vedo la luce che stai cercando.
riempie l'etere: "DON'T MEAN A THING" from the album "LOUS & DUKE: THE COMPLETE SESSION"performed by DUKE ELLINGTON & LOUIS ARMSTRONG
venerdì, novembre 05, 2004
UJNA CORDA CHE VIBRA

Non è niente.
E tutto sta in quel niente.
E tutto sembra uguale a sempre,
intanto, i due lì accanto
sono quasi al conto.
Lui non parla tanto, e spiega
come un maschio alla deriva,
con il raschio che gli annega
giù nella saliva.
Lei ha un'aria persa
da uscita di scuola
e ogni tanto si versa
una mezza parola.
Lui si sofferma
a guardare l'orario
ma la vita ferma
su un altro binario.
Cuore e amore
qui non fanno rima,
non è come un quiz
e quella giusta è l'ultima risposta
non la prima.
Lei che fa una faccia apposta
e sbraccia nella luce brutta
che si butta sul vestito
che la tocca tutta.
Lui con la ruga
di quando è un po' tardi,
la linea di fuga
di tutti ì suoi sguardi.
Lei è già quell'altra
che ha la stessa voce,
ma un po' meno scaltra
e un po' più feroce.
Lui vede sé dentro un riflesso.
Lei che non c'è sempre più spesso.
Ma che cosa è mai,
è splendore per pochi angeli
è dolore per tanti diavoli
e per gli uomini è amore.
Specchio degli dei
che a sorprendersi lì dà i brividi
fino a prendersi graffi e lividi
ed arrendersi come quei due.
E sono aghi di pino al vento che ha soffiato su un momento
per buttarli lì vicino e illuderli di aver volato.
Lui ha un sorriso più smagliato
e si specchia e taglia
strade di tovaglia
e quella storia vecchia
che già impaglia.
Lei che s'appoggia
e si riempie il seno
e su guance di pioggia
occhi d'arcobaleno.
Lui l'accarezza
col dorso di una mano
e quanta bellezza
che cade lontano.
Lei a mento in su e un lato solo.
Lui a testa in giù caduto in volo
Ma che cosa è mai
è un rumore di quanti battiti
è un rancore di troppi fremiti
e per tutti è l'amore.
Favola da eroi
che pretendersi lì è da stupidi
per nascondersi poi da pavidi
e perdersi come quei due
Non è niente.
E tutto sta in quel niente.
E tutto sembra come sempre.
Non è niente.
e intanto i due lì accanto
sono al conto.
Ma che cosa è mai
è il bagliore di alcuni attimi,
è l'errore di mille secoli,
e per sempre è l'amore.
Amore e muore prima o poi
con lo svendersi il cuore e l'anima,
con lo spendersi ogni lacrima,
e rendersi conto che
siamo noi
quei due.
riempie l’etere: "CANON ALLA DECIMA - CONTRAPUNTO ALLA TERZA" from "DIE KUNST DER FUGE" by JOHANN SEBASTIAN BACH performed by THE KELLER QUARTETT


