giovedì, settembre 30, 2004
DANZANDO ATTRAVERSO IL FUOCO

"There is a ghost / and he goes out / on the land / on the land... where has my loverman gone? ... There is a dream / you've had before / and forgotten many times / so many times". Ci sono voci dal passato. voci che hanno un'esistenza intera da ricordare. voci che non fuggono il dolore. che non temono la paura. che hanno ancora il coraggio di sedersi a raccontare. di voci, voci lontane nel tempo, parole dimenticate, amori finiti mai sepolti, passioni che le rughe non cancellano. Marianne è tornata. la sua voce graffia ancora. con umiltà e sapienza affida i suoi splendidi versi a quattro amici: Polly Harvey, Damon Albarn, Jon Brion, Nick Cave. Alchimia unica e senza tempo. un album vivo come fuoco. profondo come le mura del Tempo. le firme degli autori si distinguono: le personalità sono grandi, ma la voce ed il carisma della Vecchia Musa sposano suoni e sonorità, rock e folk, blues e country. Ballate strepitose, di una malinconia infinita, secca, amara, che non diventa mai romanticismo. c'è sempre un'ombra, la macchia di aspra realtà con cui la vita infanga le nostre più pure aspirazioni. Un album semplice, ma profondo. incantevole nel songwriting. semplicemente straordinario nell'interpretazione. Da ascoltare e ascoltare. da sentire. da scoprire.
IN ALTRE PAROLE...
riempie l’etere: "LEGGIO VI" from "LA LONTANANZA NOSTALGICA UTOPICA FUTURA" by LUIGI NONO performed by GIDON KREMER/ IRVINE ARDITTI
martedì, settembre 28, 2004
LA PAROLE TOUTE-PUISSANTE

C'è un suono. indefinito alla mente, ai ricordi, alla memoria. privo di materia. per questo così difficile da cercare. da cercare. che puoi stare ore, giorni, uno strerminio di secondi a scivolare sui tuoi tasti d'avorio. ma la soluzione è lontana. lontanissima. Poi, ascolti un'opera come questa. e comprendi che il suono è tutto lì. e tutto appare così chiaro nella sua assolutezza. preciso. limpido. cristallino. materia. materia, sì. ma è una materia che vola sempre ad un palmo da terra. quel tanto che basta per comprendere questo universo di limiti e privazioni. abbastanza lontana da essere libera di innalzarsi sopra i Cieli dei Cieli. dove tuto passa. dove tutto ha un Fine. dove i Tempi hanno una fine. "VINGT REGARDS SUR L'ENFANT JESUS". OLIVIER MESSIAEN. il maestro che è la certezza. libertà. armonia. colore. espressione. visioni di ciò che puoi solo suonare. perchè parlarne sarebbe svilirlo. ciò che facciamo della nostra vita. una realtà che infanghiamo, affogando in parole che sono solo parole. "Regard du Père". E ti immergi in un'estasi di momenti e colori. strappi di luce, nuvole d'ombra. "Regard de la Croix". lil buoi non è solo silenzio. la luce non è solo vita. troppi frammenti di sussulti mi invadono per poter raccontare tutta questa bellezza brano per brano. Venti meditazioni. Un'opera monumentale (centotrentasette minuti). un maestro a cui dobbiamo gran parte della musica pianistica (e non solo) contemporanea. un genio, al cui confronto, i vari Philip Glass & co. appaiono ridicoli nella loro ingenuità. l'abisso della contemplazione si splanca. ed è qualcosa di inimmaginabile. miliadi di contrasti. chiaroscuro. bianco e nero. colori luminosi. ombre di luna. fiamme di cielo. Nessun musicista dopo il grande Debussy ha dedicato tanto spazio alla musica pianistica. Un (doppio) album che è un autentico capolavoro di musica ancestrale. la tensione verso l'assoluto. descritta dall'ultimo grande genio della Somma Arte. Cristiani o no, consiglio questo capolavoro ad chiunque cerchi nella Musica l'assoluto. a chi, oltre a frugare nelle proprie tasche, qualche volta scopre i suoi occhi alzati al cielo. e non importa perchè.
IN ALTRE PAROLE...
riempie l’etere: "THERE IS A GHOST" from "BEFORE THE POISON" performed by MARIANNE FAITHFULL
sabato, settembre 25, 2004
INTER MEZZO

Mentre la mia opinione sul nuovo Nick Cave sta mutando in maniera inaspettata, sia nei modi che nei tempi, mi concedo a qualche riflessione di passaggio...
1. Beautiful... ovvero "riuscirà la povera Brooke a farsi ingravidare da tutto il cast prima che l'attrice che la impersona venga sostituita?"... ho sempre considerato QUESTA soap un vero spasso... altro che Grande Fratello, Amici, Isole dei Famosissimi... altro che trash... qui si trascende... ma bisogna essere al di sopra di troppi moralismi per saper apprezzare davvero Bridge & Co. Insomma... quella che , spacciata come soap opera, in realtà è la versione riveduta e corretta della Trilogia del Padrino... incarnato nella figura totale di MASSIMO MARONE (che inevitabilmente crea un'associazione con il ben più noto e dotato MASSIMO MARINO...)... beh... ormai ha vinto: già trovavo Beautiful interessante... ma da un mesetto è entrato nel cast un vero eroe... che quando l'ho riconosciuto... ho pianto: LORENZO LAMAS. Non so se mi spiego... adesso mi aspetto che il prossimo personaggio sarà interpretato da CHUCK NORRIS... miiitico.
2. Siccome ho la tessera FELTRINELLI MEDIASTORE, mi hanno inviato un abbonamento a tre numeri del ROLLING STONE! Ma chi? Che cosa? Ma chi lo vuole? Il fatto è che anche mio brota possiede la tessera... quindi prevedo altra copia in arrivo... VENDO PROSSIMI TRE NUMERI DEL ROLLING STONE... qualche poveraccio è interessato?
3. Più leggo in giro ... più mi rendo contoche questo è un universo di sapienti ed illuminati... ma solo io manco della luce che mi permette di giudicare ed essere L'UNICO DEPOSITARIO della Verità sulla guerra in Irak, sul terrorismo, sulla politica, sul Grande Fratello...? Fortuna che questi saggi dispensano consigli e sentenze con la pala... almeno ci fanno partecipi della loro cultura... musicalmente parlando poi... ah! sono contento di leggere tanta cultura in giro...
4. Ho ritirato fuori i CD dei Korn... comincio a preoccuparmi seriamente...
5. Ma.. quando morirà Edoardo Bennato (fosse per Me, anche subito..).. gli canteranno... "quanta fretta ma dove corri?"... no, perchè... ho beccato l'ennesimo video live con l'orchestra... E ANCORA IL NUMERO DA TERREMOTATO PEZZENTE CON LA MINI GRANCASSA AL TALLONE, LA CHITARRA IN SPALLA E ARMONICA A BOCCA! Ma basta! Quanta fretta, ma dove corri...
6. A proposito di falliti... l'altro giorno... passo in libreria (Feltrinelli, ovvio...)... reparto POESIA: Jacques Prévert : "QUESTO AMORE - nuova edizione. Testo a fronte. con un pensiero di Piero Pelù." UN PENSIERO DI PIERO PELU'? JACQUES PREVERT? No, dico... ci siamo drogati tutti quanti o cosa? Cioè... finchè pagliacci come Pelù, Silvestri, Ligabue, Jovanotti e tutto l'esercito di proletari ci ammorbano con il loro buonismo di facciata (ovviamente quella sinistra), finchè predicano la pace... (quella che fa vendere tanti dischi)... va pure bene... ma la cultura, la poesia,...almeno lasciatela stare... Cosa ci prospetta il futuro? " I DIALOGHI DELLA VAGINA: Con una prefazione di Britni Spiars"? "L'OPERA AL NERO: con le illustrazioni di Aleandro Baldi"???
riempie l’etere: "MESSIAH WARD" from "ABATTOIR BLUES/THE LYRE OF ORPHEUS" performed by NICK CAVE & THE BAD SEEDS
mercoledì, settembre 22, 2004
GET READY FOR THE GRAVE?

Non credo di aver mai provato una delusione così grande. almeno in campo musicale. non credo che NICK CAVE, l'unico, solitario, immenso e totale poeta di questi tempi maledetti a cui cerchiamo di sopravvivere da secoli... lui. l'uomo che mi ha regalato così tante emozioni nella mia solitudine, le cui note hanno asciugato le mie lacrime, dopo averle fatte scorrere... ecco... non credo che NICK CAVE abbia mai inciso un album così... non so neppure come definirlo. L'ho appena comprato, è vero. ma è vero anche che la sua musica mi appartiene così tanto... che ho sempre trovato delle perle al primo ascolto dei suoi album. Se non fosse Lui... cestinerei tutto. Ma c'è una differenza profonda tra FIDUCIA e FEDE. e mi rendo conto che ci sono artisti per cui maturiamo una FEDE. quella che ci fa dire: "Ok, non capisco cosa stai cercando di dirmi... per questo ti riascolto per l'ennesima volta, sperando che i nostri tamburi tornino a suonare lo stesso ritmo..." Torno ad ascoltare questo nuovissimo "ABATTOIR BLUES/THE LYRE OF ORPHEUS" (Un DOPPIO ALBUM nel senso letterale, visto che sono due cd con diverso titolo e con nette differenze stilistiche...) ed aspetto il verdetto del mio spirito guerrireo. che tanto ha amato la poesia maledetta di Nick Cave. che tanto si è rispecchiato nel malessere inquieto e religioso che il Re Inchiostro ha cantato per anni...
riempie l’etere: "SUPERNATURALLY" from "ABATTOIR BLUES/THE LYRE OF ORPHEUS" performed by NICK CAVE & THE BAD SEEDSvenerdì, settembre 17, 2004

un solo ritmo, un canto
che noi mettemmo insieme
su questa via dell'abitudine.
Il tempo vince sempre,
il tempo, Lui soltanto si muove
finché ci porta un suono
atteso chissà quanto
e ci promettiamo indivisibili.
Alberi che sfilano come persone care,
fantasmi della strada.
Devi prendere o lasciare,
si, comunque vada, non come volevi...
Battono i tamburi. battono più lontani.
e' giusto così,
non chiesi mai qualcuno che comprasse la mia infelicità
(tam tam tam)
non piansi mai davanti alla tristezza ma verso l'onestà.
(tam tam tam)
Dimmelo anche tu
che il tempo non ci ha sconosciuto,
male e bene mio,
che dopo ti hanno amato meglio.
si, ma non di più di tutto il poco che ho potuto io.
Vieni padre mio,
usciamo a fare un giro e guida tu
e guarda avanti e non parliamo più.
albero padre con un ramo solo.
E come tutto torna,
le cose cambiano per vivere e vivono per cambiare,
il mare s'alza e abbassa
Ed ogni giorno siamo dietro ad una cassa
a dare il resto e poi sorridere,
un ballo senza fiato se la banda passa
e finché non smetti di rincorrere...
Le storie muoiono
Cambiano le scene,
io non potrò incontrarvi in nessun luogo, in nessun'altra età.
(tam tam tam)
fermar l'urgenza del mio cuore, il cuore di un uomo a metà.
(tam tam tam)
Pensa amore mio
che t'insegnai mille altri cieli
e non seppi mai soffiarti il vento sulle ali.
Aspettai un addio,
e il giorno di lasciarmi ti lasciai
Credi figlio mio,
mi mancano i tuoi baci che non ho
e sono i soli baci che io so, piccolo figlio...
E tu, compagno dalle orecchie a punta,
io ti parlai di me come a un fratello a cui ci si racconta,
io non ne avevo e allora presi te e quella tua sgomenta
e nostra malattia di vivere...
Giura, amico mio,
che glielo metteremo ancora lì
a questa vita che va via così.
senza aspettarci...
tam tam tam
tam tam tam
martedì, settembre 14, 2004
REMNANTS OF A LOST PURITY
ovvero
COSA RIMANE DI LONDRA, SLIMELIGHT & 11 SETTEMBRE

1. L'ipocrisia di Londra. un'accoglienza, un'intimità, una misura d'uomo che mal celano (a chi SA guardare bene le cose) indifferenza, freddezza, immobilismo, noncuranza di qualunque cosa sia altro se non se stessa. ovvero vuoto.
2. L'accoglienza di Gaya & Guglielmo "5 paund". Passi la condizionale, passi l'LSD, il frigo avariato.. passi davvero tutto. e passa davvero, chè sono due grossi.
3. Il concerto sempre intenso di FORESTA DI FERRO. Non sono fascista, non mi interessa, ma i loro concerti sono davvero belli.
4. La biondina (sedici anni?) in shorts neri, calze a rete larghe, anibi e toppino rosso che si muoveva da schiavizzare le tue percezioni.
5. La BUCIONA che non riusciva ad entrare nella gabbia perchè aveva le zeppone troppo "one". e perchè era troppo biciona. tanto da schiacciare il bestione che le dava una mano.
6. Tarzan versione dark: anfibioni nero lucido, gobbellino altezza-scroto, catena al collo, ombretto azzurro e super-muscoli effetto "uomo in totale erezione"... per fortuna non gli è venuto in mente di mettersi a ballare.
7. Ah, già... la serata discoteca Slimelight post concerto. chè ho l'orecchio sinistro che ancora fischia. altro che pasticche.
8. Guglielmo (sempre lui) "La volete 'na pasticch'???"
9. La mancanza di incanto.
10. Il chitarrista degli Ostara che (non sazio di fare il verso al cantante degli Erasmus) ha sfondato l'ampli Orange con cui dovevamo suonare dopo di loro
11. Dunque le Madonne di Mio Brota, il cui suono era affidato alle valvole ormai andate.
12. I Naevus. il concerto era palloso, sembravano i Death in June, anche se il singer canta meglio di Douglas P. Però.. mi ha prestato la tastiera. per questo ... GRANDISSIMI NAEVUS.
13. Il BUBBA N°1 che entra a l'una di notte nel Jet Market con una canna d'erba purissima. "Gimme ma' money" "I gave you!" "Gimme ma' money..." "I gave you!" "Oh you gave me.. respect! Yeah... yeah..."
14. Il BUBBA N°2 che chiede l'elemosina ai bordi di Piccadilly. Ha preso un con per la segnaletica stradale e ci canta dentro. " la la la la la la la la la ..."
15. Il BUBBA N°3 che sta seduto in fondo all'88 e ci allieta con i suoi Ye ye ye ye ....
16. Il concerto più difficile che abbiamo mai fatto...
17. Le fans olandesi che erano venute in quel di Londra solo per noi. Tesori...
18. Il tripudio di Dark-Cyber-Punk della discoteca.
19. Il coglione vestito che pareva terminator, con tanto di corazza, che ha ballato per quattro ore DA SOLO, accanto alle gabbie...
20. La bambina di LIPSIA! anche qui! Era lei... lo zainetto era sempre quello... il ciuccio... le scarpette... il piercing... solo che i capelli un tempo pletino, ora erano corvini... meravigliosa. ma ora ho anche una foto...
21. Il desiderio di Roma.
22. Un concerto TERRIFICANTE degli Ostara. non mi piacevano prima... figuriamoci ora che fanno il verso ai... Linchin Porc...
23. Un volo atroce... sembrava di stare in metro B.
24. Una notte trascorsa convinto di aver perso la digitale....
25. Ah, già... i peli della Sissi...
26. Eppoi... una canzone. in cui metto tutte le lacrime che voglio piangere. e quelle che piangerò tra poco.... perchè se questo è un periodo brutto per tante piccole cose... meglio stare male tutto insieme. quindi... saranno giorni difficili.. e a queste note affido ciò che è ancora racchiuso in un idiota. che sarei io.
Someday the silver moon and I will go to dreamland
I will close my eyes and wake up there in dreamland
And Tell me who will put flowers on a flower's grave?
Who will say a prayer?
Will I meet a China rose there in dreamland?
Or does love lie bleeding in dreamland?
Are these days forever and always?
And if we are to die tonight
Is there a moonlight up ahead?
And if we are to die tonight
Another rose will bloom
For a faded rose
Will I be the one that you save?
I love when it showers
But no one puts flowers
On a flower's grave
As one rose blooms and another will die
It's always been that way
I remember the showers
But no one puts flowers
On a flower's grave
And if we are to die tonight
Is there a moonlight up ahead?
I remember the showers
But no one puts flowers
On a flower's grave
riempie l’etere: "BLACK RIVER" from "LOVE SECRET DOMAIN" performed by COIL
giovedì, settembre 09, 2004
PLEASE COME HOME

L'estate è finita, ok. è un fatto. Ieri sera, nel fare le valigie, ho ripescato degli album che non ascoltavo da un po'. e allora - banalità - bastano due note due per farti respirare il tempo trascorso. il passato che sta sempre davanti a noi. piccolissimi battiti di Tempo. tempo. tempo. tempo.
-"Across the Universe" cantata da RUFUS WAINWRIGHT: quanto era bella Roma l'anno scorso. e che giorni intensi erano quelli.
-"Finding Beauty" di CRAIG ARMOSTRONG : ci sono così tanti pensieri che non riescono a diventare parola. che non riescono a diventare materia. che si nascondono dietro sguardi distratti. uccisi da un'ingenua indifferenza.
-La "Missa pro Defunctis" di Orlando di Lasso eseguita dall'HILLIARD ENSEMBLE : quando il Tempo si è fermato.
-"Spiegelglas" dei QNTAL: smetti di interessarti ad una donna quando scopri che le piace Paolo Meneguzzi.
-"Antienne" degli ELEND: erano ore buie quelle. ore di pagine senza luce. ore di camerata buia. nel silenzio di una distanza leggera. leggera ma infinita. nell'assurdità di un abbandono senza senso.
Stasera si parte. Lo Slimelight mi aspetta. Londra mi aspetta. E penso che me la porterò in viaggio. questa musica. e le persone che trascina con sè. che inchioda ai miei giorni. passati o presenti che siano.
riempie l’etere: “ES SANG VOR LANGEN JAHREN” by ARVO PART from “ARBOS” performed by SUSAN BICKLEY, GIDON KREMER, VLADMIR MENDELSSOHN
domenica, settembre 05, 2004
PIESNI ZALOSNYCH
I
I
Lento - sostenuto tranquillo ma cantabile
My son, chosen and loved,
Let your mother share your wounds
And since, my dear son,
I have always kept you in my heart,
And loyally served you,
Speak to your mother,
make her happy ,
Though, my cherished hope,
you are now leaving me.
II
Lento e largo - tranquillissimo
No, Mother, do not weep,
Most chaste Queen of Heaven
Help me always.
Hail Mary.
III
Lento - cantabile semplice
Where has he gone,
My dearest son?
Killed by the harsh enemy, perhaps,
In the rebellion.
You bad people,
In the name of the Holy God,
Tell me why you killed
My dear son.
Will I have his protection,
Even if I weep
My old eyes away,
Or if my bitter tears
Were to make another River Oder,
They would not bring back
My son to life.
He lies in the grave
I know not where
Though I ask people
Everywhere
Perhaps the poor boy
Lies in a rough trench
Instead of lying, as he might,
In a warm bed.
Sing for him,
Little song-birds of God,
For his mother
Cannot find him.
And God's little flowers,
May you bloom all around
So that my son
May sleep happily.
riempie l’etere: "HEART AND SOUL" from "CLOSER" performed by JOY DIVISION
sabato, settembre 04, 2004
LA SPERANZA
"La speranza: quella strana gioia che esiste al di là delle profondità da cui scaturiscono le lacrime."

lacrime...
lacrime

lacrime

lacrime

lacrime

lacrime

riempie l’etere: “FAITH" from "FAITH" performed by THE CURE
venerdì, settembre 03, 2004
L'ORRORE.

"E' impossibile trovare le parole .... per descrivere ... cio' che e' necessario. A coloro che non sanno cio' che significa l'Orrore. L'Orrore ha un volto, e bisogna farsi amico l'Orrore. Orrore e terrore morale sono i tuoi amici, ma se non lo sono, essi sono dei nemici da temere, sono dei veri nemici. Ricordo quando ero nelle forze speciali, sembra migliaia di secoli fa. Andammo in un campo, per vaccinare dei bambini, lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. Piu' tardi venne un vecchio correndo a richiamarci, piangeva, era cieco, tornammo al campo. Erano venuti i vietcong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato. Erano in un mucchio. un mucchio di piccole braccia, e .. mi ricordo ... che ho pianto. pianto come... come una povera nonna, volevo strapparmi i denti di bocca, non sapevo quel che volevo fare, io voglio ricordarlo, non voglio mai dimenticarlo, non voglio mai dimenticarlo. Poi mi sono reso conto, come fossi stato colpito, colpito da un diamante, una pallottola di diamante in piena fronte, e ho pensato .... mio Dio, che genio c'e' in questo... che genio, che volonta' per far questo gesto. perfetto. genuino. completo. cristallino. puro. E cosi' mi resi conto che loro erano piu' forti di noi, perche' loro lo sopportavano. Non erano mostri, erano uomini, quadri addestrati, uomini che combattevano col cuore, che hanno famiglia, che fanno figli, che sono pieni d' amore, ma che avevano la forza. la forza di far questo. E se io avessi 10 divisioni di questi uomini, i nostri problemi qui, si risolverebbero molto rapidamente. Bisogna avere uomini con un senso morale, ma che allo stesso tempo siano capaci di ... utilizzare il loro primordiale istinto di uccidere senza emozioni, senza passioni, senza discernimento ... senza discernimento. perche' e' il voler giudicare che ci sconfigge. "
P.D.R.
Ho sempre pensato che, per un uomo come per una donna, è importante sapersi confrontare con i propri Punti Di Riferimento. con i proprio modelli. Chè tutti ce l'abbiamo.... Personaggi, attori, cantanti... che hanno rappresentato (o rappresentano ancora) una parte di noi. in cui più o meno ci riconosciamo. O che - più o meno consciamente - abbiamo inseguito. Pensieri, immagine, stile, look o quant'altro....
Insomma...





riempie l’etere: “GREEN EYES" from "THE BOATMAN'S CALL" performed by NICK CAVE & THE BAD SEEDS
giovedì, settembre 02, 2004
EMOTIONAL LANDSCAPES

Stavolta cerco di farla breve. Considero Bjork un miracolo. uno dei pochissimi personaggi per cui la parola ARTISTA ha senso. un miracolo alieno. una voce che non appartiene a questa "terra dell'abbondanza". E considero VESPERTINE uno degli album più belli degli ultimi dieci anni. Detto ciò... poche parole sul nuovo MEDULLA. Il viaggio di Bjork continua attraverso nuovi sentieri e nuove terre. emozionali ed emozionanti. Dopo le fontane di sangue di HOMOGENIC, era arrivata la calma innamorata e fragile di VESPERTINE (nulla racconta in modo così intimo e totale il cuore di una donna - come lo vedo io - quanto le note di COCOON). L'AURORA è finita. Torna l'inquietudine. Il gelo si fa sentire in tutta la sua estraneità. I colori scompaiono. il bianco si espande. e come i colori scompaiono, così il suono è svuotato di tutti quei suoni piccolissimi che avvolgevano le armonie di VESPERTINE. tutto si scioglie in un secondo. cosa resta ora.
Il punto.
"La voce umana è lo strumento perfetto". questo l'ha detto ARVO PART.
Bjork l'ha preso in parola.
Tutti i suoni dell'album (compresi molti beats) sono prodotti da voci umane. da esseri umani. esseri che rispondo no ai nomi di Bjork, Mike Patton, Tagaq, Robert Wyatt, Mark Bell, the Icelandic Choir, the London Choir. le armonie che avevano avvolto il foletto islandese si sgretolano, frantumate da dissonanze vocali, accordi irrisolti, melodie sospese, voci ansimanti, grida di orgasmo. La prima parte dell'album fa gridare davvero al miracolo. rimembranze di soluzioni care ai miei amati COIL. musica glaciale, ma liquida. Una fredda cellula, come cantano John Balance & Peter Christopherson. VOKURO' - cantata in islandese - è davvero un respiro di eterno. Purtroppo, nella seconda parte, la tensione tende a spezzarsi. E' come se Bjork si sia un po' persa nei meandri di questo universo di voci, materia pura da manipolare. davvero, si sta muovendo sulle via dell'esoterismo (almeno in senso estetico). Il livello, comunque resta davvero notevole. "Triumph of a heart", con un ritorno a certe sonorità più beat di DEBUT e POST (il trombone umano è strepitoso...) chiude un album che definire DIFFICILE è un eufemismo. Ascoltarlo in cuffia è un'esperienza assolutamente unica, aliena, totale.
In conclusione, il mio cuore - e soprattutto quello della donna che sto ancora cercando - è ancora sui sentieri di VESPERTINE, ma MEDULLA sta cominciando a stregarmi lentamente. come la tentazione lontana, che senti in fondo all'anima. il beneficio del dubbio.
IN ALTRE PAROLE...
riempie l’etere: “THE AMOROUS DANCE OF THE ORCHID” from “THE WARRIOR” performed by THE CRACOW KLEZMER BAND
mercoledì, settembre 01, 2004
WHERE IS THE LINE

Non è cosa da tutti. questo no. Il fatto è che i tuoi passi comincino ad essere così pesanti. ti guardi attorno. e vedi sorrisi vuoti ed insignificanti. sguardi persi nella nullità ingorda delle loro ciambelline fritte da bancarella. ma cosa ridete. già. che ne sapete. cosa significa. cosa significa fare quattro ore di pullmann e cento kilomertri di macchina. arrivare al concerto e sapere che è stato anticipato di un giorno. ANTICIPATO. di un giorno. cosa significa. che ho perso il concerto. che probabilmente ho perso i miei soldi. e che l'estate è davvero finita. e l'inverno - a quanto pare - comincia nel peggiore dei modi. come dite? l'autunno? cos'è l'autunno? non esiste nessun autunno. non ora. non per me. non credo. E' strano. è tutto così strano. Ritornare silenziosi a casa. ripercorrere quei kilometri che avevi macinato carico di emozione cuore vita. c'è una pioggia sottile, è vero. che fa il parabrezza sporco come il tuo entusiasmo. un entusiasmo che due minuti due hanno sepolto sotto metri e metri di amarezza nera come il cielo di stanotte. come le nuvole che coprono una luna menomata ma sempre incantata. ci sono le luci notturne, ok. ma è un viaggio a ritroso questo. non stiamo solo tornando a casa. stiamo cercando di cancellare - metro dopo metro - la delusione. facciamo che è stato un gioco. facciamo che è tutto finto. abbiamo scherzato. ci siamo divertiti. i Sigur Ros ci aiutano. il senso di allucinazione lo tocchi con le dita. galleria. autostrada. superstrada. galleria. rotatoria. camion. furgone. auto. moto. galleria. galleria. ancora. luce ombra luce ombra. poca differenza. E' un unico flusso. un unico viaggio. andataritorno. ritorno. ritorno. ritorniamo sempre sui nostri passi. nel bene o nel male. speriamo sempre nel bene. spesso lo facciamo nel male. ma questa volta è stato tutto troppo fuori dalla logica. fuori dai programmi. fuori dal senso delle cose. il senso delle cose. che poi, come spesso accade, scopri che non c'è. a meno che non glielo dai tu. un senso alle cose.
riempie l’etere: “THE PLEASURE IS ALLA MINE" from "MEDULLA" performed by BJORK (feautring MIKE PATTON)


