My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

mercoledì, marzo 31, 2004

QUALCOSA CHE TI MUORE DENTRO

Amarti m'affatica, mi svuota dentro.
Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto.

 

Amarti m'affatica, mi da' malinconia.
Che vuoi farci, è la vita.
E' la vita, la mia.

 

Amami ancora, fallo dolcemente.
Un anno, un mese, un'ora.

Perdutamente.

 

Amarti mi consola le notti bianche.
Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti.

 

Amarti mi consola, mi da' allegria.
Che vuoi farci, è la vita.
E' la vita, la mia

 

Amami ancora, fallo dolcemente.
Un anno, un mese, un'ora.

Perdutamente.

 

Amami ancora, fallo dolcemente
Solo per un'ora. 

Perdutamente.

 

riempie l'etere : "FAITH" from the album "FAITH" performed by THE CURE

 










scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:09 e conservato senza cura alla voce | commenti (8)

SWEET EUPHORIA

I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream. I scream, you scream, we all scream for ice cream!

riempie l'etere : "STEEL RAIN" from the album "EUPHORIA MORNING" peformed by CHRIS CORNELL

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 01:16 e conservato senza cura alla voce | commenti (3)

martedì, marzo 30, 2004

LONTANO DALLE STELLE
 
 
E' che non riesco più a vedere i margini del cielo. e mentre i giorni si colorano di un grigio denso e molle, riscopro un album straordinario. Curioso... nessun altro disco ha impiegato tanto tempo a farsi amare dal mio spirito. e dalle mie membra. Sì, perchè "WINDS DEVOURING MEN" è un album che ti entra nelle ossa. Ho sempre amato gli ELEND. la loro musica così complessa e cerebrale. così drammatica ed inquietante. E' finita la trilogia delle tenebre. Il pesantissimo "THE UMBERSUN" ha chiuso il cerchio. Ed ora, qualcosa si è trasformato. La prima volta che ascoltavo "Winds...", cercavo i cori angelici, l'organo solenne, i violini dannati, i le trombe marziali, le urla straziate. Mi ha risposto una pioggia leggera di suoni. centellinati. dosati con cura. ma sempre presenti. poi... una voce. mesta. triste. sola. Devi aver sofferto, almeno una volta nella tua vita, per comprendere DAVVERO il significato di un sorriso. di una mano tesa verso di te. e devi aver conosciuto la solitudine, per amare DAVVERO questo album. per riconoscere la strada lungo la quale ti conduce. ti guardi attorno. e ti commuovi. perchè adesso , questa musica te la racconta, la soiltudine. la solitudine che non eri mai riuscito a raccontare. Ed è la solitudine che mi tiene per mano durante questa visione. la solitudine di un uomo in viaggio. lontano da casa. la solitudine di Odisseo. Pattern industrial-percussivi si scontrano con armonie malinconiche. e una voce spenta, a volte sussurrata, a volte affogata di lacrime, trova il suo spazio tra i grovigli di un canone. tra il violino e la sua partitura.
 
Il sonno, piano, arriva. E con il sonno, arriva il sogno. Mentre i venti divorano gli uomini.
 
We were tempted by a shade:
In war times, only the shell of lonelyness is safe.
But under war-broken trees,
Dreams come fast...
Dreams come when you are weary of the sun.
 
IN ALTRE PAROLE...
 
TITOLO: Winds Devouring Men
AUTORE: Elend
VOTO: *****
GENERI: Gothic / Symphonic /Apocalyptic
DIFFICOLTA': *****
PER FARTI UN'IDEA: "Worn out with dreams"
 
riempie l'etere : "A STAGGERING MOON" from the album "WINDS DEVOURING MEN" performed by ELEND

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:18 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti

martedì, marzo 23, 2004

ANYWAY THE WIND BLOWS

Passeggiando. tra santa maria degli angeli e piazza dei cinquecento. tra via nazionale e via marsala. Osservi i silenzi della gente. silenzi che senti vicini. familiari. Giorni fluttuanti, questi. Qualcuno non riesce a scrivere. qualcuno vorrebbe chiudere il blog. qualcun'altro (te compreso) sembra trasmettere solo noia. Non è tanto che non abbiamo voglia di scrivere. E' che non abbiamo voglia di leggere.

E' che la morte ha soffiato molto forte ultimamente. E non possiamo farci nulla. Ce la portiamo dentro tutti. Anche se ci diciamo che la vita continua.

riempie l'etere : "VUELVO AL SUR" from the album "LA REVANCHA DEL TANGO" performed by GOTAN PROJECT

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:44 e conservato senza cura alla voce | commenti (2)

domenica, marzo 21, 2004

DISCONNESSIONE

Perchè venerdì sera ho ascoltato molto più del mio solito.

Perchè, nel fantastico mondo di Stefano, la blogosfera sta per implodere.

Perchè il MISERERE di Arvo Pärt è qualcosa di inarrivabile. che nell'ascoltarlo, anche un ateo cadrebbe sui ginocchi "occhi da Gesù buttati al cielo".

Perchè, alla fine, esistono persone che fanno delle scelte. anche se sono poche, ci sono.

Perchè la semplicità disarmante degli SMITHS non riesco a trovarla, così, da nessun altra parte.

Perchè troppi "esperti" non fanno distinzione tra spontaneità e banalità.

Perchè aver rivisto "ZETA La Formica" mi ha fatto tornare il sorriso. (già... pare che basti poco).

Perchè torno ad ascoltare "Les Ténèbres du Dehors" degli ELEND. e mi sembra che i servizi di picchetto siano finiti ieri.

Perchè, ascoltato il nuovo GIORGIO MICHELE, pensavo: QUESTO è pop. il resto... è altro. e mettiamo le cose in chiaro, ogni tanto.

Perchè non riesco proprio ad immedesimarmi nel personaggio di Giuda Iscariota.

Perchè i dischi che ascolto sono molti di più dei libri che leggo o dei film che vedo.

Perchè ci sono persone che mi mancano. ed altre che mi mancheranno.

Perchè presto certi sguardi cambieranno. in un modo o nell'altro.

Perchè la settimana prossima seppellirò un mio progetto nato tre anni fa.

Perchè cominciavo a pensarci da un mesetto a certe necessità di rete.

Perchè la cucina siciliana ha portato ottime riflessioni.

Perchè questa è l'ultima volta che perdo THE TALLIS SCHOLARS.

Perchè il Dark è morto.

Perchè mi telefoni sempre mentre dormo. ed essere svegliato dalla tua voce è bellissimo.

Perchè avrei ancora un centinaio di righe da scrivere.

E allora... ben venga tutto.

E sia cambiamento.

E sia.

M U S I C A

riempie l'etere : "I KNOW IT'S OVER" from the album "THE QUEEN IS DEAD" performed by THE SMITHS

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:35 e conservato senza cura alla voce | commenti (4)

venerdì, marzo 19, 2004

LOCANDE CHIUSE AI GRECI ED AGLI SPAGNOLI

E ti senti così. come un cesso. però con le ali. un cesso volante. ma il cesso inteso come la stanza. la stanza a cui pensi quando dici "vado al cesso". tutta sfasciata. chè ci è entrato un tank. e vola. e mentre voli, aspetti solo di atterrare in qualche cesso-porto. o di intruppare negli alti rami di qualche albero secolare. un cesso volante rotto. che non ci puoi neppure pisciare.

riempie l'etere : "NO TIME NO SPACE" from the album "MONDI LONTANISSIMI" performed by FRANCO BATTIATO

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 18:18 e conservato senza cura alla voce | commenti

martedì, marzo 16, 2004

BEFORE...
 
 
Ci sono notizie che ti arrivano tra capo e collo. ti appanni per un week-end. affogato nell'arcano delle laudi medioevali. poi, la sveglia del lunedì mattina ti RI-porta nel mondo. che poi è sempre il mondo degli altri. solo che, nel frattempo, il mondo degli altri è un po' cambiato. e, nel giro di qualche ora, una parola bussa alla tua porta. ancora e ancora. partenza. e resti lì. tra lo stupito e lo stupido. e tutto quello che fai è alzare le spalle. Le partenze mi mettono sempre una malinconia infinita. per questo amo viaggiare da solo. almeno la malinconia, quella, non la devo spartire con nessuno.
 
riempie l'etere : "THE GLADE Part II " by TREVOR JONES from the album "THE LAST OF THE MOHICANS  O.M.P.S.A. "

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:23 e conservato senza cura alla voce | commenti

sabato, marzo 13, 2004

ET SECUNDUM MULTITUDINEM MISERATIONUN TUARUM

 

Tuba mirum spargens sonum

Per sepulcra regionum,

Coget omnes ante thronum.

 

riempie l'etere : "AUTOPSY OF A LOVE" from the album "SATYRIASIS" performed by SPIRITUAL FRONT

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 11:47 e conservato senza cura alla voce | commenti

mercoledì, marzo 10, 2004

CERCARE UN SENTIERO
 
 
Noi siamo un segno non significante,
Indolore, quasi abbiamo perduto
Nell'esilio il linguaggio.
Davvero quando sopra gli uomini
C'è in cielo una contesa e possenti
Vanno le lune, allora parla il mare
E anche i fiumi debbono cercarsi
Un sentiero. Ma Uno non ha dubbio.
Egli può ogni giorno trasformare.
Appena ha bisogno d'una legge.
La foglia allora suona e querce alitano
Presso i ghiacciai. Non tutto possono
I Celesti. Prima
I mortali raggiungono l'abisso.
Si volge così l'eco insieme a loro.
Lungo è il tempo.
Ma il vero avviene.
 
FRIEDRICH HÖLDERLIN
 
 
C'è un'idea di sospensione in queste note. note pure. perfette. note filate. non puoi farne a meno: chiudi gli occhi. chiudi gli occhi e spalanchi la finestra ad immagini improvvisate da un mondo che hai smesso di capire. le accogli così. con un sorriso. ma silenzioso. domande. battiti d'ali. inviluppi di pensieri e torrenti di emozioni. e vibrazioni. timide come le lacrime di un uomo. segrete come gli occhi di una donna. Brevi visioni celestiali di luce ed ombra. O Lord, in Thee is all my trust. Poi, li apri, gli occhi. e ti scopri naso all'insù. e ti perdi nelle nuvole gravide del respiro del tempo. il tempo, il tempo. questa musica non ferma il tempo. questa musica SOSPENDE il tempo. frammenta il tempo. resti sospeso a metà. tra il tuo mondo, ora, e tutto il resto. il mondo degli "altri". Lo vedi "il tempo" che scorre. ma senti che, ORA, il tuo tempo non è quello. perchè il tuo tempo viaggia sulle note di canti antichi. i cui autori resteranno per sempre ignoti. Le voci eterne dell' Hilliard Ensemble aprono - ancora una volta - i portali del tempo. il tempo della storia. il tempo del passato. il passato ormai senza tempo. poi c'è lui: Jan Garbarek. Lui. che ti ricorda l'idea di presente. lui ed i suoi sassofoni. la libertà. la leggerezza. la sostanza. che si muove sinuosa ripercorrendo le strade del passato. Il tempo è ancora sospeso. tra poco, un'altra volta, terminerà questo viaggio totale. allora, rimetterò a posto l'orologio nella mia testa. solito straniamento. solito sguardo spaesato di chi ha perso (o preso?) conoscenza nelle ultime due ore. esco dal buco nero delle vibrazioni del tempo. e torno nel presente. il MIO presente. dove troverò sempre qualche minuto per stare ore ed ore a guardare il cielo. ad ascoltare il respiro delle nuvole.
 
IN ALTRE PAROLE...
 
TITOLO: Mnemosyne
AUTORE: Jan Garbarek / The Hilliard Ensemble
VOTO: *****
GENERI: Avantagrde
DIFFICOLTA': *****
PER FARTI UN'IDEA: "Remember Me My Dear"
 
riempie l'etere : "SE JE FAYZ DUEIL" by GUILLAME LE ROUGE from the album "MNEMOSYNE" performed by JAN GARBAREK & THE HILLIARD ENSEMBLE

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:32 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti (5)

lunedì, marzo 08, 2004

YOU LEARN ABOUT IT

Sono tornato a casa. nonostante lo sciopero abbia fatto di tutto per impedirmelo. nonostante la mia voglia di tornare fosse meno di zero. Sarà che ogni volta che ci vado, rivedo persone meravigliose. Sarà che queste persone mi mancano appena metto piede sul treno. Sarà che QUESTA CITTA' non mi nega mai un po' di pioggia (ché a me, quando mi sposto, piace portarla, la pioggia....). Eh sì, perchè sarebbe troppo ovvio chiedere al Golfo di splendere sotto un cielo luminoso. troppo facile cercare un universo di voci, suoni e colori che si riversa - con un ordine tutto suo - nelle vie del centro. invece no. preferisco vederla così, la Città. imbevuta di pioggia. grigia. sbriciolata. decadente. impossibile: VUOTA . Saranno tutte queste cose. e tante altre. ma, ogni volta che vado via, questa NAPOLI si tiene una piccola parte di me. e un sospiro dal finestrino del treno.

riempie l'etere: "A LIFE ALL MINE" from the album "SOUVENIRS" performed by THE GATHERING featuring ULVER

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 01:03 e conservato senza cura alla voce | commenti (4)

giovedì, marzo 04, 2004

CAMBIO

Ancora una volta. perché le cose ti appaiono più semplici di come le hai vissute fino ad ora. perché ti scopri a sorridere alle persone. perché - forse - avere il cuore indurito non è così bello. e non rende tutto più facile (solo più triste). Perchè ciò che conta è cosa resta. alla fine di tutto. E stai seduto. e guidi la tua macchina. e la strada ti porta il passato. e il futuro è nel retrovisore. e il presente. eccolo: stai guidando la macchina. (quarta) - frizione - folle - frizione - accelera - frizione - terza - accelera - frizione - quarta - accelera - frizione - quinta - accelera - ancora. arrivo.

riempie l'etere : "CAMPANE TIBETANE" from the album "ORIZZONTI PERDUTI" performed by FRANCO BATTIATO 

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:57 e conservato senza cura alla voce | commenti (2)

martedì, marzo 02, 2004

NELL'APPARIR DEL SEMPITERNO SOLE

Stupore. mentre mi guardo intorno. MI guardo. intorno. e Mi accorgo che mi manchi. ma non fa male. chiudo gli occhi. e sorrido. aspetto paziente. minuti migliori. e luci lontane che aprono sentieri. sentieri di neve e temporali. e strade di cappotti al vento. di sguardi univoci. di pensieri - in fondo - non ricambiati. poco importa. Chiudi gli occhi. sorridi.

riempie l'etere : "O IGNIS SPIRITUS" by HILDEGARD VON BINGEN from the album "MNEMOSYNE" performed by JAN GARBAREK & THE HILLIARD ENSEMBLE

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 01:13 e conservato senza cura alla voce | commenti (3)