domenica, febbraio 29, 2004
NO. LA SPOSA NON E' MORTA.

"beds of shapeless dust / dreams of filthy lust....". Quanta meraviglia. quanta passione. il mio mondo si colora di grigio. grigio scuro. e sbavature scarlatte. non c'è un'altra band che riesce a farmi questo. E questo album ha risvegliato in me una malinconia infinita. che tenevo nascosta. un malinconia ancestrale. che solo QUESTA musica è in grado di risvegliare. lenta. spaventosa e dolorosa. amore. morte. SONGS OF DARKNESS, WORDS OF LIGHT. Il suono dei My Dying Bride è senza tempo. perchè il suono dei My Dying Bride E' il tempo. ed è L'ETERNITA'. La voce di Aaron risveglia i miei demoni. ancora una volta. i miei occhi si arrendono alle lacrime. rabbia e dolore. il dolore che non ha un perchè. ce l'hai e basta. e ce l'abbiamo tutti. ma questa melodia riesce a lenire le mie piaghe. C'è una disperazione così grande. e non sono le urla. non è la melodia. è il sangue. è il vuoto della desolazione più nera. " where have you gone my love? ". Quando, da solo, torni a casa. e fuori piove. e il freddo ti inchioda le ossa. allora appoggi il capo al finestrino del bus. senti le gocce d'acqua che scendono sulla tua fronte. incontri i tuoi occhi riflessi. e solo allora ti vedi per quello che sei. Era da tempo che non nevicava così a Roma. era da tempo che non mi abbandonavo all'abbraccio di un temporale. al dolore del tempo. ma questa musica l'ha fermato, il tempo. E' così. Da due giorni, il tempo è fermo. ascolta questo canto doloroso. e tutto ciò che posso fare è alzare gli occhi a questo cielo immeso. aprire le braccia alle lacrime dell'umanità. al dolore degli amori finiti. alla solitudine che colora di grigio le nostre esistenze. a questa Musica immensa. a questo album che mi imprigiona e mi protegge. come una bara. come una tomba. la pace eterna. "Truly my hope will perish within Her./ Truly as always I cannot forgive Her./ Cruely She keeps me near to Her/ forever to this day."
Your unbreathing sleep.
Our dreamsless bed,
Is mine to keep.
In my dark eyes and frozen arms,
Nothing lives 'cept my harm.
Now you're worn with years,
Years and sorrows,
Like saints with arroes.
Once again I see an end.
I watch it die with a humble sigh.
Calm these tides of sorrow.
He leads me away and I follow.
Sighs and then slumbers,
Wakes and sighs angain.
Open up the eyes,
Sees the ghost again.
Our dying love, it prays in vain to live,
And plead for help, I simply cannot give.
My devoted love takes tiny backward
Steps away:
Loneliness aplenty spread before me.
(A DOOMED LOVER)
IN ALTRE PAROLE...
TITOLO: Songs of darkness, words of love
AUTORE: My Dying Bride
VOTO: *****
GENERI: Gothic / Symphonic /Apocalyptic
DIFFICOLTA': *****
PER FARTI UN'IDEA: "The Scarlet Garden"
riempie l'etere : "MY WINE IN SILENCE" from the album "SONGS OF DARKNESS, WORDS OF LIGHT" performed by MY DYING BRIDE
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23:48
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sabato, febbraio 28, 2004
TALES FROM THE "RICORDI MEDIASTORE"
Ogni esame, per il sottoscritto, ha una ritualità ben precisa: 1. Ricordarmi di iscrivermi all'esame 2. Prepararmi per l'esame (l'impegno è direttamente proporzionale all'importanza dell'esame) 3. Andare a fare l'esame (possibilmente il giorno giusto) 4. Superare l'esame (punto da non trascurare) 5. Verbalizzare l'esame 6. Andare a comprarmi qualche CD (e questa è la parte più interessante....)
Terminata dunque la sessione invernale, dopo aver cambiato il mio template per un giorno (sostituendolo con una provocante e sessualissima foto rubata di Britni Spiars con toppino simil-plastica con simil tette), sono andato a fare "un po' di spese" spostandomi furtivamente da Messaggerie Musicali a Ricordi Mediastore, da Disfunzioni Musicali a Discoteca Laziale, senza escludere Revolver... e tutto in un solo pomeriggio - piovosissimo tra l'altro - . Fiero et Orgoglioso di aver finalmente preso possesso del capolavoro che risponde al titolo di "MNEMOSYNE" (The Hilliard Ensemble & Jan Garbarek), sorpreso nel trovare in offerta "GIUBBE ROSSE" , il primo live di Franco Battiato, sconvolto dal trovarmi innanzi "SONGS OF DARKNESS, WORDS OF LIGHT", il nuovo album dei divini MY DYING BRIDE, ed infine sorridente nello scovare una vecchia incisione del Hilliard in versione "sestetto" che interpreta canzoni popolari inglesi del 1200... ecco... in tutta questa ebbrezza ed euforia, non ho potuto impedire che le mie orecchie - seppur 'sì piccole - inciampassero in un dialogo degno dell'oscar più rubata.
RICORDI MEDIASTORE, sotto la stazione Termini. Vicino alla scala mobile, la solita mandria di pseudo-ibrido POLPETTARI (leggi: Hip-Hopettàri - un mio amico esperto mi dice che si chiamano così), che si vestono come polpettari, che si muovono come polpettari, che spesso e volentieri hanno le treccine ed il colore della pelle come veri polpettari americani. il tutto senza fare polpette. volevo dire "Hip Hop". grazie Signore, grazie. prego. a volte ho l'impulso di andare e spiegar loro che Nu York è dall'altra parte dell'oceano e che SCION POL è molto più figo, per non parlare di Walter Nudo, ma poi il mio ottim-senso mi trattiene.... Solito "Buttafuori" (in look simil-fetuso-scagnozzo di Al Capone) ingaggiato dal McDonald per cacciare via i disturbatori della pubblica quiete liberal-borghese. Solita coppia di "agenti di pubblica sicurezza" che accarezzano le proprie fantasie fumicchando in servizio e facendo "i duri" con le tonnellate di mugnaie coatte che si aggirano per la stazione in cerca di militari in arrivo-partenza da romirchiare. Per contro, solita "donna-agente-di-pubblica-sicurezza" che si muove veloce-isterica con uno sguardo che "se ti piglio, ti pianto questo manganello nel culo". Solita "Stazione Termini Piano Di Sotto" insomma.
Faccio la fila alla cassa del negozio. una mano in tasca e l'altra che tiene My Dying Bride e Battiato. in diffusione la colonna sonora di "BIG FISH". Entra una signora. trafelata. (Una di quelle che se le mandi a comprarti un CD con tanto di biglietto con su scritto "ATARAXIA", ti si presentano con "ANASTACIA" o con "EUTHANASIA")...
- "Mi scusi , posso chiedere a lei?"
- "Mi dica Signora!"
- "Senta, sto cercando l'ultimo disco di un cantante.. ma non ricordo come si chiama... però lo chiamano IL LADRO"
La commessa mi guarda interrogativa. dall'alto della Mia sapienza , penso velocemente: non lo conosco... quindi... A. La signora sta prendendo una cantonata. B. E' un cantante Indie-Rock. Propendo per la prima. alzo le spalle. la ragazza chiede aiuto.
- "FRANCESCO! Conosci un cantante che si fa chimare IL LADRO?"
- "IL LADRO? E CHI E'?"
- "Signora.. è sicura? non ha qualche altra indicazione? un titolo.. una canzone..."
- "MA.. non lo so... il ladro... mi dicono che si è riunito da poco con la sua BANDA"
Dio mi parla - come al solito .
- "AH! MA E' SPRINGSTEEN! BRUCE SPRINGSTEEN SIGNORA! THE BOSS! NO IL LADRO!"
- "Ah! si! il Boss! mi scusi... ho fatto confusione.. boss.. ladro..."
La commessa ride. si trattiene. il commesso, è morto sotto il bancone. io sto per uscire senza pagare. che meraviglia. E anche per oggi ho fatto il mio dovere. vado a portare un po' di illuminazione in qualche altro Mediastore. Ci sono altre commesse che hanno bisogno del mio intuito femminile. Magari c'è qualche signora che, cercando Marilyn Manson, chiederà "un cantante... lo chiamano IL PAPA!"
riempie l'etere : "THE PRIZE OF BEAUTY" from the album "SONGS OF DARKNESS, WORDS OF LIGHT" performed by MY DYING BRIDE
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01:24
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giovedì, febbraio 26, 2004
IL SUO CREDITO RESIDUO E'...
OVVERO...
PAROLE TROVATE, RACCOLTE E RIORDINATE
Ho tremato. per un paio di settimane appena, il mio contatore shinystat era in positivo. e questo per Me è stato motivo di enorme rammarico. voglio dire: più passa il tempo, e più mi accorgo quanto la storia della colonna infame del rigagnolo sia "le vicende di Stefano in parallelo". E, nella vita di Stefano, le persone vanno via, dopo un po', così come nel Suo blog i link diminuiscono invece di aumentare. il mondo di Stefano è fatto di pochi. sempre pochi.
1. Very very sad: spesso Mi trovo a parlare con persone conosciute da poco. e, quando sembra che ci sia una certa intesa, i discorsi finiscono su temi diciamo... un po' più interessanti e profondi di "hai sentito l'ultimo peto di Marco Predolìn?". Grazie.
2. Quanta solitudine che c'è. quanti muri. c'è un bisogno spasmodico di parlare di sè. spesso mi ritrovo ad ascoltare racconti, storie, pensieri, riflessioni. "la gente è una merda" "le persone sono superficiali". ma quanto siamo soli.
3. Ed è così duro. così doloroso. ascoltare una persona che si racconta. e ti dice "Io sono una che le cose le dice in faccia" "Sono così come mi vedi" "Io cerco le persone autentiche". Doloroso, sì. perchè non riesci a trovare il coraggio di guardarla negli occhi e dirle: "Le cose, da fuori ... non stanno così" "Non vorrei smantellare l'ordine del tuo universo.. ma ciò che SEI non corrisponde a ciàò che VORRESTI essere". Gli intenti, gli intenti. ciò che vorremmo essere. CHI vorremmo essere. "cos'è che cerchi nella vita?"
4. Mi piacciono invece le persone che non hanno paura di dire "non lo so". "di dire "non me lo sono mai chiesto". Le persone che non hanno paura di piangere. di dirti "Sento la solitudine come l'unica amica che sempre ho avuto accanto". Le persone che non si prodigano per dimostrarti, nei fatti, l'onestà delle loro parole, ma preferiscono raccontarti, con le parole, i gesti che non puoi capire.
5. Amo guardare le persone negli occhi. ma tante persone che amo hanno gli occhi che viaggiano. e questo è bellissimo. dove che vanno quegli occhi quando fuggono dai miei? ogni volta è diverso. nuovo. curioso.
6. L'esistenza è sempre un gioco ad eliminazione. ogni oggetto. ogni persona. ogni esperienza. DUE possibilità. due scatole. 1.INDISPENSABILE. 2.SUPERFLUO. Tutto il resto è surrogato. è "rappresentazione". le persone.. le ho sempre perdute per strada. o forse sono andate via loro. chissà... importa molto? No. ciò che è indispensabile capire è che non ci sono più. poi... le riflessioni, i perchè, i percome... li lascio a chi ama riempire la sua vita con il giustificazioni. a chi rende la sua vita oggetto di analisi. un orpello. a chi si preoccupa solo di vedere la folla. per sentirsi al sicuro. uno dei tanti.
riempie l'etere : " THE MARCH OF THE BLACK QUEEN" from the album "QUEEN II" performed by QUEEN
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mercoledì, febbraio 25, 2004
E MO'?
......
ANDATE TUTTI AFFANCULO!
Con affetto...
riempie l'etere : "SHAKLETON" from the album "GOMMALACCA" performed by FRANCO BATTIATO
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sabato, febbraio 21, 2004
GIVE ME TEARS AND REMEMBRANCE OF DEATH

Le giornate così. in fondo, le amo. sento un legame così profondo con il senso del Tempo. giornate come questa. che la mia Roma ha un colore oscuro. ma vivo. Il cielo, diresti che è girgio. i muri, come foglie secche. adesso arriva la pioggia. (adesso arriva la pioggia). ma la pioggia non arriva. però tu l'aspetti. sono le giornate in cui ti avvolge un senso di attesa. una tensione sospesa tra il sole che non vedi e la pioggia che non cade. un senso di perdita. giornate in cui lei ti fa le domande sbagliate. sbagliate, sì. perchè anche tu ce l'hai nel cuore quel senso di mancanza, quel vuoto piccolo piccolo che sta lì. paziente. che non fa nulla. solo c'è. Ma tu, le domande, le tieni per te. perchè sai che passano. Cos'è quel velo che filtra i vostri sguardi? c'è una luce strana. perchè non riconosco i tuoi occhi? cos'hai fatto al tuo sorriso? cos'hai? nulla. è solo questo tempo. non vedi? il tempo. oggi è fermo. perchè non piove? perchè non esce il sole? perchè non riesci a sorridere oggi? se potessi abbassare le tende del giorno. e tirarle su l'indomani. senza dover attendere la pioggia. senza essere qui. a fluttuare. tra la voglia di sorridere ed il bisogno di piangere. Cos'hai? ti sento assente. estraneo. SONO estraneo. è solo che non te ne sei mai accorta. tranquilla. questione di tempo.
"...write me down in the book of life and grant unto me a good end"
riempie l'etere : "LITANY" by ARVO PÄRT from the album "LITANY" performed by THE HILLIARD ENSEMBLE with TALLINN CHAMBER ORCHESTRA & ESTONIAN PHILARMONIC CHAMBER CHOIR, conducted by TÕNU KALJUSTE
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11:05
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giovedì, febbraio 19, 2004
NELLA FREDDA PRIMAVERA
L'ore, otto o nove o dieci
nell'atrio freddo battono.
Non conto, ascolto il lieve
fruscio di quando passano.
Volano come il vento nella neve,
come gli uccelli nell'inverno bianchi.
Non mi fanno del bene,
non mi fanno del male,
ma sono ore in cui mi manchi.
(Hermann Hesse)
riempie l'etere : "SILVER" from the album "ON THE OUTSIDE" performed by SALLY DOHERTY & THE SUMACS"
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19:53
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lunedì, febbraio 16, 2004
QUELLO CHE RESTA...

-Sì. ho capito.
- Non voglio cascate, Edel, ma la pace di un lago, non voglio querce ma betulle, e quelle montagne in fondo devono diventare colline, e quel giorno un tramonto, il vento una brezza, le città paesi, i castelli giardini. E se proprio ci devono esser dei falchi, che almeno volino, e lontano.
-Sì ho capito. C'è solo una cosa: e gli uomini?
Il barone tace. Osserva tutti i personaggi dell'enorme tappezzeria. uno ad uno. come a sentire il loro parere. Passa da una parete all'altra, ma nessuno parla. C'era da aspettarselo.
-Edel, c'è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?
riempie l'etere : "LOVE ETERNAL" from he album "THE LAST EMBRACE" performed by ARCANA
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00:54
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sabato, febbraio 14, 2004
QUANDO INCONTRI UNA FRASE PER CASO

"…ho scoperto già da tempo che anche un solo suono può bastare…" (Arvo Pärt)
Già.
Il problema è trovare il suono giusto.
riempie l'etere : "LIBERA ME" from "REQUIEM op.48" by GABRIEL FAURE'
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01:28
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martedì, febbraio 10, 2004
AS THE FLOWER WITHERS

- Le mie rose stanno appassendo...
-Ma se sono già appassite! Sono rose secche!
-Tu le vedi così. Non sono morte. stanno appassendo...
-Non può appassire una rosa che è già morta!
-Non lo vedi? Stanno perdendo la loro forma. I petali si staccano. Presto rimarrà solo lo stelo. Ma non aspetterò fino ad allora. Le uccido adesso. adesso che c'è ancora qualcosa da buttare.
-E se quello che butti fosse qualcosa da salvare?
-Ma cosa vuoi salvare. Non vedi che sono rose secche?
riempie l'etere : "BY THIS RIVER" from the album "BEFORE AND AFTER SCIENCE" performed by BRIAN ENO
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22:20
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PAROLE CONTATE IN TASCA - V
VENTITRE'. La pochezza che sono solito trovare nel mondo che c'è fuori casa Mia, la ritrovo - ovvio - anche nella Blogosfera. E' deprimente constatare la povertà di certi personaggi. Penso a "Still ill", e a certi insulti gratuiti che ha scritto. Ciò che Mi deprime è: 1.Il numero dei suoi accessi 2.Tutta quella manica di "opinionisti/bloggers/commentatori" che lo ringraziano per avere il coraggio di parlare. Ma se gli argomenti vi stanno tanto a cuore, perchè non lo dite voi? Avete bisogno di un nuovo messia che dia voce agli impotenti? a quelli che non hanno le palle per dire la loro? Come se poi fosse tanto difficile insultare questo o quello. Come se bisogna essere in gamba per dare della "troia/puttana" o del "faccia-di-merda".
VENTIQUATTRO. "...e se io non pensassi alla musica, ti direi che è più facile, ancora una volta, avere da una folla attenzione ed onore, che da chi ti è vicino accettare l'amore...."
VENTICINQUE. "....e anche senza te c'è qui la tua assenza ormai. che amo come te..."
VENTISEI. Hai mai provato quel senso di nulla che ti ritrovi in certe giornate? è come se lo inalassi. CO. Però... non ti addormenta per niente. è solo che fai fatica a sentirti vivo. qualunque oggetto è troppo alto. qualunque persona è troppo lontana. distante. distanze. che stanchezza.
VENTISETTE.
VENTOTTO. "...e se io non pensassi alla musica adesso, capirei che il più difficile passo è cambiare davvero, è cambiare il mio cuore. Ed è il primo passo di ogni rivoluzione..."
riempie l'etere : "MILAGRE" from the album "AINDA" performed by MADREDEUS
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parole contate in tasca |
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domenica, febbraio 08, 2004
CICATRICI

Poi è finito tutto. ancora mi guardo intorno. tutto questo silenzio. un senso di vuoto. che non si spegne. Dov'è quel pianoforte? perchè mi ha lasciato solo? è andato via anche lui. adesso.

che è finito tutto.
Grazie, CARL

riempie l'etere : "CONTRAPUNCTUS 1" from "DIE KUNST DER FUGE" by J.S.BACH performed by REINHARD GOEBEL & MUSICA ANTIQUA KOLN
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sabato, febbraio 07, 2004
"FÜR ALINA"
...un post troppo lungo per essere letto...
Andiamo "A RITROSO" . Vi racconto un album. stupendo. comprato nel 2004, pubblicato nel '99, registrato nel '95, composto nel '76. Il caso non esiste. oggi pomeriggio lo raccontavo ad una persona stupenda.
Quando arriva l'ora del sonno, metto sempre gli auricolari e lascio che la Musica mi accompagni verso i sogni. i sogni, quelli, tanto, non li ricordo mai. ma la Musica resta. sempre. Il legame che ho con il pianoforte è qualcosa di troppo grande e forse questo luogo non è degno di ospitare i miei pensieri a riguardo. però. però. non riesco ad ascoltare un pianoforte che suona nel silenzio della notte senza pensare al martello. Il martello. In ogni nota c'è sempre un martello. un martello che percuote una corda. un martello che si abbatte su un filo. e questo è sempre qualcosa di definito. di assoluto. un puro gesto. senza fraintendimenti. senza equivoco. senza fuga. PEDALE (fiato) (sospeso) LA (martello) MI (martello) DO (martello) (fiato) PEDALE (fiato) (ancora) . Anche un "pianissimo" nasconde sempre un urto. un colpo. una ferita. ogni singola nota. ogni suono smorzato. ogni accordo che si dilata verso l'infinito. Non posso dormire con questa grandezza che satura la Mia stanza. perdita di senso. perdita di un universo sempre nuovo. ad ogni ascolto. c'è un'immensità che non si racconta, dietro le mani di un pianista. dietro il colore sempre funebre di un pianoforte. ho sempre pensato a quanto un pianoforte sia simile ad una bara. nei colori. nella pesantezza. nella gravità. nel pianoforte seppellisco i miei pensieri. i miei dolori. le persone che non ho più. e quelle che scopro ogni giorno. sorrisi. carezze. intensità. dolcezza. vuoto. seppelisco tutto. e lui, il Pianoforte, dà a tutto questo una nuova vita. e Me lo racconta. mi racconta me stesso. e tutto ciò che ho attorno. e mi mostra ciò che non ho ancora visto. e io. contemplo ciò che cerco veramente. ciò che tengo nascosto anche alle mie lacrime. ascolta. lo senti? tra una nota e l'altra. Il respiro del pianista.
ALINA. Non so chi tu sia. non ti ho conosciuto. ALINA. questo nome. Me ne ricorda un altro. che ultimamente viene spesso a bussare alla porta dei miei pensieri. e che mi pone tante domande. ALINA. Vorrei tanto sapere chi sei. conoscere la tua bellezza. guardare di nascosto le tue lacrime. che scendono lente. gravi. piccolissime. Frammenti di una tristezza antica. ma sempre presente. che viene a trovarti nei tuoi sogni ad occhi aperti. che ti invade mentre guidi - e i tuoi pensieri viaggiano alla stessa lentezza dei tuoi movimenti. Immerso in tale fiume di istanti, ascolto questo capolavoro. ARVO PÄRT. ancora LUI. e questo album. comprato così. per caso (il caso che non esiste). "ALINA". Potrei parlare del minimalismo contemporaneo. della ciclicità. delle triadi. del "Tintinnabulus". ma chi ne avrebbe realmente bisogno? Invece parlo del silenzio. delle pause. Un musicista ha un idea precisa, profonda, algebrica eppure così dilatata dello spazio. dello spazio tra una nota e l'altra. un'idea. di cosa significhi "contare le pause". quelle che per tutti gli altri sono "silenzio". "Il respiro dell'universo" lo chiamo io. Quante pause in questo album. quanto respiro. e quanti sospiri tra una nota e l'altra. E poi il violino. questo violino che non vuole farsi troppo vedere. che arrossisce al pensiero di essere udito da troppe persone. è come una carezza dolcissima. una carezza che ti arriva così. d'un tratto. senza una parola. senza uno sguardo. e di quella carezza resta solo il rossore sulle gote. "FÜR ALINA". pianoforte solo. eseguita due volte. incorniciata ed attraversata da un duo pianoforte e violino: "SPIEGEL IM SPIEGEL". Davvero un viaggio. un volo. largo. lento. un volo liquido. verso un cielo in bianco e nero. la Mia Roma - color seppia - mi guarda. mi sorride. lenta. silenziosa. C'è una lacrima sulla tua guancia. gli altri non la vedono. io si. e non servono parole. siamo in volo. e questo basta. non cerco altro adesso. il martello e la corda. insieme. solo musica. una Musica costante.
"Potrei paragonare la mia musica alla luca bianca che contiene tutti i colori. Solo un prisma può separare i colori e farli apparire: questo prisma è lo spirito di chi ascolta." (ARVO PÄRT)
IN ALTRE PAROLE...
TITOLO: ALINA
AUTORE: Arvo Part
VOTO: *****
GENERI: Camera
DIFFICOLTA': *****
PER FARTI UN'IDEA: "Fur Alina"
riempie l'etere : "SPIEGEL IM SPIEGEL" by ARVO PÄRT performed by VLADMIR SPIVAKOV (violin) and SEGEJ BEZRODNY (piano) from tha album "ALINA"
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venerdì, febbraio 06, 2004
THE ONLY THING TO FEAR IS FEAR ITSELF

Non lo faccio quasi mai. ma visto e considerato che oggi - FORSE - portò salutare per l'ultima volta (... Mi piacerebbe....) i signori Sperber, Wilson, Sapir, Whorf, Shannon, Weaver, Skinner, De Sassure, Frege, Pierce, Chomsky, Grice, Quine, Austin, Wittgenstein. (...no, dai... Ludwig... non ti abbandonerò mai!)... e visto e considerato che domani mattina potrò DORMIRE ( ..."DEMOLITION INC." permettendo....). visto e considerato ciò... invece di parlare di Me, parlo di qualcin altro. in breve.
1.L'illustre DANIELA ha scritto un grande post : "...kefia al collo e ipod nel culo.."
2.PINO QUARTULLO ha un blog. e me ne accorgo solo ora. rimedio subito.
rimepie l'etere : "THE ANAL STAIRCASE" from the album "HORSE ROTORVATOR" performed by COIL
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mercoledì, febbraio 04, 2004
A VOLTE, LA GUARDO ANCH' IO
POMPINI: Ho visto il nuovo ssssingolo di BRITNEI SPIARS. Adesso mi aspetto di vedere la AGHILERA impegnata in una bella fellatio (ovviamente a SCION POL!) nel suo prossimo video. oppure la prossima EXCLUSIVE: una bella GANG BANG BIM BUM BAM con gli AVENTURA che si sollazzano con Cristina e Britnei SOPRA Missi Elliot. ah, già! e poi Scion Pol che passa davanti allo schermo.
LO DICO: Ho sempre considerato gli IRON MAIDEN una band superflua. cioè. da quando PAUL DI ANNO lasciò il gruppo, non hanno dato più niente. DICKINSON non sa cantare. NON Mi stupisce che in Italia la band abbia da sempre un successo enorme (siamo o non siamo "paese di Albano & Pavarotti & Friends"?). PERO'! Gli Iron Maiden continuano a sorprendermi: ogni disco che sfornano fa sempre più schifo. dimostrazione che al peggio non c'è mai fine.
CATTIVISSIMI: Non si può parlare di Rock - OGGI - ignorando i METALLICA. almeno i primi. l'abisso che hanno lasciato dietro album come "Master of Puppets" o "And Justice For All" ( AH! le reminiscenze del Ginnasio...). Vorrei solo dire a James & Lars (che ormai non seguo più) : "Capisco che dovete rendere conto ad una massa informe di pupi che anelano alla violenza a buon mercato... ma almeno smettetela di fare le espressioni cattivissime nei video? che sadness...
PROBLEMI: Quando andavo al liceo, il METAL era considerato "musica per ragazzi brufolosi e ragazze con problemi". Quindi, musica per adolescenti. ci posso stare. insomma, adolescenti c'eravamo. i brufoli qualcuno ce l'aveva. i problemi ce l'avevamo tutti. Trascuriamo il fatto che non Mi capacito delle motivazioni che spingono una persona diciamo "adulta" ad appassionarsi a gruppi che hanno il solo fine di docciarti con le chitarre. a parte l'affetto. VABBE'! La questione è un'altra: Oggi il metal (?) è musica per dementi. Ma COSA Mi vuole raccontare un pischello che si sente cattivissimo quando ascolta i KORN (nella migliore delle ipotesi) o i LINCHIN PARC (nella peggiore)? Lo so, è banale. ma lo ribadisco: tra le tante porcate, quello che oggi chiamate "METAL" non esiste. è merce da mostromarket.
LI ASPETTO AL VARCO: Ho beccato l'ultimo video dei LACUNA COIL. non Mi sono mai piaciuti. però quando ho sentito un pischello dire "Ecco! Mo' tutti copiano gli EVANESCENS..." Mi sono sentito come se fossero la Mia band preferita. Ho sentito un impulso omicida - tendente alla pulizia etnica - veramente FEROCE. la vostra ignoranza mi lascia senza parole. quasi come la vostra pochezza. Ora aspetto qualche pupo che viene a raccontarmi gli ERASMUS ed il GOTICO...
ANCORA LUI: Mi è arrivata un'e-mail pubbblicitaria con una recensione su CAPAREZZA. "Artista graffiante". "uno che non sta fermo." "musica poco ortodossa." "sincera ed originale." Mica un EMINEM qualunque! mica uno finto! no! Uno sincero. come i 99 POSSE. o JOVANOTTI. MORANDI. DE GREGORI. VASCO ROSSI. ALBANO. PELU'. meglio che non continuo. meno male che in Italia abbiamo artisti sinceri. ma soprattutto originali.
STILE?: La musica che quel pagliaccio inetto ed incapace di NEFFA ci sta propinando è davvero immondizia. ma questo non è un problema. nè una novità. Il fatto è che adesso HANNO DECISO che è un bravo artista. che fa bella musica. con stile. insomma: NEFFA è figo. fate i bravi: mantenete anche lui.
HANNO BISOGNO DI AIUTO: Mi rendo conto che VOI che scrivete le canzoni a ROBBI UILIAMS vi impegnate parecchio. Mi rendo anche conto che - oggi - la memoria musicale della plebe è uguale a ZERO. però... se dovete proprio copiare di sana pianta i QUEEN ogni sacrosanto singolo che evacuate, cercate di mascherarlo meglio. fatelo per Me. che per voi conto moltissimo!
riempie l'etere : "STIGMATA MARTYR" from the album "IN THE FLAT FIELD" performed by BAUHAUS
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21:19
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domenica, febbraio 01, 2004
ALI DI PIPISTRELLO
...to keep the darkness sealed within...

And your wounds were growing
And your feast on your fear
Are you bathing in moonlight?
Are you drowning in tears?
I thought I had lost you
But I now find you here
In the darkness we share
riempie l'etere : "BIG MY SECRET" by MICHAEL NYMAN from "THE PIANO" - O.M.P.S.A.
scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le
15:40
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