My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

martedì, dicembre 30, 2003

IL PIACERE : LA GIUSTA COMPAGNIA
 
"La fine del duemilatre"
 
 
31 Dicembre 2003. bella gente. ottima musica. qualche amico. nella Mia Amata Capitale. cosa voglio di più da una festa per l'ultimo dell'anno? Io nulla. se tu che leggi vuoi venire.... anche se non sei uno che regala il suo tempo alla rete... fai ancora in tempo a dirmelo in un orecchio. e magari ci facciamo gli auguri di persona. altrimenti... buon anno.
 
 
 
A RITROSO : COSI' VI SALUTO
 
"La camicetta da morto"
 
 
Una madre aveva un bambino di sette anni, così bello e grazioso che non lo si poteva guardare senza volergli bene, ed ella lo amava più di ogni altra cosa al mondo. Ora, avvenne che egli si ammalò all'improvviso e morì; la madre non poteva consolarsi e piangeva giorno e notte. Era stato sepolto da poco quando il bimbo, di notte, prese a mostrarsi proprio là dove se ne stava a giocare quand'era vivo; se la madre piangeva, piangeva anche lui, e quando veniva il mattino spariva. Ma poichè la madre non cessava di piangere, una notte egli le apparve con la bianca camicina da morto con la quale era stato messo nella bara, e con la coroncina in testa; si sedette ai suoi piedi , sul letto, e disse : " Ah, mamma, non pianger più, altrimenti non posso addormentarmi nella bara: la mia camicina da morto è sempre bagnata delle tue lacrime che vi cadono tutte sopra." All'udire queste parole, la madre si spaventò e non pianse più. E la notte dopo il bambino tornò con una candelina in mano e disse : "Vedi? La mia camicina è quasi asciutta, e io riposo nella mia tomba." Allora la madre sopportò il dolore con pazienza e in silenzio, e il bimbo non tornò, ma dormì nel suo lettino sotto terra.
 
JACOB e WILHEM GRIMM
 
 
 
LA DECADENZA DELLA MENZOGNA : FINE
 
"Buon Anno a tutti"
 
 
Buon Anno a tutti quelli che lo meritano.
 
 
riempie l'etere: "DOUBLE DARE" from the album "IN THE FLAT FIELD" performed by BAUHAUS

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sabato, dicembre 27, 2003

[1] I. LENTO – SOSTENUTO TRANQUILLO MA CANTABILE

 

 

 

E Natale è passato. eh, si perchè oggi è ventisette dicembre. quindi Natale è passato.
 
Odio la domenica pomeriggio. da sempre. sì. la domenica pomeriggio è la fine delle illusioni settimanali. il punto ogni sette giorni. ecco. non è che poi tutto sia uno schifo. o tutto vada male. però. la domenica pomeriggio ti fa apparire tutto uno schifo. ti fa sembrare che tutto va male. è come se ti specchiassi nel lago delle occasioni mancate. come se ti mettessi a contare - uno ad uno - i minuti che passano, come quando da bambino volevi contare i pesci rossi nella fontana. poi però i minuti diventano ore. buttate. e allora tutto è meno divertente. la domenica pomeriggio te le fa vedere tutte assieme.
 
Il Natale mi piace. per un milione di ottimi motivi. però. il venticinque dicembre è la quintessenza della domenica pomeriggio. si, perchè i minuti che conti sono quelli di un anno intero. e pensi sul serio - terrorizzato - a cosa farai nei prossimi giorni. il bambino che contava i pesci nella fontana ora è in riva al mare. e qui l'impresa si complica. ma non vuoi farti avvolgere dalla malinconia di ciò che hai perduto. e ti convinci - ci provi - a guardare avanti. e cosa c'è davanti? capodanno. è così strano. penso sempre che ogni anno porti a ciascuno emozioni, esperienze, persone nuove. tutte cose che arricchiscono la vita. che danno senso ad un altro anno di vita. eppure. eppure hai bisogno di dimostrare a te stesso che non è stato tutto inutile. che ne è valsa la pena anche quest'anno. è come se divertirti a capodanno fosse l'ultima possibilità che hai per dare un senso all' anno trascorso. per dare un senso ai tanti minuti che hai contato, nelle innumerevoli domeniche pomeriggio. trascorse a scappare dal lago del tempo. a spiarti - di nascosto - nello specchio delle occasioni. a cercare il bambino che contava i pesci nella fontana. per dirgli di smettere. chè tanto è inutile.
 
Eppure basterebbe così poco.
 
Solo che hai sempre bisogno di qualcuno che ti ricordi quanto ne è valsa la pena.
 
e a volte questo qualcuno non c'è.
 
allora.
 
allora il bambino sei tu.
 
e la fontana è diventata un'oceano.
 
 
Felice
 
Anno
 
Nuovo
 
 
riempie l'etere: "SINFONIA N°3" by HENRYK GORECKI

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martedì, dicembre 23, 2003

HAPPY BIRTH DAY
 
 
Treno partito alle ore 01:23 del giorno 24/ XII / 2003
 
riempie l'etere: "THE MOON IS IN THE GUTTER" from the album "FROM HER TO ETERNITY" performed by NICK CAVE & THE BAD SEEDS

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sabato, dicembre 20, 2003

TALES FROM THE "IL TUO FORNAIO"
 
 
 
La fornaia mi batte i pezzi. (Sarebbe "una giovane commessa del fornaio", ma detto così perde tutto il suo fascino sessual-rurale tipicamente italico...)
 
-"Ciao..."
-"Ah... guarda chi si vede..."
-" ??? "
-"Mi sembri un viso conosciuto..."
-".. e beh... quando il pane lo compro io... lo compro qua"
-"Ah...ma abiti qui vicino?" (occhi dolci)
-"No... sono di Manziana, ma ogni giorno mi faccio settanta chilometri solo per comprare il pane..."
-"Ah ah sei simpatico..." .
 
Ok. non vado avanti per pudore e buongusto.  la fornaia mi batte i pezzi. però è carina. il problema è che lei vorrebbe servirmi anche quando tocca al cliente numero 12 ed Io ho il 39. A Me farebbe anche comodo, ma mezz'ora d'attesa è sicuramente meno dolorosa e pedante di qualunque signora che vede usurpato il suo posto. Eh, sì. perchè il fornaio si trova accanto al MOSTROMARKET. e succede che dopo la mostrospesa tutti i mostroclienti invadono il fornaio. tutti tutti ma proprio tutti. . le donne col bambino, le vecchie col bastone, i vecchi col carrellino, gli uomini col cornetto, i bambini con la pizza. tutti con le palle girate. io arrivo tranquillo. con la consapevolezza greca che dovrò aspettare. infatti: "serviamo il numero....SETTE!" prendo il bigliettino: 38. appunto. mi appoggio alla parete. unico angoletto libero: accanto alla macchinetta spara-numeri. un mostrocliente di cento chili mi devasta il piede. tranquillo. sto per spostarmi, ma una vecchia quattro metri in là si fionda verso la macchinetta. braccio teso e indice diritto. la sua mole mi attraversa completamente. "scusi scusi..." scusi un cazzo. che ti scuso? mi hai già ucciso! Nel frattempo un'altra signora esaurita sta al bancone. "serviamo il numero... DODICI!" Sta importunando la mia fornaia preferita.
 
-"Scusi, quello che pane è?"
-"Del Ferroviere signora."
-"Ma è salato?"
-"Si, certo, quando è sciapo lo diciamo noi!"
-"Ok, me lo dia ben cotto" 
-" Ecco..." "Ma non è ben cotto!" 
-"Signora... se lo butta a terra si rompe il pavimento!"
-" E quello che pane è?"
-"Di grano duro signora."
-"Ma è salato?"
-"Si! le ho detto che se è sciapo glielo dico io!"  (I suoi occhi cercano i miei. ovviamente li trovano. sorriso consensiente.)
"Ah, mi scusi! No, quello non mi piace... mi da anche un paio di rosette? però salate eh?".
 
Non resisto e sbotto.  la fornaia pure. AMEN. Al bacone ci lavorano cinque commesse. "serviamo il numero... TRENTOTTO!" Eccomi, Signore, Io vengo. "Ah! guarda che coincidenza! tocca proprio a te!" Ebbene sì. quando si dice il caso (che non esiste)...
 
EVVABBE'...
 
 
riempie l'etere : "PASSOVER" from the album "CLOSER" performed by JOY DIVISION

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venerdì, dicembre 19, 2003

DUE META' FANNO UN INTERO (A VOLTE)
OVVERO : 1 + 1 = 720
 
 
 
Arvo Part è un signore con la barba. ha un'idea molto strana di cosa voglia dire procedere con cautela. se guidasse la mia macchina, per dire (cioè la macchina sulla quale sto viaggiando con lui), avrei un certo timore. non tanto per le sue doti di autista -che immagino nulle o poco più- quanto per una inquietante capacità (talento) di non seguire le strade pur seguendo -alcune- indicazioni.
credo arriveremo a destinazione, alla fine. il punto è che non sarebbe la stessa alla quale volevamo approdare inizialmente.
 
GOMITOLO c/o casa Psycoma
 
 
 
Conosci l'acqua della vita? c'era un paese vicino al mare. non so di cosa tu stia parlando. già. Pensavo di saperla - io- la destinazione. Non bisognerebbe mai cercare di prevedere dove si va a parare. il signor Tempo ha cercato di insegnarmelo. ma ha fallito. non ho capito se è lui che è un pessimo insegnante, oppure - probabile - se sono Io ad essere un allievo svogliato. vabbè. il juice Ã¨ che ogni tanto mi viene in mente la presunzione di sapere dove sto andando. prima ancora di partire. ed è proprio lì che mi sbaglio. beh. io pensavo qualcosa. qualcun'altro pensava qualcos'altro. e alla fine? quale fine? quella. non lo so. E che Mi dici dell'acqua della vita?
 
PSYCOMA dal solito posto
 
riempie l'etere: "BACKWATER" from the album "BEFORE AND AFTER SCIENCE" performed by BRIAN ENO

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martedì, dicembre 16, 2003

HOW TO MEASURE A PLANET?
 
 
 
Corro. guido. ma dove sto andando? e se stessi sbagliando strada? nessun passante a cui chiedere la direzione. nessun vecchio con l'ombrello che percorre lo stesso mio sentiero. nessun libro in cui cercare una risposta. ci sono muri che ci costruiamo intorno. muri. a volte altissimi. guardo i tuoi occhi verdi e mi faccio tante domande. domande a cui tu dai sempre una risposta.
 
con altre domande.
 
ancora più belle.
 
 
riempie l'etere: "JE N'EN CONNAIS PAS LA FIN" from the album "LIVE A L'OLYMPIA" performed by JEFF BUCKLEY

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:17 e conservato senza cura alla voce | commenti (2)

ADDIO AGLI ANGELI
 
In fondo sono stato ingiusto. Mi sono guardato poco allo specchio. eh sì. perchè, per Me, "TURN ON THE BRIGHT LIGHTS" rappresenta qualcosa di più del disco dell'anno e gli INTERPOL sono stati una vera rivelazione. perchè la forza con cui ti si stringono i denti quando ascolti "OBSTACLE 1" è qualcosa che non puoi spiegare. perchè gli occhi al cielo mentre l'etere è saturo delle note di "STELLA WAS A DIVER AND SHE WAS ALWAYS DOWN" non li racconti in due righe. perchè non so quante e quante volte ancora ascolterò con gli occhi lucidi "LEIF ERIKSON". per poi ritrovarmi con la testa nelle mani e "HANDS AWAY" nella testa. Non ci sono numeri da dare. o altre parole da spendere. non un brano che salto.
 
E anche oggi, che la Mia Roma è bloccata dalla responsabilità dei regali, che la Mia Roma è affogata dagli sguardi titubanti e carichi di preoccupanti spese delle belle mamme nei discount, oggi... che ho dedicato un po' del Mio tempo alle persone a cui quest'anno voglio dire "grazie"... anche oggi, una giornata in fondo serena... sono bastate le prime, immense note di "NYC" perchè un manto di malinconia buona Mi avvolgesse. E capisco che la parola "DARK" può avere ancora un significato. diverso. ma può avere ancora un senso. Saper amare prima di tutto il nero che la vita mi offre. E - scusate - questo è dio. allora... "SAY HELLO TO THE ANGELS" e inseguo le luci della Mia città. lascio che la Mia Musica Mi porti dove va la Musica.
 
There's something that's invisible,
There's some things you can't hide,
Try detect you when I'm sleeping,
In a wave you say goodbye.
 
riempie l'etere: "STELLA WAS A DIVER AND SHE WAS ALWAYS DOWN" from the album "TURN ON THE BRIGHT LIGHTS" performed by INTERPOL



scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:05 e conservato senza cura alla voce pari intervallo | commenti

domenica, dicembre 14, 2003

REPEAT CHORUS TO FADE
 
 
Non ho mai amato mettere la Musica in numeri. "quanto gli dai all'ultimo De Gregori?" "Uno Zero" "AH! Dieci! " "Ehm.. ZERO..." e cose così... Però.. tra i tanti bilanci a cui Mi costringe ogni Dicembre, quello Musicale non è mai mancato. dal lontano 1993 in poi... che non avevo un blog. adesso ce l'ho. quindi... eccolo.
 
qualcosa che resta del 2003:
 
-Il Mio disco dell'anno: TURN UP THE BRIGHT LIGHTS - Interpol
 
-La Mia canzone dell'anno: BABE I'M ON FIRE - Nick Cave and The Bad Seeds
 
-Il Mio disco italiano dell'anno: LA MODA DEL LENTO - Baustelle
 
-La Mia canzone Italiana dell'anno: AGOSTO - Perturbazione (anche se è dell'anno scorso)
 
-Il disco che è venuto dall'altro mondo: PASSIO - The Hilliard Ensemble (music by ARVO PART)
 
-Il Mio disco " UOAH" : EVERYTHIG IS GOOD HERE - The Angels of Light (Michael Gira)
 
-La Mia sorpresa dell'anno: ZAL - sToa
 
-Il Mio musicista dell'anno: ovvero il Mio musicista di sempre: MAURICE DURUFLE'
 
-Il Mio concerto dell'anno: THE HILLIARD ENSEMBLE a S. Giovanni in Laterano
 
-Il Mio concerto mancato: THE TALLIS SCHOLARS a Cremona
 
-Ho scolpito un monumento per: DUST - Peter Murphy
 
-Ho piantato una bella lapide per: DEPECHE MODE
 
-Una delusione annunciata: REALITY - David Bowie
 
-Mi hanno confermato la loro pochezza: MUSE
 
-Mi hanno confermato la loro incommensurabilità: RADIOHEAD
 
-Come un pugnale piantato per sempre nel cuore: WONDERFUL LIFE - Black
 
-In questo istante sarei molto diverso se non ci fossero stati:
 
- SAVIOUR MACHINE (David Bowie) dopo UN ESAME (più in generale, nella Mia vita...).
- SENZA UNA SCUSA (Perturbazione) tornando dal mare alle 04:00.
- BLOOD MONEY (Tom Waits) nelle nebbie notturne della Colombo di notte.
- ADAGIETTO (dalla Sinfonia N°5 di Gustav Mahler) tornando dalla scorsa blog-cena.
- TRISTAN UND ISOLDE (Qntal) mentre faccio la Mia corsa quotidiana.
- SINFONIA N°3 di Henryk Gòrecki ascoltata nei sette giorni in cui ho spento la luce.
- PIE JESU (dal Requiem di Maurice Duruflè) con la faccia affogata dalle lacrime sul mio cuscino.
 
OK... ovviamente ci dovrebbe essere molto di più. Teniamo conto che NICK CAVE lo considero AL DI SOPRA di qualunque possibile classifica, quindi il suo Nome appare SOLO nella canzone dell'anno ( "cause I know that you and I can be together. "cause IIIII LOOOOVE YOU!") ... altrimenti sarebbe stato sleale... Teniamo conto del milione di artisti che mancano a questo appello... ma chi ha la fortuna e l'onore di conoscermi, sa leggere, tra tutte le Mie parole, molti altri nomi. e chi quell'onore non ce l'ha... legga: Neurosis, Bauhaus, Queen, Charles Aznavour, Ours, Death In June, Frank Sinatra, Der Blutarsch, Cure, Procol Harum, Graham Coxon, Elend, Claudio Baglioni, My Dying Bride, Dead Kennedys, The Smiths, Ella Fitzgerald, The Gathering, Duran Duran, Ulver, Joy Division, COIL, Sinead 'o Connor, Aphrodite's Child...
 
vabbè... tutto il resto diventa "ascolti abituali"...
questi erano "ascolti speciali dell'anno 2003"...
 
mmm... ascolti speciali...
 
 
Here I go out to sea again
The sunshine fills my hair
And dreams hang in the air
Gulls in the sky and in my blue eyes
You know it feels unfair
There's magic everywhere.
 
CHORUS:

Look at me standing
Here on my own again
Up straight in the sunshine
No need to laugh and cry
It's a wonderful wonderful life
No need to laugh and cry
It's a wonderful wonderful life

The sun's in your eyes
The heat is in your hear
They seem to hate you because you're there
And I need a friend
Oh I need a friend to make me happy
Not stand here on my own

CHORUS....

I need a friend
Oh I need a friend
To make me happy
Not so alone

REPEAT CHORUS TO FADE

REPEAT CHORUS TO FADE

TO FADE

 

riempie l'etere: "CASSIEL'S SONG" from the album "FARAWAY, SO CLOSE! - Motion Picture Soundtrack" performed by NICK CAVE





















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sabato, dicembre 13, 2003

"TAJATE QUII CAZZO DE' CAPELLI!"
 
 
 
 
Comunicazione di sevizia: il senso delle frasi (se c'è...) non è associato ai link contenuti al loro interno
 
 
GiustO pochissiMo fiato sconnesso e Ingrato per dare un riflesso della seraTa  nel miO rigagnoLO...
 
Ancora l'ennesima prova CHe , In fondo, un po' di fiducia neLLa spEcie umana ci può ancora stare...
 
Di serAte così, dovremmo farNe dI più, magari trasformandolE in coLAzioni, o pranzi Natalizi...
 
Ci sarEbbe di certo da iStituire quAlche festina intima e peRsonalE ... chessò... il 2 Gennaio...
 
Belli, aRguti a volte intrigAnti quasi tutti, me meDesImo comPreso, ovviAmente...
 
Solo noI riuSciamo a Tenere in segreto certi incontri così rutilAnti...
 
Mentre altrI pensano a farsI beCera pubblicità...
 
PersonAggi iNcredibili che spaziano da pupo a Kundera...
 
Solo cHi c'è statO almEno una volta può Gioire del senso esoterico e quAsi religioso che unisce i nostri organi spaZiofEomenici che si inteRsecano amabilmente in segno di reciproca stima...
 
Zelo e premurA nell'organiZzare tutto da verI outsidEr...
 
Già... un pAio dI dolcissime Assenze hanno gettato un po' d'ombra sulla mia serata...
 
Lo, so ... questo post è veramente Una sChifEzza, ma dopo quello lituRgico dell'alTra vOlta, non potevo fare di megLio che ripArtire dal nonsense...
 
PS: Tesò... tralascio in tutto questo il fatto che Mi è mancata la nostra chiaccherata di commento post-serata... e tralascio il fatto che, alle tre e un quarto, all'altezza del Mio semaforo, stavo andando verso palocco...
 
riempie l'etere: "SAVIOUR MACHINE" from the album "THE MAN WHO SOLD THE WORLD" performed by DAVID BOWIE
 

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mercoledì, dicembre 10, 2003

MA COME E' BASSO IL SOLE
 
AD OCCHI CHIUSI

Io non capisco se l'amore sia ferita o cura tra di noi
e se il privarci di carezze potrà salvarci oppure no.
Io non lo so se la tua pelle abbraccia spazi così grandi
da farmi alzare in volo via da qui con le ali incerte che ora ho.
Io non lo so se questo non capirsi mai che ci riporta sempre qui
è quel che chiami solitudine,ma è un gioco da cui non so difendermi.
Questi silenzi sono eternità e i nostri sguardi così fragili
ed ogni gesto in più non riempirà questa assenza che che indurisce ogni cosa 
E volo ad occhi chiusi
lontano da questo gioco immobile.
E volo ad occhi chiusi 
solo così non tremo più.
E volo ad occhi chiusi 
lontano.
E volo ad occhi chiusi
solo così non tremo più.
E volo ad occhi chiusi.
e volo ad occhi chiusi.
e volo ad occhi chiusi.
e volo ad occhi chiusi.
Solo così non tremo più.
 
La notte. ci sono tante notti. c'è la notte dei sogni. la notte dei BLACK TAPE FOR A BLUE GIRL . quella che sembra passare così. - redefine pure faith - poi ti svegli al mattino con un sapore strano. il sapore di un'emozione che fatichi a stringere. che non sai qual'è. ma senti di aver vissuto.
 
C'è la notte del pianto. la notte dei LACRIMOSA. quella che non riesci a dormire. e sai benissimo perchè. quella che hai un macigno piantato nello stomaco. e ti sembra che solo il pianto ti porti pace. - das schweigen - poi scopri che non è così. non del tutto.
 
C'è la notte in cui ci sono solo due sguardi. due anime. la notte dei MY DYING BRIDE. la notte di coperte. di sudore, di pelle, di dolore e piacere sposati in attimi eterni. - sear me III -.
 
C'è un'altra notte. la notte delle domande. baratri e certezze si muovono davanti a te ogni secondo. ogni metro di asfalto che percorri. ogni luogo dove ti porta la tua macchina ti parla di qualcosa. di qualcuno. la notte che non riesci a dirti felice. ma non senti di stare male. domande. domande. e suoni e voci. e odori e profumi. e luci e bagliori. 
 
Questa è la notte dei LA CRUS.
 
Ho sempre amato il loro modo di raccontare le domande. le domande di un uomo. il loro modo di raccontarsi. e di raccontarmi. nel loro ultimo lavoro, OGNI COSA CHE VEDO, continuano il loro viaggio nella tarda notte dell'animo. nelle paure senza domande. nella strada che non sai dove ti porta. Il viaggio è cominciato da un po' ormai. forse si è accesa qualche luce in più nell'universo dei La Crus. ed è proprio questo che, ora, rende più completa la loro notte.
 
Il buio non è (solo) oscurità. i pensieri bui non sono solo lenti e riflessivi. è proprio la loro irruenza sottile che ci sorprende. un occhio s'apre e si chiude. e ti scopri invaso da un senso di perdita. di calma spezzata. dal silenzio che non riesci ad ascoltare. ed è per questo che hanno senso i brani in cui sembra governare il movimento. Controverso l'ultimo La Crus. Un lavoro che, come direbbe una grande amica, ti entra sotto la pelle. ma con la calma della nebbia delle quattrodimattina. che stai guidando, ed ad un tratto vedi solo bianco. ma sai di essere in mezzo alla strada. e non puoi fermarti. come quando una malinconia ti attraversa i pensieri. vorresti fare un passetto indietro e fare un'altra strada. ma ormai ci stai già pensando. Gli arrangiamenti colorati di una veste di elettronica latente. diamici e mai così vivi. come la notte. I testi sempre immensi. Immancabile il duetto con Cristina Donà (semplice, sensuale ed infantile come sempre).. "AD OCCHI CHIUSI". Personalmente, un capolavoro. Un album di certo difficile. to listen without prejudice.
 
Le notti continuano ad essere insonni e lunatiche. luci, suoni, colori e domande. a cui questa Musica dà realmente forma. una voce. un volto. e volo ad occhi chiusi.
 
 
riempie l'etere: "AD OCCHI CHIUSI" from the album "OGNI COSA CHE VEDO" performed by LA CRUS

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lunedì, dicembre 08, 2003

AL VENTO
 
 
 
 
For how much longer can I howl into this wind?
 
For how much longer can I cry like this?
 
A thousand wasted hours a day,
 
Just to feel my heart for a second.
 
A thousand hours just thrown away,
 
Just to feel my heart for a second
 
For how much longer can I howl into this wind?
 
(The Cure: "A Thousand Hours")
 
 
riempie l'etere: "HANDS AWAY" from the album "TURN UP THE BRIGHT LIGHTS" performed by INTERPOL

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sabato, dicembre 06, 2003

LA NEVE NELLA MIA MANO
 
 
 
Chiudo gli occhi e li vedo tutti lì.
 
Le poche anime che davvero sono emozionate. per l'affetto che hanno per gli sposi. per l'amore che hanno per quello che ora è un corpo dentro una scatola di legno. piangono davvero. perchè riescono ad avvicinarsi alla gioia degli sposi. perchè in fondo al loro cuore prende forma la loro vita senza quello che ora è un corpo dentro una scatola di legno. piangono davvero. ma non tutte mostrano le lacrime. ci sono le anime che liberano la loro emozione e quelle che la tengono gelosamente stretta al cuore. le vedo tutte.  l'emozione nel guardare dentro gli occhioni lucidi di quella ragazza dietro la colonna. nulla la confronto del dolore nello scorgere i sottili e silenziosi rigagnoli di pianto nascosti da grandi occhiali scuri. e sono lì. queste anime. nei primi banchi della chiesa. si distanziano nel contenere la gioia. si stringono per dividere il dolore.  poi ci sono gli altri. gli amici stretti. la coppia amica per la pelle (che si è sposata nello stesso anno o che si sposerà nello stesso anno - fa poca differenza -). i parenti più lontani, che vengono alla celebrazione mossi un po' dall'affetto, un po' dal contratto di sangue che li obbliga a condividere parte della vita con qualcun altro. che si faranno una sana chiacchereata - con abbuffata annessa - al pranzo nuziale. che si stringeranno con sguardo pietoso attorno ai figli di quello che ora è un corpo dentro una scatola di legno. il tempo di mettere un po' di buoni sentimenti sul bancone. il tempo di riprendere la macchina e tornare alla loro vita. come se niente fosse. forse un po' alleggeriti dal regalo nuziale. o da fiori-e-fascia-viola che poseranno sulla bara.
 
gli amici. quelli che devono mostrare la loro prensenza nella vita di chi sta sull'altare. gli amici e i loro gesti simbolici. qualche oggetto da portare all'Offertorio. il simbolo degli Scouts. dove - tanto tempo fa - i due sposi si sono conosciuti. la fascia della Roma. perchè quello che ora è un corpo in una scatola di legno era un grande tifoso della curva sud. il testo di una canzone. la lettera aperta. letta prima della benedizione. magari indirizzata proprio a quello che ora è un corpo dentro una scatola di legno. ringraziamenti. lacrime da fotoromanzo. 
 
i conoscenti. gli invitati medi. quelli che sono lì per formalità. che poi è la motivazione per cui sono stati invitati. quelli che sono lì per curiosità.  potrebbe esserci chiunque su quell'altare. quelli che trascorrono la celebrazione fuori dalla chiesa. che tra una telefonata e l'altra, interrotta dalla sigaretta di turno, aspettano l'arrivo. degli sposi.  della bara. fa lo stesso.
 
tante tante anime. piccolissime anime. la vecchia che è venuta per raccontarlo alle amiche del rosario. "la sposa era bellissima". "quanta gente che c'era: era amato da tutti." "lo sposo era nervosissimo". "dovevi vedere la moglie: una donna distrutta". il fotografo professionale che non si fa turbare dalla lacrime di nessuno. che resta impassibile davanti agli occhi ella sposa come a quella piccola bara bianca. il vecchio zio o il giovane e cugino. quelli che filmano ogni movimento di sopracciglio degli sposi. che non conoscono il rispetto per chi sta sull'altare. c'è il bambino che è troppo piccolo per capire quello che succede. e tempesta di domande la mamma o il papà di turno. che pregano perchè la celebrazione finisca al più presto. il bambino che piange perchè vede tutti che piangono. quello che entra in chiesa per sbaglio. lo sguardo curioso: è un matrimonio? com'è la sposa? ah no! è un funerale. dai andiamo via.
 
Poi finisce.
 
allora tutti quanti vanno verso l'altare. quelli che sono arrivati a cinque minuti dalla fine perchè hannno fatto tardi nei loro addobbi. quelli che hanno pianto per tutto il tempo. quelli che sono stati fuori dalla chiesa. tutti. commosse strette di mano. abbracci calorosi. "tanti tanti auguri". "condoglianze". "ti siamo tutti vicini". "è stata una cerimonia bellissima". "auguri". "non ci sono parole". piano piano. tutti escono fuori. anche quelli che ci stavano fino a poco fa. tutti. qualche minuto d'attesa. si preparano. ansiosi di inondare gli sposi con candido riso. di affogare la bara in appalusi sentiti e commossi. gli sposi usciranno. i becchini  porteranno fuori la salma. e finirà quasi tutto. ognuno alla sua macchina. gli invitati di serie B torneranno alle loro case. gli invitati di serie A si dirigeranno verso il ristorante. o verso il cimitero. dove recitare l'ultimo atto di questa pantomima.
 
C'è un attimo prima di tutto questo. l'attimo in cui capisco da che parte sono stato questa volta.  vicino all'altare o in fondo alla chiesa. l'attimo in cui devo suonare i titoli di coda. la marcia di Mendelssohn. o quella di Chopin.
 
dipende.
 
se devo accompagnare due sorrisi incantati. o sei statue barcollanti.
 
a volte fa poca differenza.
 
e questo rende tristi tanti tanti matrimoni.
 
e un po' mi vergogno di questo.
 
 
 
 
riempie l'etere: "WALTZ" from the album "AS IF TO NOTHING" performed by CRAIG ARMSTRONG

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 21:00 e conservato senza cura alla voce | commenti

martedì, dicembre 02, 2003

CONQUISTE
 
 
Stefano è stanco. stanco di tante cose. di chi non sa far altro che parlare. di chi non sa ascoltare. di parlare. di essere ascoltato. di avere sonno. di svegliarsi. di dover dormire. di cercare. di cercare. di aspettare. cosa.
 
Riuscire a camminare sempre guardando avanti. senza voltarsi e ripensare al passato. tenere per sè i propri fremiti. senza metterli al mercato del giudizio. guardare negli occhi una ragazza che si racconta e non emozionarsi. così non ti giochi tutto subito. sentirsi invincibili. inattaccabili. riuscire ad avere il giusto distacco dalle cose. così non ti faranno mai davvero male. mantenere sempre quel filo di distanza dall'altro. così non potrà mai sapere fino in fondo chi sei veramente. celare bene le proprie emozioni. così non le svendi alla prima che ti capita. riuscire ad essere fuori da ciò che cerca di attraversarti.
 
Intenti
 
in cui
 
ho sempre
 
inesorabilmente
 
fallito.
 
riempie l'etere: "THIS IS A REBEL SONG" performed by SINEAD 'O CONNOR

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:29 e conservato senza cura alla voce | commenti (9)

PUBBLICITA'

Tagliato fuori dal mio universo comunicativo, approfitto di questa pausa-pranzo-caffè-sigaretta in area università per pubblicizzare un paio di cosette:

1.L'apertura del Blog "SALTI NELL'ARIA", da un'idea di Vera De Chirico. Invitato a postare con altra gente in gamba, accetto con piacere. Grazie Vera.

2.La come-back di in rete di SAMARA (ricomparsa, in realtà, già da Novembre, ma il vostro amatissimo se n'è accorto solo ieri...).

3.Un "cover-concert" che si terrà VENERDI' 5 DICEMBRE al club "BOUNTY" (Roma). Suoneranno due progetti. Gli headliner sono i C-OVERGROOVE, una formazione di cover rock a 360°. Per loro, aprirà il duo dark degli SHAPELESS ROOM, che proporranno un viaggio, una rivistazione acustico-esoterica di alcuni brani che hanno fatto la storia del DARK. Per infos: eccomi.

riempie l'etere: "RECLAME" from the album "LA MODA DEL LENTO" performed by BAUSTELLE

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 13:27 e conservato senza cura alla voce | commenti (2)

lunedì, dicembre 01, 2003

QUANDO QUALCUNO (LASSU') SI FA I CAZZI SUOI

Il Mio cellulare si è totalmente rotto. Cioè.. lo schermo è completamente andato.

 

   

 

riempie l'etere: "REQUIEM" from the album "SADNESS WILL PREVAIL" performed by TODAY IS THE DAY

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 22:00 e conservato senza cura alla voce | commenti (9)