My spirit is: The current mood of psycoma@libero.it at www.imood.com The Gutter (then...the moon)

The Gutter (then...the moon)

domenica, ottobre 26, 2003

ROMA
 
 
Ci sono giornate così. cammini da solo lungo la strada. il tuo lettore CD portatile ti racconta il mondo che attraversi. "thank you for hearing me". e le macchine spostano un po' d'aria alla tua sinistra. farmacia. scuola guida. pizzeria. forno. l'aroma mai noioso del pane. "the last day of out acquaintance". l'ospizio è sempre lì. non invecchia mai. un vecchio - tosse secca - . armato di zappa e rastrello. restituisce la luce al monumento ai caduti. per quello che valgono oggi. attraversi la strada. guardi a destra. poi a sinistra. poi a destra. poi - "fire on Babylon" - un senso di stasi. un battito profondo. il rumore che ti aspetti quando getti un sasso in un pozzo. la paura quando il rumore non lo senti. "Troy". Quel profumo. una donna come tante. non hai fatto in tempo a guardarla in volto. però il profumo. come se avesse il tuo olfatto avesse dormito per tre anni. e mentre ti fermi al centro della strada, un istante. un istante che risveglia memorie sepolte. di notti infinite. di umori e sapori. del tuo essere tutt'uno con l'universo. di sudore e sangue. labbra umide che si dissetano tra loro. di notti in cui il tuo mondo è tutto lì. lei. la sua pelle. i suoi occhi nei tuoi. mentre i vostri corpi si uniscono in un salto nel vuoto infinito. e il suo profumo. Poi è passato. "you made me the thief of your heart". E' passato quel tempo. è passato anche il senso di stasi. il tempo non si è mai fermato. allora sorridi. perchè ti guardi attorno e ti accorgi che ti trovi dall'altra parte della strada.
 
riempie l'etere: "JAKIE" from the album "THE LION AND THE COBRA" performed by SINEAD O' CONNOR

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martedì, ottobre 21, 2003

VENTUNO GIUGNO VENTUNO OTTOBRE.

DUEMILATRE

"Un mattino. ti svegli. due parole. una sensazione. frasi accennate. parole che cadono come macigni in fondo al pozzo del tuo giardino dell'Eden. la porta dell'Inferno si spalanca e mostra tutto il suo orrore. tutto il tempo dei tuoi giorni ti appare per ciò che è stato. per ciò che è diventato. per ciò che rimarrà per il resto dei tuoi giorni: ricordo sbiadito di una felicità sbagliata. memoria morente che lenta si dissolve. perchè tu ne hai bisogno. perchè tutto ciò per cui vivevi è diventato lo spettro che si stende accanto a te la notte. che ti fa compagnìa nel sonno. resuscita volti. parole. musiche. che tu vorresti solo cancellare. ma non puoi. è finito il tempo della fiducia nelle persone. è finito il tempo in cui è facile sorridere senza impegno. il tempo in cui ciò che vedi è ciò che è. i giorni passano veloci. uguali. le notti anche uguali. ma la notte è sempre... lenta. e lunga. perchè il sonno, l'unica droga che credi possa spegnere il tuo mondo, non arriva. e se arriva, resuscita i tuoi spettri. ed al mattino, ti dici che devi risollevarti. che non puoi continuare a vivere in questo limbo di anime senza vita. chi sono? chi sei? non io. vi prego. ditemi che quel volto non è il mio, perchè non mi piace. perchè non lo voglio. perchè il mio corpo è un altro. perchè io non sono qui. allora capisci una cosa: che la tua occasione è persa. che la tua vita sta diventando un treno perduto. [...]"
 
 
A volte. a volte l'impulso. a volte l'alcool. la tristezza, la solitudine. ti fanno scrivere i tuoi pensieri. ti fanno disegnare le tue idee. i tuoi demoni. li ritrovi dopo un po'. abbandonati in un cassetto tra umido di cellulosa e inchiostro sbiadito. tra cartoline conservate non sai perchè ed elenchi di nomi ed indirizzi. ciò che ti rimane di tante persone. non il volto. non la voce. un nome. un indirizzo. identità. Ritrovi vecchie parole. e ti sorprende il tuo sorriso più spontaneo. perchè ti riconosci. ma non ti ritrovi. perchè ti scopri cambiato. perchè ti guardi intorno e non c'è più la cenere che saturava l'aria quando scrivevi quelle parole. il tuo sorriso. poi. nuvole di fumo. amaro. c'è altro. c'è che sei ancora in viaggio. e c'è che ti rendi conto di un tuo errore. di una persona importante. un'amica splendida ed incredibile. a cui è da un po' non chiedi "come stai". e la risposta non è così ovvia come credi. e in fondo lo sapevi. e tu cosa hai fatto in questi giorni? sei stato solo capace di riempirle qualche giornata. e questo non ti fa stare meglio. non ora. .
 
riempie l'etere: "SARAH WAS NINETY YEARS OLD" from the album "MISERERE" composed by ARVO PART

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lunedì, ottobre 20, 2003

MORALE

riempie l'etere: "ANTICRISTU CRASTU" from the album "VIOGNA" performed by INCHIUVATU

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domenica, ottobre 19, 2003

MISSILLUSIONE

  

 

Ogni volta che conosco una donna che non riesce a comunicarmi un impulso sessuale neppure a pagarla (e non parlo di bellezza, non parlo di esserre "provocante"... parlo della carica che si porta dentro...)... ecco... ogni volta che Mi imbatto in una donna così... neppure...BRUTTA... così... di quelle che quando le guardo penso: "ORSO GRIGIO! CARICARE TUTTI PINGUINO!"... Ecco... ho bisogno di tornare a credere nel concetto cho ho di donna. Oggi sono molto triste. Ridatemi la fede. Grazie.

 

 

 

riempie l'etere: " SEAR ME MCMXCIII" from the album "TURN LOOSE THE SWANS" performed by MY DYING BRIDE

 

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venerdì, ottobre 17, 2003

FRONTE NEO-AVANGUARDISTICO DEL BLOG

 

HELL ENA: "Lo hai mai visto VANMA 1/2?"

PSY: "Si, certo!"

HELL ENA: "Hai pvesente il vecchio... quello maniaco?"

PSY: "Mmm... praticamente il prototipo del vecchio in qualunque fumetto giapponese..."

HELL ENA: "Ecco... c'è un pvofessove da me che è uguale a lui!"

PSY: "Ma... è pure maniaco?"

HELL ENA: "SI!"

PSY: "E allora E' LUI!"

 

riempie l'etere: "GIUNGLA DI CITTA'" from the album "UH UH..." (1982) performed by ADRIANO CELENTANO

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giovedì, ottobre 16, 2003

SEDICI OTTOBRE DUEMILATRE

 
C'è una pace più densa. Una pace che non ci comunica nulla se non pace. Ti svegli al mattino e tutto ciò che fai è affacciarti alla finestra del tuo rifugio e osservare il mondo che apre gli occhi. mondo ingenuo. mondo ignaro. delle tue notti insonni, notti, quelle notti in cui sei fratello di te stesso e amante dei tuoi sogni. i tuoi sogni che  vengono a trovarti  anche se non dormi. i fantasmi, gli spettri, i ricordi. scivolano nella tua memoria come lacrime sul volto di una donna. ogni lacrima che ti è concesso vedere racchiude un oceano di emozioni. gioia. amarezza. che non vede nessuno. c'è una pace. c'è un silenzio. lo conosco questo silenzio, io. lo conosco. guardarti intorno e vedere solo estraneità. e vedere nero dove nero non ce n'è. il senso del sentiero. la strada da percorrere. c'è una pace, c'è un sentiero, c'è il silenzio. tante persone. volti. sorrisi. lacrime. parole, parole, parole. il silenzio è sempre quello. lo trovi ad attenderti paziente. muto. il capo appena adagiato sul tuo monitor. aspetta che arrivi la notte e tu ti sieda alla tastiera. il silenzio. si siede comodo in poltrona mentre aspetti una telefonata che tarda ad arrivare. e non arriverà. a volte si addormenta. e ti senti perduto. allora lo cerchi, il silenzio. quando nella tua camerata è notte fonda e qualcuno ha deciso che non devi dormire. e ti addormenti all'alba di un nuovo giorno con la testa che trasuda urla, rabbia e rancore. di qualcun'altro. riversato su di te. c'è una pace. c'è il silenzio. ci sono tante ferite. ferite asciutte, ferite profonde. come il foro nel muro dopo che hai piantato il chiodo. c'è una pace. una pace più densa. probabilmente è così. non so dove sia. mi accontento di godere dell'alba. di ascoltare le urla affogare nel fiume del ciò che è stato. mi accontento di uno sguardo solo per me. di poter guardare l'orologio e vedere che finalmente sono le sette e posso recitare la parte di chi si sveglia. rompere il silenzio della notte posando le mie dita sul bianco e freddo avorio. insieme con il tempo. fumare una sigaretta. osservare il modo che apre gli occhi. mondo ignaro. delle tue giornate senza senso. del tempo sprecato. del tuo sonno mancato. di tutto ciò che vorresti darle. se lei fosse lei. se lei non fosse solo un bisogno. che forse ancora non ha volto.
 
 
riempie l'etere: "NEVER IS A PROMISE" from the album "TIDAL" performed by FIONA APPLE

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martedì, ottobre 14, 2003

PRELUDIO E FUGA IN DO DIESIS MINORE
 
 
 
Ne parlavo qualche giorno fa con una GRANDE PERSONA: questo è un periodo un po' così. E in questo periodo un po' così, il Mio spirito è così pieno di demoni e suggestioni, che non voglio mettere ordine nella Mia testa per scrivere qualcosa di Mio. Ma in questo periodo un po' così, le Mie giornate sono attraversate da parole che illuminano di vero il Mio sentiero.
Allora, Io, che non credo al caso, continuo a lasciare queste parole.
Parole che, mentre attraversano la via, rischio ogni giorno di investire.
Parole di qualcun'altro.
Che raccontano la Mia vita meglio di come potrei farlo Io.
 
 
"Di tutto quanto è stato scritto, io amo solo quello che uno scrive con il suo sangue. Scrivi col sangue: e vedrai che il sangue è spirito. [...] Una volta lo spirito era Dio, poi si fece uomo, e ora si va facendo addirittura plebe. Chi scrive col sangue, non vuole essere letto, ma imparato a memoria. [...] Che cosa abbiamo in comune col bocciolo di rosa, che trema perchè su di esso si è posata una goccia di rugiada? E' vero: noi amiamo la vita non perchè siamo abituati alla vita, ma perchè siamo abituati all'amore. C'è sempre un po' di follia nell'amore. Ma c'è anche sempre un po' di ragione nella follia. [...]
Crederei a un Dio che sapesse danzare. E quando vidi il Mio demonio, lo trovai serio, meticoloso, profondo, solenne: era lo spirito di gravità. A causa sua, cadono tutte le cose. Non con la collera ma con il riso si uccide. [...]
 
Ho imparato a camminare: da allora mi lascio correre.
 
Ho imparato a volare: da allora non voglio essere spinto per muovermi.
 
Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora danza un dio attraverso di me."
 
 
riempie l'etere: "PASSIO DOMINI NOSTRI JESU CHRISTI SECUNDUM JOANNEM" from the album "PASSIO" composed by ARVO PART

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lunedì, ottobre 13, 2003

S'E' FERMATO IL TEMPO
 
 
 
S'è fermato il tempo.
 
Guardo fuori e non piove più.
Pensa quant'è strano: manca il cielo qui.
 
Ho fermato il tempo.
 
La mia voce non pesa più.
 
Gente strana, il mondo:
Piange quando tu non puoi più respirare, cadere e farti male;
non devi più tremare,attendere e sperare.
 
Ho fermato il tempo
e tu non sei più qui con me.
 
Ti avrei dato il mondo,forse un fiore blu.
 
Avrei voluto osare,rapirti e poi volare,
ma ci ho pensato tanto,non c'entra qui il coraggio.
 
Ho pagato il tempo perchè ti lasciasse dentro un po' di me,
che non sono stato forte,
che non ho mai odiato niente.
 
Ho pagato il tempo perchè ti lasciasse dentro un po' di me,
che non sono stato forte,
che non ho mai odiato niente.
 
(NEGRAMARO: S'E FERMATO IL TEMPO)
 
 
riempie l'etere: "NATIONS" from the album "EVERYTHING IS GOOD HERE" performed by THE ANGELS OF LIGHT

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venerdì, ottobre 10, 2003

PARCE MIHI DOMINE
 
 
 
ancora silenzio.
 
guardo nel mio occhio il buio dentro lo specchio.
 
c'è qualcuno dietro di me.
 
la mia ombra.
 
mi volto. nebbia di lago.
 
la mia ombra danza.
 
senza musica. senza senso. senza tempo, la mia ombra. 
 
burattino deforme.
 
danza, la mia ombra.
 
perchè danza, la mia ombra? 
 
 
 
riempie l'etere: "REGNATEM SEMPITERNA" from the album "OFFICIUM" performed by JAN GARBAREK and THE HILLIARD ENSEMBLE

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 23:05 e conservato senza cura alla voce | commenti (2)

NON CI TORNO PIU' SOPRA
 
 
BASTA.
 
Continuo ad essere visitato da personaggi che cercano "Accordi Gazosa Nessuno mi puo' giudicare" "Tutto su Gazosa e Tormento" "Accordi+testo Nessuno mi può giudicare" et similia.
 
E questo l'ho già detto.
 
Adesso dico qualcos'altro:
 
Esiste gente dalle vedute musicali così ampie da risucire ad apprezzare quella porcheria di singolo. Esiste gente depressa a tal punto da sentire anche il bisogno di SUONARE quella porcheria di singolo. Il Mio problema è che i Gazosa li ho nominati solo per esprimere il Mio rigurgito per ciò che ci stanno propinando. Allora, con l'umiltà e la pacatezza che Mi è propria in certi momenti, dico a questa gente:
 
Visto che la vostra vita è misera a tal punto che avete il tempo per cercare il testo di quella porcheria; visto che, musicalmente, siete talmente ignoranti da non riuscire a trovare quelle quattro menate di accordi della canzone...
 
Porco lo spartito che non c'ho davanti, ECCO IL RITORNELLO E GLI ACCORDI DEI GAZOSA!
 
 
    MIm                    SOL                 RE
Nessuno mi puo' giudicare, nemmeno tu !
                                         SI
la verita' ti fa male, lo so! LA VE-RITA' ti fa male, lo so!
    MIm                             SOL                       RE
Lo so che...ho sbagliato una volta e non sbaglio piu'
                                         DO
la verita' ti fa male, lo so! LA VE-RITA' ti fa male, lo so!
    SI                            MIm
Dovresti pensare a me e stare piu' attento a te
      DO                   SI                   MIm        LA       MIm
C'e' gia' tanta gente che ce la su con me, chi lo sa perche'?
 
 
Cosi' almeno non ve ne andate a mani vuote dal Mio Rigagnolo.
 
Saluti a tutti i "musicisti" chiamati in questione....
 
 
riempie l'etere: "LOVE'S BEEN GOOD TO ME" from the album "A MAN ALONE" performed by FRANK SINATRA

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giovedì, ottobre 09, 2003

CERTI MOMENTI COSI'
 
"L' inverno passa basso in cielo e un vento a strisce viene da lontano. 
un cane gli corre dietro storto, leccando i muri della strada.
la ragazzina ha un sorriso croccante e un cuore come un melograno 
e lui la tiene ha paura che gli cada. 

la ragazzina respira distratta e si ravvia i capelli e i pensieri, 
il ragazzo da' una schicchera alla cicca e poi la calcia via come una palla, 
la donna ha messo il suo vestito piu' magro e un po' piu' di allegria negli occhi seri 
l' uomo ha lasciato i baffi e la cravatta gli si rovescia sulla spalla

la ragazzina sembra appesa a un palloncino 
e sulle guance in fiamme le si accendono domande
la ragazza nell' acqua bella dei suoi occhi chiari di un mare al mattino 
e tra i suoi teneri polsi trema gia' un destino troppo grande 

la donna guarda l' uomo e vede un pezzo di sua figlia 
e il loro vecchio modo di chiamarsi e di giocare. 
la ragazzina ha sguardi lenti che le cadono giu' dalle ciglia: 
due ali piccole che imparano a volare 

la ragazza si volta e il vestito si incolla sulle gambe e il seno; 
lui si conta le parole in tasca e la sua voce e' come dietro un vetro; 
la donna ha lo stesso odore e il tempo le ha portato qualche anno in meno 
si scalda dentro le mani e resta indietro.

la ragazzina e le sue scarpe inglesi schiacciano un fango di cioccolata, 
in un silenzio di gomma americana che butta e prova a fare centro. 
per la ragazza il film si ferma di colpo, la verita' sul collo e' acqua gelata 
e tra le labbra secche di cartone un urlo basso sale su da dentro. 

la donna ride strano e le mancano i ginocchi 
e stringe l' anima e una vita intera in mezzo ai denti; 
la ragazzina e il ragazzino hanno una voglia che gli invade gli occhi 
ed una folla di baci lievi e brevi come cerini spenti 

la ragazza e il suo amore che le muore tra le braccia
raccoglie un pezzo di dolore e ci si taglia il cuore
l'uomo e la donna accarezzando un sogno, si accarezzano la faccia 
confusi stretti in uno stesso batticuore. 

e a due a due vanno via, 
dentro un' aria tagliente a vetrini di un pomeriggio nudo. 
le radio dietro a le persiane e "tutto il calcio minuto per minuto".
 
Perdonate il momento di romanticismo.
Anzi. Non perdonate un bel niente. Se non apprezzate... cambiate Blog.
 
riempie l'etere: "MALHOMBRE" from the album "TOTAL EMOTION" (2001) performed by WAGOOBA

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 00:32 e conservato senza cura alla voce | commenti (6)

martedì, ottobre 07, 2003

OMBRE NELLA PIETRA

 

Ci sono fenomeni che Mi spaventano realmente.

La fame nel mondo, la questione della Glocalizzazione, il terrorismo islamico, l'esame di linguistica, la pedofilia, il traffico del Grande Raccordo Anulare alle 17:36, il cane del vicino quandoè incazzato, Adriano Pappalardo nell'Isola dei Famosi, L'isola dei famosi, Adriano Pappalardo.

Ma c'è un fenomeno che oltre la paura, lascia in Me un gelo umido di grotta abbandonata:

Il nozionismo-pseudo-musicale spacciato per CULTURA MUSICALE. La convinzione che "capire di Musica" equivalga a conoscere il nome del più sfigato cantante-da-balera bielorusso. L'idea che ascoltare TANTA Musica equivalga a "conoscere". 

C'è un liguaggio che appartiene a pochi. I pochi che sanno ascoltarsi prima di ascoltare. I pochi che conoscono davvero cosa significhi "spalancare il proprio essere al mondo". Che sanno la differenza tra L'ESSERE e L'ESSERCI. Che conoscono CIO' CHE RESTA. Alla fine di tutto.

Vado via.

Avvolto nel silenzio del nulla che Mi hanno lasciato troppe parole.

 

riempie l'etere: "O MAR" from the album "O ESPIRITO DA PAZ" performed by MADREDEUS

 

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PAROLE CONTATE IN TASCA

UNO. I migliori si riconoscono subito tra loro. I loro tamburi suonano lo stesso canto dalla prima battuta. Gli altri... melodia caotica.

DUE. Ti ho inseguito a lungo. Ho pianto per Te. Ma è bastata una canzone per farmi capire che avevo sbagliato tutto.

TRE. Ora che non cerco più i tuoi capelli, mi sorprende la Mia voce. Ovatta cancerogena.

QUATTRO. E non importa l'armonia delle acque: Io non cerco che dissonanze. dissonanze.

riempie l'etere: "TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO" from the album "LA VITA E' ADESSO" performed by CLAUDIO BAGLIONI

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 01:20 e conservato senza cura alla voce parole contate in tasca | commenti (4)

domenica, ottobre 05, 2003

HO VISTO CRISTO
 
 
 
ANTIFONA D'INGRESSO:
 
(Recitiamola con il Salmo 2003: "Signore, Io ti cerco, ma tu ti stai facendo un po' i cazzi tuoi")
 
Salmo composto dal Re Psycoma . Da recitare rigorosamente imbottigliati nel traffico.
 
Il Signore è vicino a chi lo cerca.
Il Signore ha ascoltato le parole della Mia bocca.
Il Signore ha udito le mie imprecazioni.
Il Signore si è risentito.
A tal punto da farmi uscire vivo dal corteo dei NO-GLOBBAL.
Ha aperto le acque del Mar Rosso.
Affinchè il suo popolo trovasse salvezza.
Ha sommerso l'esercito degli Egiziani.
Affinchè il suo popolo trovasse salvezza.
Ha illuminato la via per l'Ostiense.
Affinchè Psycoma non sbagliasse ancora strada.
Ha dissolto i cortei sindacalisti.
Affinchè Psycoma trovasse la via per il centro.
Ha lasciato il lungotevere sgombro.
Affinchè Psycoma non arrivasse in ritardo.
Ha aperto un varco sulla via.
Affinchè Pycoma trovasse parcheggio.
Ha soppresso gli ausiliari del traffico.
Affinchè Psycoma trovasse la macchina dove l'aveva lasciata.
Ha sommerso di pioggia tutta Roma.
Perchè Psycoma aveva appena lavato la macchina.
Ha inondato d'acqua i cortei manifestanti.
Per farsi perdonare da Psycoma.
Il Signore è forte.
Il Signore è un grande.
Il Signore... sei mejo te!
 
 
 
PRIMA LETTURA
 
Dal libro del profeta Agonìa.
 
Alla fine riuscirono ad incontrarsi. Riuscirono a riconoscersi. Qualcuno...  si... beh.. qualcuno aveva sbagliato comitiva e dopo aver stretto la mano a quattro-cinque personaggi a noi totalmente estranei cominciava a pensare: "Strano... non me ne ricordo manco uno... " . Alla fine riuscirono ad incontrarsi. Tanto a lungo avevavo anelato a quella sera. Si videro, si riconobbero, si presentarono. Entrarono nella saletta, si sedettero, si alzarono, uscirono dalla saletta, spostarono i tavoli, ri-entrarono nella saletta, si ri-sedettero, si ri-alzarono, ri-spostarono i tavoli,"Aoh! Me sa che stavolta a'mo fatto 'na stronzata!" - assolutamente sì - si ri-ri-sedettero, finalmente cominciarono a connettere i loro cervelli portatili. Ovviamente, qualcuno aveva la connessione a 56 K , quindi aveva bisogno di più tempo, ma per fortuna il traffico, quella sera, era tutto concentrato in zona Eur. L' aria era satura di sofismi, idee, congetture. Eteree descrizioni di momenti condivisi. Denso l'etere di parole Pindariche: Una cena con Nick Cave Michael Stipe in giro per Roma sulla macchina di Paperino Jeff Buckley e l'eredità del post rock contemporaneo le paranoie para simil politiche di Mono incontri ravvicinatissimi del dodicesimo tipo la linea di Adriano Pappalardo il concetto di blogstar il concetto di limonare il concetto di Platinette.
Ad un tratto, uno di loro, uno dei più intraprendenti disse: "E adesso, ognuno tiri fuori il suo album della vergogna!". Grande momento. Commozione generale. Catarsi finale con le parole amare e laceranti di "MARGHERITIAMO".
 
 
 
SALMO RESPONSABILE.
 
Ripetiamo insieme:
 
"Il Blog è mia forza e mio sostegno"
 
Ha liberato le nostre vite dalla schiavitù del sonno.
Ha dato un nuovo senso alle nostre giornate.
Ha unito i nostri terminali in un canto nuovo.
 
Il Blog è mia forza e mio sostegno.
 
Ha dato il pane quotidiano a tante persone.
Ha permesso a Mono di sfogare sul Piè Veloce le sue paranoie post-berlusconiane.
Ha costruito un ponte virtuale tra noi e Massimo Marino.
 
Il Blog è mia forza e mio sostegno.
 
Ha unito nello stesso istante Bingo Bongo ed Ambra Angiolini.
Ha permesso di ammirare due entità mitologiche quali Selvaggia e Daniela.
Ha unito i nostri cuori in una sola voce: "Ma tu... CHI SEI?"
 
Il Blog è mia forza e mio sostegno.
 
 
 
SECONDA LETTURA
 
Dal libro della Capienza.
 
Così dice Psycoma: Eravamo tutti un po' up... nonostante la mancata tavolata unica. Eravamo tutti un po' fuori. Almeno finchè ha cominciato a piovere. Poi siamo andati dentro. Persone normali... questo no. Lo capisce subito la dolcissima e paziente cameriera, quando, alla terza volta che rispostiamo i tavoli, alza le braccia, poi se ne lava le mani. Peccato... era il Mio bicchiere. Lo capisce subito la dolcissima e paziente cameriera, quando, arrivati al momento caffè-sigaretta, rompe l'etere con una frase che è rimasta scolpita nel Mio cuore: "Chi NON vuole il caffè?" "Io, io! Io non lo voglio!" "Ok, nove non vogliono il caffè!, tutti gli altri sì!" "Gli altri... quanti?" "Gli altri!". Quando torna per il dolce, non esito ad esclamare con fierezza "Io non lo voglio!". (Se becco chi è che alle mie spalle ha detto "'sti cazzi..."). La serata prosegue tra l'incanto ed il conto, tra dei ravioli ai fiori di zucca che sanno di brodo di carne e dei maccheroni alla tricia che sanno di maccheroni alla tricia; tra un sorbetto al limone che sa di panna cotta - E' panna cotta - ed una mousse alla fragola, che si sente sola; tra l'ottimo GOMITOLO (già una certezza) ed il sorprendente ACHILLE; tra i CD della ZAZIE (Tesoro! Sono VERAMENTE commosso...) e la Mia carissima, preziosa, indispensabile, insostituibile LUCY. Niente retorica, non oggi: grandi persone, davvero, bellissima (davvero) SELVAGGIA, assolutamente magnetica DANIELA (Come disse Gesù a Giuda: "Un giorno io e te s'annamo a fa' du' chiacchere..."), a cui sento di dare l'oscar per la frase della serata: quando, la dolcissima e paziente cameriera cerca con difficoltà - a causa delle nostre appassionate disquisizioni - di raccontarci il programma dolcifero, la somma Daniela scardina la nuvola satura delle parole superflue dei TRE IMBUCATOS con un sonoro : "AOH! MO' AVETE ROTTO IL CAZZO!".
"Your words, not mine."
 
 
EVANGELO
 
In quel tempo, i nove si trovavano nell' Urbe a passeggiare per le vie del centro. Stanchi, a causa dell'orario "andante con brio", ma rinvigoriti dall'entusiasmo della serata, cercavano un posto dove trascorrere la notte. L'inverno era alle porte e l'illuminazione era scarsa in quelle viuzze ormai deserte, così, era consigliabile per tutti trovare un rifugio, una locanda o una taverna per proteggersi dal freddo e dai mille pericoli della notte Romana. Delusi dalla dipartita virtuale del loro MAESTRO, i cinque Discapoli con le quattro Pie Donne vagavano infreddoliti e smarriti, senza una meta, senza un baricentro, ma con tanto vino in corpo... Ad un tratto... una luce lontana, fioca, rassicurante. Era un miraggio? L'insegna risvegliò i loro sensi assopiti dall'alcool. Una locanda. "Hey ragazzi! questa è la prima opzione, che ci si propone per motivi logistici... che ne dite?" "Bella per Te" "Ma... si... si può fare...". Immersi fin' alle ginocchia nella discussione, non si accorsero di un personaggio minuto, vestito di nero, che si muoveva furtivo alle loro spalle. Ad un tratto, una voce: "Hey... ma quello è uguale... no... è lui... hey... ma quello... E' FRANK !!!".
Era proprio Lui.
 
Parola del Signore.
 
 
OMELETTE
 
Lo ammetto. Questo post è abbastanza LITURGICO. Però... Mi dovete capire... sono in un momento mistico, quasi Mmitologico, sicuramente ESOTERICO.
Cari fratelli e sorelle, anche se al solo pensiero di scrivere quello che sto per scrivere, che non è proprio quello che amo scrivere, ma per voi questo ed altro, dicevo... anche se al solo pensiero di scrivere quello che sto per scrivere mi viene il diabete.... ve lo dico lo stesso. Tanto c'ho una medicina che - lo possiamo dire - Me l'ha data il Signor Ministro! Qundi... al di là del diabete, al di là di qua... Ieri sera, Mi avete restituito un po' di fiducia nel genere umano. Grazie a tutti, veramente... eccezionali. Ed ora, prendiamoci per mano e recitiamo tutti insieme un bel PADRE STRONZO.
 
 
 
DEPILOGO
 
Ah, già... ho visto Cristo. Vi saluta tutti con effetto.
 
In particolare Gemsi.
 
 
riempie l'etere: "LE SETTE NOTE DI DIO" performed by GIOSY CENTO

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 20:42 e conservato senza cura alla voce | commenti (12)

venerdì, ottobre 03, 2003

ABOUT

Istanti che ti lacerano nel profondo.

Una malinconia antica, ma sempre sconosciuta.

Grazie, LUCHINO.

 

riempie l'etere: "SINFONIA N°5 in DO Diesis Minore" by GUSTAV MAHLER

scritto senza pensarci troppo da Psycoma quando l'orologio segnava le 09:30 e conservato senza cura alla voce | commenti (10)